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Intervista a Paola Pessot

" ... Credo che i doppiatori italiani siano i migliori al mondo ... Una volta, in albergo in Austria, ho visto Totò doppiato in tedesco ... nulla è mai stato meno divertente! Più volte mi hanno chiesto di provare col doppiaggio. Angelo Maggi (doppiatore di Tom Hanks in molti films) ha anche cercato di coinvolgermi ... forse un giorno proverò ... Nel frattempo ho imparato a doppiare me stessa ..."Sogno in una notte di mezza estate" ... Kline cantava per i corridoi del Teatro 5 , faceva scherzi a tutti (una volta anche alla stessa Pfeiffer , mentre giravamo , ed è stato assolutamente esilarante) ... Sto finendo di girare un film in Francia, in lingua francese "Le monde à l'envers" ... Confrontarsi con attori di un'altra nazione è un'esperienza meravigliosa. Inoltre ho un progetto per un nuovo programma su Coming Soon TV ... nato da una mia idea! ... " Intervista a cura di Marco Bonardelli

MARCO: Nella tua scheda presente sul sito di Coming Soon Television (tra i link correlati all’intervista) racconti di aver iniziato a studiare recitazione dopo aver finito il liceo e che “fare l’attrice non era solo un bel sogno, ma l’obiettivo da raggiungere, nella vita, per essere felice”. C’è qualche momento particolare legato alla nascita del tuo amore per la recitazione ?

PAOLA: Ricordo una mattina, a teatro, con la scuola…Eravamo andati a vedere “L’Avaro”, di Molière , o forse era “Tartuffe”, non ricordo , esattamente … credo “Tartuffe”, a pensarci bene. Rimasi incantata dall’attrice protagonista.
Dalla sua espressione, dai suoi vestiti, dalle sue parrucche … da come si muoveva sul palco. E quando alla fine dello spettacolo era lì, sul palcoscenico, a prendere tutti quegli applausi … beh, ho pensato dovesse essere la sensazione più bella del mondo. Forse lì, per la prima volta, pensai seriamente che volevo essere un’attrice. Al di là di quest’aneddoto, tutti i film con Sofia Loren e Marcello Mastroianni, le commedie di Billy Wilder, il grande Jack Lemmon, le grandi dive come Grace Kelly, Marylin Monroe, Audrey Hepburn … tutti loro hanno contribuito a far nascere in me la forte passione per la recitazione. Da bambina facevo indigestione di commedie … i vecchi films con James Stewart, Doris Day e Rock Hudson, Totò e Peppino, Stanlio e Ollio … sono cresciuta “divorando” centinaia di films, restavo alzata fino a tardi, già da piccolissima, per vedere quelli in seconda serata. Quando avevo sette o otto anni, con le mie cugine, giocavamo ad avere una band musicale … della quale , logicamente, io ero il leader. Ora che ci penso, sono stata il primo leader di una band femminile!… altro che Spice Girls! Noi precorrevamo i tempi… ;-) Ma poi la band si sciolse, e col tempo capii che preferivo essere un’attrice, piuttosto che una rock star. Magari un giorno interpreterò un Musical, e metterò insieme i miei sogni, chissà …

MARCO: Nel tuo curriculum di attrice c’è spazio per due importanti esperienze cinematografiche all’estero:“Sogno in una notte di mezza estate” con Michelle Pfeiffer, Stanley Tucci e Kevin Kline e il “Casanova” di Lasse Hallstrom con Heat Ledger e Jeremy Irons. Cosa pensi ti abbiano insegnato persone così importanti ? Che ricordi hai di ognuno di loro ?

PAOLA: Ricordo quando la mia prima agente mi chiamò per dirmi che ero stata presa per il “Sogno…”. Quella settimana avevo fatto due provini. “Mi hanno presa per il film o la pubblicità”? Chiesi … trepidante per la risposta.
“Per il film”. A quelle parole seguì una reazione fortissima … tutto il mio corpo sprizzava gioia ed emozione. E non era finita lì … il provino che avevo fatto con il regista , Michael Hoffman , era per un progetto “blindato”. Si sapeva che sarebbe stato il Sogno di una Notte di Mezz’Estate” shakespeariano, ma il cast era assolutamente top secret. “Vuoi sapere chi sono gli attori protagonisti? … Proseguì lei. “Michelle Pfeiffer e Kevin Kline”. Ricordo quello , tuttora , come uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Ora , devi sapere che la Pfeiffer è stata sempre una delle mie attrici preferite , quand’ero bambina. Ho sempre pensato che , con quel viso , avrebbe potuto fare solo l’attrice … Lady Hawke , Paura d’Amare , Scarface , Tutto in una Notte … amavo la Pfeiffer e i suoi films! Kevin Kline, dal canto suo, non ha fatto un film che io non abbia visto: qualsiasi cosa uscisse al cinema interpretata da Kline, io non potevo fare a meno di andarla a vedere! Ora, per una ragazzina appena diciottenne, puoi immaginarti cosa avesse scatenato quella notizia … li avrei conosciuti … lavorandoci insieme … e mi avrebbero anche pagata, per farlo!
Kevin Kline è stato in assoluto la persona che mi ha insegnato di più.
Mi aveva presa in simpatia , e , quando non si girava, passavo anche delle ore, in camerino , con lui. (ho scoperto in seguito che questo aveva dato spazio a voci insensate , e , a chi mi ha chiesto se ci fosse stato qualcosa , fra di noi, ho risposto :”Magari!” :-P)
Avevamo un patto : lui mi dava lezioni di recitazione, io gli insegnavo l’italiano (soprattutto offese e parolacce, che sembravano interessargli di più…)
Kline ha una forte passione per la pittura, e in quel periodo mi fece ben due ritratti. Ma , devo ammettere , è molto meglio come attore … fare il pittore non è di certo il suo forte! K.K. e M.P. avevano due modi completamente opposti di concentrarsi ed affrontare il set. Kline cantava per i corridoi del Teatro 5, faceva scherzi a tutti (una volta anche alla stessa Pfeiffer , mentre giravamo , ed è stato assolutamente esilarante). Un giorno gli ho chiesto come facesse a concentrarsi , così , e lui mi ha risposto che cantando, ballando, giocando, lui si sente libero, e per recitare bene è così che ci si deve sentire: LIBERI.
Non sono mai stata più d’accordo con qualcuno. La Pfeiifer invece restava in camerino fino all’ultimo, e anche sul set, era alla continua ricerca della tranquillità, del silenzio. Girava sempre con un mini-ventilatore al collo, “perché la micropolvere, il sudore , e il trucco , rovinano la pelle”. Ventilatore che in seguito mi ha regalato, e che tuttora uso anch’io , quando fa molto caldo.
Il giorno in cui è partita, mi ha salutato dicendomi “è stato un piacere lavorare con te”. Un esempio di gran classe. Quando si è veramente grandi, come un Kline o una Pfeiffer, non si ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno. Il famoso “lei non sa chi sono io”, l’ho sempre trovato ridicolo. Perché se sei grande, se lo sei veramente, gli altri lo percepiscono, senza che tu faccia o dica nulla.
Avevo 18 pose nel film. E M. Hoffman mi aveva fatto avere un Pass per entrare a Cinecittà quando volevo, in modo da poter assistere anche alle riprese delle scene a cui non partecipavo. Grazie a quello, ho potuto conoscere bene tutti gli attori, anche quelli con cui non avrei lavorato direttamente. Ricordo un giorno in cui continuavano a rimandare l’inizio delle riprese di una scena di cui era protagonista Stanley Tucci. Gli chiesi se non si stesse annoiando, ad aspettare tutto quel tempo … era pronto da più di 5 ore, col suo vestito da Puck e quel pesante trucco che ci mettevano sul viso e sul corpo, per renderci creature fatate … Lui mi rispose citando Jack Lemmon: “Se vuoi fare cinema, hai bisogno solo di una cosa: una sedia”. Ho sempre tenuto a mente quella frase, in seguito …

MARCO: Tra coloro che hanno lavorato con te a teatro chi pensi ti abbia dato molto ?

PAOLA: Ogni persona con cui ho lavorato mi ha lasciato qualcosa. Lo so che detta così sembra una frase fatta, ma è vera. Da qualcuno ho imparato come vorrei essere, da qualcun altro come non vorrei mai essere …
Da qualcuno come mi piacerebbe recitare, da qualcun altro come non vorrei mai recitare… :-P Ricordo con grandissimo affetto Valeria Moriconi.
Quando vinsi la borsa di studio al Teatro Eliseo di Roma, nel 2000, un giorno mi prese da parte e mi disse “Non preoccuparti se non hai mai fatto scuole istituzionali, la mia scuola è stata il teatro, e sarà anche la tua.” Sono due anni che non lavoro più a teatro, ma conto di tornare presto a recitare su un palcoscenico. Il teatro ti regala emozioni fortissime, ti insegna disciplina, rispetto delle gerarchie, rigore. Per reggere un palcoscenico devi avere una forte preparazione. Se non ce l’hai, il pubblico se ne accorge. Puoi comprare critiche, articoli sul giornale, servizi in televisione, ma il pubblico non lo freghi.
Purtroppo oggi non sempre si richiede una preparazione, per diventare attori. Ma se si vuole durare, in questo campo, e non sparire come meteore, prima o poi lo studio diventa fondamentale.

MARCO: Da qualche anno sei tra i volti di Coming Soon Television (canale 807 di Sky), la tv satellitare interamente dedicata alla settima arte. Hai iniziato conducendo il salotto Coming Soon Live con Mauro Donzelli
e attualmente conduci “Star At The Movies !”
, programma con trailer in anteprima dagli Stati Uniti. Come sei arrivata ad entrare a far parte di questa grande famiglia ?

PAOLA: Grazie a 5 , interminabili , provini. Iniziati a Marzo e finiti a Settembre, poco prima dell’inizio del “Live”. Ricordo che sono andata in onda , in diretta , senza aver mai provato prima. Nessuna simulazione, nossignore.
Devo ringraziare Mauro Donzelli e i proprietari di Coming Soon TV, i fratelli Cialfi, per la fiducia che mi hanno dato, e che credo di non aver tradito.
Ricordo che volevo così tanto essere presa, che ogni mese compravo Ciak e … studiavo. Films in uscita, personaggi, premi … alla fine sono stata io, ad essere premiata. E poi, anche stavolta, la mia preparazione teatrale mi ha aiutata ad affrontare l’emozione della diretta televisiva. (A teatro se sbagli devi andare avanti, non è come al cinema, dove puoi fare anche 30 ciak per una stessa scena …) Senza contare , poi , che a scuola sono sempre andata bene senza dover eccessivamente studiare. Ho una forte memoria, quella è una grande dote. Mi bastava sbirciare una riga sul libro, per “creare” (così dicevano i miei compagni di classe, “Paola crea…”) risposte complesse ed articolate alle domande delle professoresse. A volte qualcuna scopriva che in realtà stavo parlando del nulla, ma la maggior parte delle volte funzionava!

MARCO: Negli ultimi anni tu e Riccardo , altro volto di Coming Soon, siete stati protagonisti di una piccola serie di spot per Viakal.
Cosa puoi raccontarci dei retroscena di questa esperienza ?

PAOLA: Guarda, quella è stata la prima di una lunga serie di pubblicità che ho interpretato, e grazie alle quali ho potuto conoscere registi come Daniele Luchetti, P. Belloni, D. Cocchi… permettermi di andare a vivere da sola molto giovane, ed essere indipendente. Non avevo un bel rapporto con mia madre, e vivere da sola è sempre stato uno dei miei obiettivi. Per fortuna ho un padre meraviglioso, che mi ha sempre aiutata e sostenuta, nella vita e nel mio lavoro. Una curiosità : quella del Viakal è stata la prima pubblicità di un prodotto per la casa ad avere per protagonisti dei ragazzi giovani, al posto della solita casalinga. Ha avuto un successo europeo incredibile, ed è per questo che giriamo una media di 2, 3 spot l’anno, diversi a seconda dei paesi in cui vanno in onda ( a quanto pare, ogni paese ha un suo senso dell’umorismo ben preciso!) Il bello è che gli spot vengono girati a Bruxelles, una città deliziosa, che ogni volta non perdo occasione di visitare, nonostante la pioggia … Adoro l’albergo in cui soggiorniamo, è uno dei miei hotels preferiti, ed ho scoperto da poco che è anche uno dei preferiti da Catherine Deneuve.
Adoro un negozio, in particolare, a Bruxelles, dove si possono acquistare libri di fotografia meravigliosi … a prezzi irrisori. E poi i negozi di “Bandes Déssinées”, dove puoi trovare tutti i disegnatori più famosi del Belgio! Per non parlare poi delle boutiques di cioccolato… delle vere e proprie gioiellerie … del cacao!

MARCO: So che vedi molti film in originale e hai un’ottima conoscenza dell’inglese. Vorrei chiederti a tal proposito qual è la tua opinione sul doppiaggio italiano e se hai mai pensato da attrice di cimentarti?

PAOLA: Credo che i doppiatori italiani siano i migliori al mondo, e lo dico a ragion veduta. Avete mai visto Happy Days doppiato in francese, ad esempio? “Fonsì” con l’accento sulla “ì”? Meglio di no! Una volta, in albergo in Austria, ho visto Totò doppiato in tedesco … nulla è mai stato meno divertente! Più volte mi hanno chiesto di provare col doppiaggio. Angelo Maggi (doppiatore di Tom Hanks in molti films) ha anche cercato di coinvolgermi, una volta … ma finora non mi sono mai cimentata. Non so se il doppiaggio possa fare per me , ma , chissà , forse un giorno proverò … Nel frattempo ho imparato a doppiare me stessa. Sai com’è nelle fictions e nelle pubblicità, a volte bisogna ridoppiarsi…

MARCO: Ringraziandoti, a nome mio e di Daniela, per la gentilezza e la disponibilità infine ti chiedo se puoi dirci quali saranno i tuoi progetti futuri.

PAOLA: Sto finendo di girare un film in Francia, in lingua francese. (Anche per questo ho tardato nel rispondere alle vostre domande, e mi scuso!)
Si intitola “Le monde à l’envers”, ed è diretto da un giovane regista francese, Julien Reninger, già premiato per alcuni corti, quì al suo primo lungometraggio.
Confrontarsi con attori di un’altra nazione è un’esperienza meravigliosa.
E stavolta sono una dei protagonisti , Giulietta , una ragazza italiana che ruba per poi … restituire il maltolto! Non è una ladra, ma ama il pericolo, e l’adrenalina … E’ un personaggio sexy e fuori di testa, e mi diverto un mondo ad interpretarlo! … Per ora non vi dico altro! Inoltre ho un progetto per un nuovo programma su Coming Soon TV… nato da una mia idea! (Per cui, se non dovesse piacervi, saprete con chi prendervela! ;-) )

Intervista a cura di MARCO BONARDELLI