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Intervista a Sara Piersantelli

" ... Con "Carabinieri 5" ho imparato cosa vuol dire lavorare in una grande produzione seriale. I ritmi sono martellanti e a un attore si richiede la miglior interpretazione possibile nel minor tempo possibile ... "La Provinciale" ... su Rai1 ... regia di Pasquale Pozzessere , nel quale ho avuto la possibilità di recitare accanto a Sabrina Ferilli ... Affermarmi come doppiatrice? Sarebbe magnifico, prestare la propria voce è molto emozionante e dà tante soddisfazioni. Ma il doppiaggio è un lavoro molto difficile e da non sottovalutare; me ne sono accorta soprattutto quando si è trattato di doppiare il cortometraggio "Home Made" perché essendo stato girato con una attrice italiana, il cui labiale era quindi comprensibilissimo, dare una interpretazione attoriale è stata dura ed estenuante essendo condizionata dalla sincronizzazione con il movimento delle sue labbra. I videogiochi invece sono divertentissimi, hanno anche questi le loro difficoltà ... Cristiana Lionello è per me indimenticabile sia per la Principessa Sissi sia per le sue interpretazioni di Cate Blanchett ... Rossella Acerbo e la sua voce delicata prestata a Drew Berrymore ... L'esperienza che ricordo con più affetto è forse quella dello spettacolo musicale "Federico e Wanda" che è stato il mio primo lavoro da professionista ... La prossima settimana devo andare a Udine per girare una piacevole commedia su come sia difficile per un giovane regista raggiungere il suo sogno. Poi sto aspettando che finiscano di programmare un nuovo videogioco al quale devo prestare la mia voce ... "

DANIELA: Sara, ci racconta qualcosa sulla sua formazione artistica ? Tra i
vari corsi ricordiamo quello di recitazione cinematografica diretto
dall’Acting Coach Giovanni Fiorani Pantaleoni e dall’attore Antonio Acampora

SARA: In realtà il mio primo approccio alla recitazione è avvenuto tramite il teatro.
Un incontro fortuito all’età di sedici anni. Conobbi un regista di una compagnia
amatoriale piuttosto rinomata nella nostra zona che dopo un breve corso mi
chiese di entrare a far parte del gruppo. Poi dopo qualche anno di teatro di
base sono “incappata” nella scuola che Saverio Marconi ha fondato a Tolentino,
il Centro Teatrale Sangallo, scuola che ha dato il via ad attori anche piuttosto
famosi come Cesare Bocci. Lì sono stata notata dalla regista che per la
Compagnia della Rancia si occupava del teatro ragazzi e feci così il mio primo
lavoro da professionista “Federico e Wanda”. L’anno successivo è arrivato il mio
primo ruolo da protagonista indiscussa: “Cenerentola”; un vero e proprio musical
con il quale nel 2004 vincemmo il premio come Miglior Spettacolo presso il
Teatro Verde di Roma.
Contemporaneamente avevo iniziato la scuola cui accennavate prima, una scuola
che mi ha permesso di avvicinarmi alla recitazione cinematografica. Inizialmente
non è stato facile, le differenze tra Teatro e Cinema sono molte e anche il modo
di affrontarli è diverso, ma poi piano piano si impara.

DANIELA: Per il cinema nel 2005 “Nei tuoi occhi” Regia di Christian Canderan
, lei recitava il ruolo di Linda . Che tipo di esperienza è stata ? E quella
in Carabinieri 5 , Regia di Sergio Martino (2005)?

SARA: “Nei tuoi occhi” è stato il mio primo lavoro davanti a una “vera”
telecamera, l’emozione era tantissima ma fortunatamente la produzione era
piuttosto piccola per cui mi ritrovavo a muovere i miei primi passi in un
ambiente molto familiare.
Con “Carabinieri 5″ invece ho imparato cosa vuol dire lavorare in una grande
produzione seriale. I ritmi sono martellanti e a un attore si richiede la
miglior interpretazione possibile nel minor tempo possibile, si fanno anche
dieci scene al giorno e ci si ritrova in quella che potrebbe essere definita una
produzione industriale.
Diverso invece è stato l’impatto con un film per la TV come “La Provinciale”,
andato in onda su Rai1 a primavera per la regia di Pasquale Pozzessere, nel
quale ho avuto la possibilità di recitare accanto a Sabrina Ferilli. Nonostante
si trattasse di una produzione televisiva il fatto che consistesse in due sole
puntate faceva sì che le riprese venissero affrontate come nel cinema. Ogni
dettaglio era curato nei minimi particolari e ogni movimento di scena, se ne
facevano due o al massimo tre al giorno, veniva stabilito fino alla perfezione,
tutto era sotto un attento controllo e neanche una foglia si muoveva se il
regista non voleva.

DANIELA: Si è cimentata nel doppiaggio in videogiochi e nel cortometraggio
“Home Made”. Cosa ci può raccontare? Le piacerebbe affermarsi come
doppiatrice? Ama particolarmente qualche attore o attrice specializzati in
questa difficile arte?

SARA: Affermarmi come doppiatrice? Sarebbe magnifico, prestare la propria voce è
molto emozionante e dà tante soddisfazioni.
Ma il doppiaggio è un lavoro molto difficile e da non sottovalutare; me ne sono
accorta soprattutto quando si è trattato di doppiare il cortometraggio “Home
Made” perché essendo stato girato con una attrice italiana, il cui labiale era
quindi comprensibilissimo, dare una interpretazione attoriale è stata dura ed
estenuante essendo condizionata dalla sincronizzazione con il movimento delle
sue labbra.
I videogiochi invece sono divertentissimi, hanno anche questi le loro difficoltà
ma sono diverse. Quando si doppia un videogioco non si hanno dialoghi veri e
propri, raramente succede, ma una sfilza di frasi una dietro l’altra non
collegate tra loro; quindi ogni frase viene registrata separatamente e non sai
in quale contesto verrà poi inserita. Il problema è quindi trovare una
interpretazione, o meglio, di interpretazioni possibili ce ne sono moltissime ma
la questione è cercare di capire quale sarà poi quella più adatta a un ipotetico
dialogo e non sempre ci si riesce purtroppo.
Tra i miei doppiatori preferiti, parlando di donne, in pole position c’è
Cristiana Lionello che è per me indimenticabile sia per la Principessa Sissi sia
per le sue interpretazioni di Cate Blanchett che è una delle mie attrici
preferite, poi potrei dire Rossella Acerbo e la sua voce delicata prestata a
Drew Berrymore.

DANIELA: Quale esperienza tra teatro e cortometraggi ama ricordare e per
quale motivo?

SARA: L’esperienza che ricordo con più affetto è forse quella dello spettacolo
musicale “Federico e Wanda” che è stato il mio primo lavoro da professionista.
Per me è stato molto difficile perché si trattava di affrontare un personaggio
piuttosto distante da me, il ruolo era proprio quello di Wanda, una pensionata
dolce e riservata. Inizialmente credevo di non farcela ma poi lavorando e
lavorando sono riuscita a superare i miei limiti, o almeno quelli che credevo
essere i miei limiti; mettersi alla prova e superarsi è la cosa più bella.

DANIELA: La ringraziamo per la Sua gentilezza e infine chiediamo , se vorrà , di anticiparci qualche Suo prossimo progetto artistico.

SARA: Io ringrazio voi per questa piacevole intervista.
La prossima settimana devo andare a Udine per girare una piacevole commedia su
come sia difficile per un giovane regista raggiungere il suo sogno. Poi sto
aspettando che finiscano di programmare un nuovo videogioco al quale devo
prestare la mia voce.
Per il futuro incrociamo le dita.