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Intervista esclusiva a Jessica Loddo

" ... “Verissimo” , anzi il “Rullo Celebrità” è stato un mio compagno di viaggio quotidiano ... sono stata scelta personalmente dal direttore Carlo Rossella , di cui ricordo l’educazione , la signorilità e la grande professionalità ... Quello che cerco di fare è essere convinta di aver fatto un buon lavoro prima di uscire dallo studio di registrazione, quando ancora è possible cambiare le cose ... Al personaggio di Tiffany ( in "Daria" ) sono molto legata per tanti motivi, il primo è sicuramente il direttore di doppiaggio della serie che quando ero in sala mi ha sempre aiutato e mi ha fatto sentire perfetta per quel ruolo ... Il doppiaggio di Penelope Cruz è invece nel mio cuore perchè lei è un’attrice straordinaria e in questo film recitava un ruolo molto complesso. Inoltre ho avuto due partner eccezionali , Francesco Pannofino che ha doppiato Bob Dylan e Massimo Corvo che ha doppiato Jeff Bridges ... Il doppiaggio è un lavoro di squadra ... Ho cercato di accompagnare gli attori che ho diretto con tutto il mio cuore e cercando di far emergere le loro interpretazioni migliori partendo sempre dall’amore profondo che ho per questo lavoro ... approfitto di questa intervista per ringraziare tutti quelli che mi hanno affidato i loro lavori ... In modo particolare voglio ringraziare la responsabile edizioni italiane di Dnc Entertainment la signora Vera Forti , una donna straordinaria sia dal punto di vista umano che professionale ... grazie anche a tutti quelli che hanno lavorato con me, adattatori, attori, assistenti, fonici di presa, fonici di mix ... un grazie speciale ad “Alba”, alias Alberto Olivero, il grande professionista e amico con cui ho la fortuna di condividere la mia avventura professionale ... "

DANIELA: La sua bellissima ed amichevole voce la ritroviamo spesso in tantissimi spot tv citiamo “Top girl”, ” Clinique”, ” Tim ” ma anche in trasmissioni tv come “Verissimo” … ci può raccontare qualcosa di queste esperienze ?

JESSICA: Intanto grazie per i complimenti, ma il merito non è mio, la voce me l’ha passata mia madre, mi ricordo che quando ero piccola e mia madre rispondeva al telefono c’era sempre qualcuno dall’altra parte che le faceva i complimenti per la sua voce.
Ho sperato per anni di riuscire ad “incantare” come faceva lei.
Beh! “Verissimo” , anzi il “Rullo Celebrità” è stato un mio compagno di viaggio quotidiano per quasi 3 anni, durante i quali è nata anche la mia terza figlia Marianna.
Sono stata scelta personalmente dal direttore Carlo Rossella, di cui ricordo l’educazione, la signorilità e la grande professionalità. Un uomo molto carismatico che ha sempre incoraggiato il mio lavoro.
Non ricordo un giorno in cui non venisse nella sala di registrazione per salutarmi e complimentarsi.
In tutti quei tre anni mi sono impegnata molto per costruire uno stile “rullo celebrità” che fosse unico e speciale.
E devo dire che è stato un bel successo di ascolti.

DANIELA: Nel caso le capitasse di risentirsi da casa, da quale stato d’animo viene più facilmente attraversata?

JESSICA: Quando mi risento in un contesto che non sia il mio ambiente lavorativo devo dire che il primo stato d’animo è
quello di riconoscermi a metà, mi spiego meglio, riconosco una voce familiare ma non l’associo immediatamente a me.
Comunque trovo rassicurante risentirmi.

DANIELA: E’ soddisfatta oppure ipercritica con se stessa?

JESSICA: Mi piaccio sempre e sono molto generosa con me stessa.
Non mi ritrovo mai a pensare che l’avrei potuto fare meglio.
Tutto si può fare meglio, ma ogni situazione ha sempre una sua storia e quindi difficilmente riapro il passato.
Quello che cerco di fare è essere convinta di aver fatto un buon lavoro prima di uscire dallo studio di registrazione,
quando ancora è possible cambiare le cose.
Non vivo di rimpianti.

DANIELA: Al doppiaggio presta la voce a Tiffany nel cartone animato DARIA trasmesso da MTV … a Penélope Cruz in “Masked and Anonymous” (nel ruolo di Pagan Lace). Le piace doppiare?

JESSICA:
Al personaggio di Tiffany sono molto legata per tanti motivi, il primo è sicuramente il direttore di doppiaggio della serie che quando ero in sala mi ha sempre aiutato e mi ha fatto sentire perfetta per quel ruolo che era completamente lontano dalla mia natura.
Il doppiaggio di Penelope Cruz è invece nel mio cuore perchè
lei è un’attrice straordinaria e in questo film recitava un ruolo
molto complesso. Inoltre ho avuto due partner eccezionali, Francesco Pannofino che ha doppiato Bob Dylan e Massimo Corvo che ha doppiato Jeff Bridges, il mio “compagno” nel film.
E’ un film che mi ha segnato soprattutto per i suoi contenuti
e che mi ha fatto pensare molto.
Bob Dylan chiude il film dicendo: “Noi guardiamo il mondo nello stesso modo in cui siamo fatti. Guardalo da un bel giardino e tutto ti sembrerà allegro. Verità e bellezza sono negli occhi di chi guarda. Ho smesso di cercare di capire tutto, molto tempo fa.”

DANIELA: Ci può raccontare qualcosa delle sue emozioni davanti al leggio?

JESSICA: Tantissime. C’è sempre un’emozione diversa, legata al tipo di film, al ruolo, all’attore che doppi, al direttore che ti dirige, e questo per quanto mi riguarda è anche il motivo per cui continuo a fare questo lavoro.
Aver scelto il mestiere dell’attrice ha voluto dire rinunciare alle certezze che altri lavori potevano offrirmi, ma allo stesso tempo vivere di emozioni e di sfide quotidiane sempre diverse.
E’ la meraviglia della mia professione.

DANIELA: Lei è stata anche Direttore di doppiaggio nel film “The Lab”.
Ci può parlare di questa professione poco conosciuta?

JESSICA: Il direttore di doppiaggio è come un regista.
Sta a lui valorizzare gli attori, dar loro fiducia e credere in loro. A questo proposito vorrei spendere due parole per parlare dell’importanza della “distribuzione”. Per gli addetti ai lavori con il termine “distribuzione” s’intende l’attribuzione degli attori-doppiatori ai personaggi del film di cui si farà la direzione.
Questa a mio parere è già una premessa che pone le basi per una buona direzione.
Questa scelta purtroppo per tanti ordini di motivi, non è sempre prerogativa del direttore di doppiaggio.
Per quello che riguarda i lavori che ho diretto mi posso vantare di avere avuto la fortuna di non aver mai subito pressioni per scegliere un attore piuttosto che un altro.
Anche per l’attore è molto importante avere la certezza che sei stato chiamato a doppiare quel tale attore perchè il direttore ti considera perfetto per quel ruolo.
In questo modo si pongono le basi per un rapporto di reciproca stima e fiducia.

Quando sono in direzione la prima cosa a cui penso è aiutare l’attore in sala ad avere una visione chiara del personaggio che deve doppiare.
Forse non tutti sanno che quando un attore arriva ad un turno di doppiaggio non ha letto prima il copione, arriva, entra in sala e dopo aver visto l’anello (una scena) una volta o due inizia direttamente a doppiare.
Per questo esiste il ruolo del direttore di doppiaggio il quale segue il film dall’arrivo dello script originale, alla traduzione, all’adattamento, al mix, nelle migliori delle ipotesi.
Il direttore ha visto il film molte volte ed è l’unico in sala in grado di comunicare la visione d’insieme del film e conosce le sfumature psicologiche di ogni personaggio del film.
Ma da solo non conta nulla tutto questo sapere.
Per questo ogni volta che entro in sala a dirigere un nuovo film riunisco sempre gli attori, l’assistente al doppiaggio e il fonico di presa e chiedo a tutti di vincere la nostra partita.
Il doppiaggio è un lavoro di squadra, non mi stancherò mai di ripeterlo e la consapevolezza dell’importanza di ogni singolo ruolo professionale è alla base del successo di ogni film.
Ho cercato di accompagnare gli attori che ho diretto
con tutto il mio cuore e cercando di far emergere le loro interpretazioni migliori partendo sempre dall’amore profondo che ho per questo lavoro.
Anzi approfitto di questa intervista per ringraziare tutti
quelli che mi hanno affidato i loro lavori, grazie.
In modo particolare voglio ringraziare la responsabile edizioni italiane di Dnc Entertainment la signora Vera Forti, una donna straordinaria sia dal punto di vista umano che professionale.
E grazie anche a tutti quelli che hanno lavorato con me, adattatori, attori, assistenti, fonici di presa, fonici di mix.
E un grazie speciale ad “Alba”, alias Alberto Olivero, il grande professionista e amico con cui ho la fortuna di condividere la mia avventura professionale.

DANIELA: Dell’assistenza al doppiaggio (ricordiamo Pinocchio 3000) cosa può aggiungere ?

JESSICA: Mi sono divertita tantissimo e in quell’occasione ho conosciuto
Platinette che doppiava Cyberina.
Mauro è un grande professionista e nonostante il suo personaggio fosse abbastanza complesso, non dimentichiamo che in originale era doppiato da Whoopy Goldberg, è stato bravissimo ed è stato un vero piacere lavorare con lui.

DANIELA: “Marmellata”, di Filippo Cipriano è un cortometraggio, ci racconta qualcosa di questa esperienza?

JESSICA: Nel 2001 decidiamo di partire per le vacanze con dei nostri amici autori di Mediaset e affittiamo una villa a Santa Margherita di Pula, in Sardegna.
Nessuno di noi è al corrente che Filippo ha scritto la sceneggiatura di un corto bellissimo che ci rivela voler dirigere proprio durante la nostra vacanza.
La location era meravigliosa ed è stata proprio una vacanza indimenticabile.

DANIELA: Ringraziandola infine le chiediamo di anticiparci qualche novità circa i suoi imminenti progetti.

JESSICA: Parafrasando Nazim Hikmet “Il più bello dei film è quello che non ho ancora diretto …”
Ma se volete saperne di più …
non perdertevi il mio Blog-Site “www.jessicaloddo.com” ( link attivo tra i correlati all’intervista )
Vi aspetto!

( Nella foto in alto una sorridente Jessica Loddo. Nella Photogallery una immagine di Jessica con Platinette e Massimo Corvo )