
Attesa Grande Festa , questo pomeriggio , al Circo Massimo di Roma per i nostri campioni , capitanati da Marcello Lippi, di ritorno dalla Germania , dopo aver conquistato il quarto titolo di “Campioni del mondo”. Vittoria ai calci di rigore contro la Francia. La Nazionale italiana arrivera’ alle 18,30 all’aeroporto militare di Pratica di Mare. I campioni del mondo si recheranno a Palazzo Chigi e poi comincera’ il tour su bus scoperti che faranno il giro delle principali strade del centro storico di Roma prima di giungere , in tempo per la grande festa , al Circo Massimo.
Dati tecnici della partita:
ITALIA-FRANCIA 6-4 dopo i calci di rigore (1-1 dopo i supplementari)
Marcatori: 7′ rig. Zidane, 19′ Materazzi
ITALIA: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi (87′ Del Piero), Pirlo, Gattuso, Perrotta (61′ De Rossi); Totti (61′ Iaquinta); Toni. C.T.: Lippi.
FRANCIA: Barthez; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal; Vieira (56′ Diarra), Makelele; Ribery (101′ Trezeguet), Zidane, Malouda; Henry (107′ Wiltord). C.T.: Domenech.
Arbitro: Elizondo (Argentina)
Ammoniti: Zambrotta, Sagnol, Diarra, Malouda
Espulso: 109′ Zidane
Dal momento che la nostra guida “si occupa di voci” , ricordiamo che la telecronaca su Rai uno è stata a cura del giornalista sportivo Rai Marco Civoli che a fine partita esulta urlando ” E’ finita! E’ finita! E’ finita! ” “Il cielo è azzurro sopra Berlino” ; commento tecnico dell’ex giocatore di calcio Sandro Mazzola. Precedenti a Civoli, Bruno Pizzul , stimato telecronista delle partite della nazionale per molti anni e Nando Martellini col suo celebre «Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!» dell’11 luglio 1982 quando, dallo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, annunciava, la fine della partita contro la Germania … bellissimi ricordi e voci che rimarranno per sempre nella storia sportiva del nostro paese. In chiave ironica e brillante, ricordiamo anche le telecronache su Sky della Gialappa’s band , trio composto da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci, autori e commentatori televisivi e radiofonici.
Dobbiamo alla città di Genova l’Inno di Mameli. Scritto nel 1847 dal ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro. L’immediatezza dei versi e la forza della melodia contribuirono a far diventare il canto , il più amato dell’unificazione.
Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta,
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Uniamoci, uniamoci,
l’unione e l’amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Dall’Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!

Daniela Sgambelluri








