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Intervista a Pietro Quattrone , parlando di Una mamma per amica

" ... Sono uno studente di Scienze della Comunicazione e in questi mesi sto scrivendo la tesi che ha proprio a che fare con l'adattamento e il doppiaggio italiano, limitati però alla sola animazione giapponese ... per quanto riguarda i cartoni animati c'è la possibilità di approfondire l'argomento della tutela che le reti televisive italiane cercano di garantire al pubblico dei più piccoli, e della difficoltà di trattare con una cultura così diversa dalla nostra come quella giapponese ... "Una mamma per amica" , non è la prima volta che la voce di un protagonista viene cambiata improvvisamente da un episodio all'altro, ma mi sembra sia un caso unico che una rete passi in sovrimpressione un messaggio sulla sostituzione di un doppiatore, segno che forse la sensibilità dei telespettatori e delle reti televisive stesse sull'argomento è decisamente cresciuta nel corso degli anni. Spero solo che tutto questo non abbia creato rancore verso la brava Federica De Bortoli, che si è presa l’onere di doppiare un personaggio (Rory) che la Catania ha reso così ben caratterizzato, e che ha fan molto agguerriti ... Credo di non essere l'unico curioso di vedere le facce di chi doppia i personaggi che sentiamo da anni in TV, e molti doppiatori italiani meriterebbero di "uscire allo scoperto" e avere quella visibilità che meritano in quanto veri professionisti ... Magari una rubrica fissa in qualche contenitore domenicale ... "

DANIELA: Pietro, ci racconti qualcosa di te, di cosa ti occupi?

PIETRO: Sono uno studente di Scienze della Comunicazione a Torino, e in questi mesi sto scrivendo la tesi che ha proprio a che fare con l’adattamento e il doppiaggio italiano, limitati però alla sola animazione giapponese. Mi sono focalizzato su questo tema, piuttosto che sui telefilm statunitensi, perché per quanto riguarda i cartoni animati c’è anche la possibilità di approfondire l’argomento della tutela che le reti televisive italiane cercano di garantire al pubblico dei più piccoli, e della difficoltà di trattare con una cultura così diversa dalla nostra come quella giapponese.

DANIELA: Navigando sulla rete ci ha incuriositi un tuo messaggio su un newsgroup riguardo
all’annuncio ,straordinario e inedito a tuo avviso, di Italia Uno,
tramite sottotitoli, del cambio di voce, sul personaggio di Rory in “Una
mamma per amica”
, doppiata inizialmente da Myriam Catania e poi da
Federica De Bortoli. ( Rory è attualmente ridoppiata dalla Catania
di nuovo al lavoro dopo il brutto incidente). Cosa ci puoi raccontare a
tal proposito?

PIETRO: Innanzitutto, mi ha colpito la particolarità della cosa. Non è la prima volta che la voce di un protagonista viene cambiata improvvisamente da un episodio all’altro, ma mi sembra sia un caso unico che una rete passi in sovrimpressione un messaggio sulla sostituzione di un doppiatore, segno che forse la sensibilità dei telespettatori e delle reti televisive stesse sull’argomento è decisamente cresciuta nel corso degli anni. Spero solo che tutto questo non abbia creato rancore verso la brava Federica De Bortoli, che si è presa l’onere di doppiare un personaggio (Rory) che la Catania ha reso così ben caratterizzato, e che ha fan molto agguerriti. Cambiare la voce a un personaggio è come cambiarne la personalità (chi non è rimasto spiazzato nel sentire John Travolta e Tom Cruise cambiare voce?), e in una serie così attenta alla psicologia delle protagoniste come Gilmore Girls è stato particolarmente straniante. Non credo sia solo questione di abitudine alle voci.

DANIELA: Puoi darci una tua personale opinione sul doppiaggio italiano sui
telefilm, i film e le animazioni, su tuoi eventuali doppiatori preferiti?

PIETRO: C’è chi dice che il doppiaggio italiano sia tra i migliori al mondo, e non credo gli si possa dare torto. Certo molto dipende anche da come queste voci vengono dirette e scelte. Il caso di Simone D’Andrea mi sembra un ottimo esempio: spettacolare e perfetto nel doppiaggio di Alexander (Colin Farrell), mentre mi risulta molto “limitato” e scarsamente utilizzato in quello dei cartoni animati o delle serie TV, dove sembrano (ancora!) obbligatorie le tonalità buffe e per forza bambinesche. Stesso discorso per Elisabetta Spinelli, storica voce, tra le altre, di Sailor Moon, che in TV non è, secondo me, riuscita a dare il meglio di sé, mentre ha dimostrato di avere estensioni impensabili nella versione italiana di Perfect Blue.
Un altro dei difetti più irritanti del doppiaggio italiano è la tendenza a utilizzare sempre le stesse voci una volta capito che il doppiatore piace: la già citata Spinelli negli anni ‘90 ha dato la voce a una quantità impressionante di zuccherose protagoniste di anime; Pietro Ubaldi e Davide Garbolino hanno doppiato un numero spropositato di cartoni e telefilm, per poi sparire per diversi anni; Giuppy Izzo la sentiamo ormai a qualsiasi ora del giorno e della notte tra film (Bridget Jones), telefilm (solo qualche caso più recente: Lorelai Gilmore, Meredith Grey di Grey’s Anatomy, una delle protagoniste di Prima o poi divorzio) e pubblicità (compagnie telefoniche, gelati, succhi di frutta, …). Non è controproducente per i doppiatori stessi, per quanto bravi, arrivare a un livello prossimo alla saturazione? Forse un maggior ricambio di voci sarebbe preferibile, ovviamente mantenendo lo stesso doppiatore per ogni attore originale…
Un accenno anche alla propensione ormai consuetudinaria di affidare a personaggi famosi il doppiaggio, soprattutto di film d’animazione… il risultato mi è sempre sembrato più che buono (anche quando in molti avrebbero preventivato il contrario… eppure chi non ha apprezzato Fabrizio Frizzi in Toy Story?), molto spesso anche simpatico, ma non vorrei che questo si traducesse in una sempre minore considerazione dei doppiatori più “tradizionali”…
Per quanto riguarda i miei doppiatori preferiti, spero di non annoiarvi con questo elenco lunghissimo: Giuppy Izzo (che oltre ad avere una voce molto particolare, riesce a dare una interpretazione veramente particolare in tutto quello che doppia), Andrea, Luca e Monica Ward, le sorelle De Bortoli, Elisabetta Spinelli, Fabio Boccanera, Cinzia De Carolis (chi dimenticherà mai la sua interpretazione di Lady Oscar?), Ilaria Latini, Massimiliano Alto, Ivo De Palma, Cristina Boraschi, Laura e Fabio Boccanera, Davide e Giorgia Lepore… e tanti, tanti altri. Sarebbe stato meglio chiedermi quali non mi garbano, ma sarebbe stato anche poco cortese :)

DANIELA: Ti ringraziamo per la cortese disponibilità per questa breve
intervista, infine ti chiediamo se , a tuo avviso, trasmissioni dedicate agli
attori doppiatori e al mondo del doppiaggio potrebbero interessare il
pubblico televisivo.

PIETRO: È un mio piccolo sogno. Credo di non essere l’unico curioso di vedere le facce di chi doppia i personaggi che sentiamo da anni in TV, e molti doppiatori italiani meriterebbero di “uscire allo scoperto” e avere quella visibilità che meritano in quanto veri professionisti. Luca Ward è riuscito a uscire dall’ombra, e chissà che anche altri non possano godere dello stesso successo. Magari una rubrica fissa in qualche contenitore domenicale… Un saluto e grazie a voi!