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Intervista esclusiva a Luca Biagini

" ... Il doppiaggio che mi ha dato più soddisfazione in assoluto è quello di John Malkovich ne “Le relazioni pericolose”. Del resto mi fanno sempre fare le parti del cattivo… Credo che dipenda dai tratti del volto ... Questa professione richiede una molteplice professionalità: bisogna essere attori, saper cogliere emozioni e sentimenti, avere conoscenze tecniche. Purtroppo ci si accorge del valore del doppiaggio solo quando è mal riuscito ... E’ stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni ’80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte , tra l’altro , molto difficile. Io ero un po’ intimorito. Lui mi disse: ”Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io”. E così fu. E’ stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore ... " Articolo a cura di Dariella Piolanti

“Il doppiaggio che mi ha dato più soddisfazione in assoluto è quello di John Malkovich ne “Le relazioni pericolose”. Del resto mi fanno sempre fare le parti del cattivo…Credo che dipenda dai tratti del volto”. Eppure chi parla , cattivo o no, è l’idolo di milioni di ragazzine che lo seguono in “Centovetrine”. Il personaggio in questione è Luca Biagini, bel tenebroso, l’attore impegnato, ma anche “miglior voce maschile dell’anno” premiato pochi giorni fa a Carrara durante il “Leggìo d’Oro 2006”- Premio Nazionale dei Doppiatori.
La “voce “ di Biagini: elegante, colta, sensuale, è di quelle che non si dimenticano, tanto che nel 1996 era già stato premiato con il Nastro d’Argento per il doppiaggio di Billy Cristal in “Forget Paris”. In una breve intervista abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più di una delle stelle più amate del piccolo schermo. Che cosa significa essere premiato come doppiatore? “ Si tratta di un riconoscimento importante. Questa professione richiede una molteplice professionalità: bisogna essere attori, saper cogliere emozioni e sentimenti, avere conoscenze tecniche. Purtroppo ci si accorge del valore del doppiaggio solo quando è mal riuscito”. Ricorda i suoi inizi come doppiatore? “ Certo. E’ stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni ’80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l’altro molto difficile. Io ero un po’ intimorito. Lui mi disse: ”Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io”. E così fu. E’ stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore”. Da allora Biagini ha prestato la sua voce ai divi più famosi del grande schermo: John Malkovich, Michael Keaton, Harrison Ford, Kevin Kline, Tim Robbins, Denzel Washington, Bruce Willis. Ma come per tutti, anche per il doppiatore di successo nonché star indiscussa della soap più seguita del momento, c’è sempre un primo amore, ed in questo caso si tratta del teatro. Da “Edipo Re” a “Zio Vania” dalle commedie plautine a “Il paese dei Campanelli”, Biagini ha lavorato sui testi più impegnativi e con autori come Sepe, Roberto de Simone Flaiano. Una domanda è d’obbligo: Quali autori teatrali preferisce? “ L’Aristofane di “Le Nuvole”. I testi classici sono, giustamente immortali. Quello delle Nuvole è un caso emblematico. Si descrive una situazione umana universale, quella dell’intellettuale che viene attaccato quando mette in discussione gli schemi, le convenzioni , il conformismo e l’ipocrisia. Oggi purtroppo anche ciò che si propone come rivoluzionario corre il rischio di passare nel tritacarne del consumismo e di diventare una moda come un’altra”. Tra gli autori contemporanei c’è qualcuno che le piacerebbe mettere in scena? “ Sono rarissimi quelli validi e hanno molta difficoltà ad emergere. Alla fine si lavora sui grandi classici come Pirandello, che per altro amo molto”. Cosa consiglia ai giovani che volessero diventare attori o doppiatori? “ Di armarsi di tenacia e di studiare molto. Non è facile. All’inizio anche se si hanno grandi soddisfazioni, le rendite sono pochissime”. Cos’ha in programma per il prossimo futuro? “Ora sono molto impegnato nel doppiaggio di Kevin Kline di Kenneth Branagh in “As you Like”. E centovetrine? Ci può anticipare qualcosa? “Beh, ho un vincolo professionale e non posso far trapelare nulla. Posso solo dire che Edoardo sarà sempre più coinvolto dai problemi con il figlio…”

Ringraziamo di cuore Dariella Piolanti per averci inviato l’intervista a Luca Biagini in esclusiva per superEva, sezione Doppiaggio e Doppiatori.