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Intervista esclusiva ad Emanuela Rossi

" ... Ogni volta che ricevo un premio è sempre un’emozione: è il riconoscimento di una professione che si fa con il cuore. Il Leggìo d’Oro è un premio che ho apprezzato moltissimo. Mi ha piacevolmente sorpreso la competenza con cui è stata trattata la materia. E poi è stato squisito l’omaggio a Cigoli, che è stata una delle pietre miliari del nostro doppiaggio, la voce che ha accompagnato i film che hanno accompagnato la nostra vita. La voce ha una straordinaria capacità evocativa. Un giorno ne parlavo con Tornatore, che mi raccontava di come da giovane ascoltasse i film proiettati in un cinema all’aperto, dal balcone di casa sua, in un paesino della Sicilia. Mi raccontava che seguendo le voci e i dialoghi immaginava tutte le scene del film ... Fare questa professione significa assorbire emozioni e sentimenti, e anche doppiando ti rimane qualcosa dell’interpretazione. E’ limitativo, dire che noi “prestiamo la voce”. Io per esempio, per doppiare guardo gli occhi, non la bocca .. Una delle interpretazioni che mi ha coinvolto di più risale a quando ero ancora una ragazzina. Avevo iniziato doppiando “Pippi Calzelunghe” ... tra i colleghi quello che mi emoziona di più è … mio marito Francesco Pannofino ... Ma ho rapporti splendidi con tutti i colleghi: con Barbetti , Chevalier , insomma tutti. Siamo come una grande famiglia, come se fossimo parenti ... "

Ha ricevuto il Leggìo d’Oro 2006 come “miglior voce femminile”, ma certo la sua non è soltanto tra le più belle voci del nostro cinema , ma anche una delle più amate dal grande pubblico. Forse anche per merito della sua simpatia e della sensibilità. Stiamo parlando di Emanuela Rossi, doppiatrice e apprezzata attrice che gentilmente ci ha rilasciato un’intervista per la gioia di tutti i suoi ammiratori.

Leggìo d’Oro 2006: Emanuela Rossi, “miglior voce femminile”. Che emozione è stata? “Ogni volta che ricevo un premio è sempre un’emozione: è il riconoscimento di una professione che si fa con il cuore. Il Leggìo d’Oro è un premio che ho apprezzato moltissimo. Mi ha piacevolmente sorpreso la competenza con cui è stata trattata la materia. E poi è stato squisito l’omaggio a Cigoli, che è stata una delle pietre miliari del nostro doppiaggio, la voce che ha accompagnato i film che hanno accompagnato la nostra vita. La voce ha una straordinaria capacità evocativa. Un giorno ne parlavo con Tornatore, che mi raccontava di come da giovane ascoltasse i film proiettati in un cinema all’aperto, dal balcone di casa sua, in un paesino della Sicilia. Mi raccontava che seguendo le voci e i dialoghi immaginava tutte le scene del film…”.

Ipotizzando un progetto tv dedicato ai doppiatori: 15 minuti di piccole trasmissioni o cortometraggi quotidiani dedicati a ciascuno di voi, vi parteciperebbe? Nella puntata dedicata ad Emanuela Rossi, cosa vorrebbe che emergesse di lei come artista? “Come no? Nel mio caso mi piacerebbe mettere in rilievo la straordinarietà di questo lavoro, che è quella di farti passare da un personaggio all’altro, nell’arco di una stessa giornata. Mi è accaduto anche quando doppiavo “Missing”. Mentre nella presa diretta ti immergi in un personaggio solo, quando fai del doppiaggio puoi anche ritrovarti a spaziare tra varie interpretazioni nello stesso periodo di tempo.

Le è mai capitato di ritrovare se stessa in una parte e viceversa? “Certo. Proprio per quello che si diceva prima. A volte capita di ritrovare la nostra vita nelle frasi pronunciate in un doppiaggio. A volte mi succede di fare mie le parole di un personaggio che sto doppiando. E’ come un entrare e uscire continuamente dalle parti. Spesso gli amici mi chiedono: ”Ma sei tu, o stai recitando?”. Il fatto è che fare questa professione significa assorbire emozioni e sentimenti, e anche doppiando ti rimane qualcosa dell’interpretazione. E’ limitativo, dire che noi “prestiamo la voce”. Io per esempio, per doppiare guardo gli occhi, non la bocca…”.

Stimata attrice, doppiatrice, voce italiana di Michelle Pfeiffer, Emma Thompson, Nastassja Kinski e tante altre… quale artista trova più affine al suo essere attrice …quali sue interpretazioni ricorda con più trasporto? “ Devo dire che le doppio tutte molto, molto volentieri. Ora purtroppo, queste attrici straordinarie sono un po’ lontane dagli schermi, e stanno seguendo altri impegni. Ma una delle interpretazioni che mi ha coinvolto di più risale a quando ero ancora una ragazzina. Avevo iniziato doppiando “Pippi Calzelunghe”. Poi mi fecero doppiare Renato Cestiè, il bambino protagonista di un film che ebbe molto successo, “L’ultima neve di primavera” del 1973 di Raimondo Del Balzo. Era una storia tormentata e toccante che lasciò un segno profondo sulla mia personalità. Tra l’altro, da allora, smisi di interpretare personaggi maschili. Poi c’è stato un altro lavoro che mi ha colpito, questa volta in positivo: il doppiaggio di Madre Teresa di Calcutta nella fiction a lei dedicata. Era una donna straordinariamente profonda e semplice al tempo stesso”.

Una delle nostre prime interviste per superEva è stata realizzata a suo fratello Massimo, il quale affermò: “Riguardo ai progetti nel cassetto, uno, recitare una piece teatrale con i miei fratelli Emanuela e Riccardo”. Cosa vorrebbe aggiungere? “Che piacerebbe tanto anche a me. E’ anche un mio sogno nel cassetto. Sarei felice di mettere in scena qualcosa sul genere “commedia brillante”…”

Direttrice di doppiaggio, dialogista, esperienze teatrali, tv, cinematografiche, radiofoniche …quali ama ricordare? Quali suoi colleghi, tra passato e presente la emozionano di più? “Un pò tutto. Tutto fa parte di questa professione, che è veramente completa e che amo moltissimo. Beh, tra i colleghi quello che mi emoziona di più è… mio marito (Francesco Pannofino n.d.r). Ma ho rapporti splendidi con tutti i colleghi, con Barbetti, Chevalier, insomma tutti. Siamo come una grande famiglia, come se fossimo parenti”.

Attualmente la stiamo ammirando anche nella soap-opera, ”Un posto al sole”.Che esperienza è? “E’ un’esperienza incantevole. All’inizio ero un pò perplessa, perché la parte inizialmente era studiata per un’altra attrice, che tra l’altro ammiro molto. Poi il ruolo mi è stato ricucito addosso ed è riuscita una cosa molto carina. Ne sono felice.”

La ringraziamo per la sua disponibilità e le chiediamo in ultimo di svelarci, se vorrà, qualche suo nuovo progetto in campo artistico e di lasciare un messaggio per i tantissimi ammiratori sparsi per la rete… ”Ho un progetto nel cassetto. In ambito teatrale , ma per ora non posso dire niente. Vorrei ringraziare tutto il pubblico che mi decreta sempre tanto apprezzamento e tanta dedizione. Il doppiaggio è un mestiere nell’ombra, ma mi rendo conto che suscita molta curiosità e affetto e questo per me è una grande gioia”.

Ringraziamo Dariella Piolanti per aver raggiunto telefonicamente Emanuela Rossi, per averle posto le nostre domande e per aver redatto questo articolo.

Un ringraziamento ad Emanuela Rossi per averci concesso l’intervista e per la sua grande disponibilità.

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