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Intervista a Giovanni Casano - FarScape Italian Club

" ... Credo che il doppiaggio sia un'arte. Ci vuole passione, amore per il personaggio, capacità di cogliere l'espressività di un volto e di tradurla in espressività nella voce ... Durante l'ultima edizione della Deepcon, convention di fantascienza svoltasi in Fiuggi nel marzo scorso, con PIERLUIGI ASTORE, doppiatore in Farscape del personaggio di Ka D'Argo, che ha cenato con noi al tavolo del club ... "La rapidità con cui è stato doppiato Farscape", ci ha confidato Astore, "programmato da Jimmy in fascia giornaliera, ha costretto i doppiatori ad incredibili tour de force e a turni di doppiaggio in anelli separati ". In queste condizioni, un doppiatore deve prima di tutto appoggiarsi al direttore di doppiaggio, visto che non gli è possibile confrontarsi con gli altri attori impegnati nelle stesse scene o nello stesso episodio, ma dal punto di vista personale deve imparare a cogliere i segni espressi dalla mimica del personaggio a lui affidato. " ... Devo dire che in quell'occasione ho avuto modo di apprezzare la simpatia di molti di loro, da Fabrizio Pucci a Pierluigi Astore, da Germano Basile a Perla Liberatori; basta pensare che tutti hanno voluto iscriversi al nostro fan club e si sono dichiarati appassionati di Farscape ... Il FarScape Italian Club si è battuto, fin dalle sue origini, allo scopo di far arrivare in Italia questa serie che, inizialmente, aveva ben poche possibilità di essere accolta non solo per il target non standard a cui si rivolgeva. Ci siamo subito attivati per realizzare, a beneficio dei Nostri Soci non troppo ferrati in inglese, dei sottotitoli amatoriali di qualità che potessero essere visualizzati sulle edizioni dei DVD inglesi ... abbiamo preso contatti con VIRGINIA HEY, la bellissima attrice interprete di Zhaan, che verrà in Italia per conoscere i suoi fan durante la Deepcon 8 ... continueremo a prestare la nostra opera di collaborazione con la Passworld per l'edizione italiana dei cofanetti dvd, il secondo volume dei quali è previsto in uscita per il 26 settembre 2006 ... "

DANIELA: Giovanni, di cosa si occupa nella vita e come nasce la sua passione per il telefilm “Farscape”?

GIOVANNI: Da dieci anni insegno grafica tridimensionale computerizzata, un lavoro che potrebbe aver poco a vedere con Farscape.
Sin da piccolo ho amato l’astronomia ed osservare il cielo, prima con un binocolo e poi con un telescopio. Questo mi ha anche portato ad amare la fantascienza, cinematografica e televisiva, che mi faceva sognare quei posti che fra fantasia ed osservazioni notturne sognavo. Fin da bambino seguivo con passione tutte le serie cult, da Star Trek TOS a Spazio 1999, a UFO. Questo mio interesse mi ha portato recentemente, in un periodo in cui le novità nel campo della programmazione italiana del settore scarseggiavano, ad interessarmi al panorama televisivo americano e alle serie in lingua originale ancora non giunte nel nostro Paese. Allora, i due show più amati e pubblicizzati erano “Andromeda”, che mi incuriosiva per la firma di Gene Roddenberry, creatore di Star Trek, e, appunto, “Farscape”.
La scelta di Farscape è avvenuta anche grazie ai consigli che mi sono stati dati da amici che, tornati dagli States, me la presentavano come innovativa e scanzonata, “diversa” dal solito show di fantascienza.
Guardare una serie in lingua originale è quasi sempre un’impresa, per chi non è madrelingua, ed all’inizio ho incontrato qualche difficoltà soprattutto a causa dello slang molto serrato tipico di Farscape, ma devo dire che fin dal primo episodio questo telefilm è risultato talmente intrigante per me da far nascere una vera e propria passione.
La cosa infatti che mi ha colpito di più, nel primo impatto, è stata la capacità di questa serie di coniugare elementi che potrebbero apparire fra loro slegati ed incoerenti, e soprattutto che non erano assolutamente tipici del format. Farscape è fantascienza, ma è anche fantasy (lo dimostra la presenza, come personaggi “normali” e niente affatto messi in discussione, di “pupazzi” animati da marionettisti e servomotori -i geniali animatori del “Jim Henson Creature Shop” in Australia-), e non mette in scena soltanto azione ma anche un elemento quasi sempre sottovalutato nella fantascienza, ovvero il sentimento che lega i personaggi, che li fa interagire, che li spinge a determinate conclusioni e azioni - non sempre esatte, non sempre corrette - e che determina il corso degli eventi, piuttosto che esserne influenzato. Tutto questo aggiunge a questa serie un elemento di continuity e di imprevedibilità che danno a Farscape una marcia in più.

DANIELA: Sul vostro bellissimo sito fanclub “farscape.it” che consigliamo di visitare, è presente una sezione tutta dedicata ai doppiatori della serie, citiamo Fabrizio Pucci, Laura Romano e Alessandra Cassioli… Sono presenti anche frammenti audio. Cosa ci può dire circa il doppiaggio italiano di questo telefilm?

GIOVANNI: Personalmente, credo che il doppiaggio sia un’arte. Ci vuole passione, amore per il personaggio, capacità di cogliere l’espressività di un volto e di tradurla in espressività nella voce.
Parlando durante l’ultima edizione della Deepcon, convention di fantascienza svoltasi in Fiuggi nel marzo scorso, con PIERLUIGI ASTORE, doppiatore in Farscape del personaggio di Ka D’Argo, che ha cenato con noi al tavolo del club, sono stato molto colpito dalle sue parole di apprezzamento per Anthony Simcoe, l’attore da lui interpretato. “La rapidità con cui è stato doppiato Farscape”, ci ha confidato, “programmato da Jimmy in fascia giornaliera, ha costretto i doppiatori ad incredibili tour de force e a turni di doppiaggio in anelli separati - ovvero senza la presenza dei loro colleghi in sala contemporaneamente.” In queste condizioni, un doppiatore deve prima di tutto appoggiarsi al direttore di doppiaggio, visto che non gli è possibile confrontarsi con gli altri attori impegnati nelle stesse scene o nello stesso episodio, ma dal punto di vista personale deve imparare a cogliere i segni espressi dalla mimica del personaggio a lui affidato. “Mi bastava guardare gli occhi di Simcoe”, ci ha raccontato ancora Astore, “per capire la sua intonazione e l’emotività che doveva essere sottintesa al doppiaggio di ogni particolare frase”.
Un’arte, dunque, ma pur sempre un’arte imperfetta. Se infatti è vero che il doppiaggio è importantissimo, e necessario per la diffusione di un’opera nata in una lingua differente, è altrettanto vero che ci sono cose, tipiche di certe culture, che non si possono ricreare.
Credo che questo concetto sia alla base dell’estrema criticità dei fan di determinati telefilm o serie televisive nei confronti del doppiaggio.
Dal punto di vista della scelta delle voci, credo che la compagnia di doppiaggio selezionata abbia lavorato in modo egregio, sia grazie alla professionalità degli interpreti che grazie alla guida costante degli adattatori, del team di traduzione e del club.

DANIELA: Ama particolarmente qualche interprete al doppiaggio? Quale doppiatore o doppiatrice aderisce meglio al personaggio a suo avviso?

GIOVANNI: Come ho accennato precedentemente, ho avuto la fortuna di conoscere di persona alcuni dei doppiatori di Farscape durante la settima edizione della Deepcon in Fiuggi. Devo dire che in quell’occasione ho avuto modo di apprezzare la simpatia di molti di loro, da Fabrizio Pucci a Pierluigi Astore, da Germano Basile a Perla Liberatori; basta pensare che tutti hanno voluto iscriversi al nostro fan club e si sono dichiarati appassionati di Farscape.
Oltre al contatto umano e alla simpatia, li apprezzo tutti per la loro professionalità - con una particolare predilezione per Astore, che secondo me ha una voce molto diversa da Simcoe ma che sa interpretarlo nella maniera corretta, cercando di renderne non i toni di voce - che gli sono troppo distanti - ma la sensibilità e la mimica.
La voce che invece aderisce meglio al personaggio, a mio parere, tanto da arrivare addirittura, in certi punti, a “ricalcare” l’originale sia nella corposità che nel calore, è quella di Laura Cassioli, una Zhaan perfetta, credo una vera Virginia Hey italiana.

DANIELA: Cosa emerge ancora dal confronto con la versione originale?

GIOVANNI: Il “nocciolo duro” dei fan di Farscape nasce con la versione originale, molto prima che la serie arrivasse in Italia. E chi conosce una serie in lingua originale si abitua ad accenti, corrispondenze quasi impercettibili fra mimica facciale e vocale dell’attore, parole e termini particolari. E’ poi oggettivamente difficile, passando all’edizione italiana, costringere in qualche modo il proprio cervello a rimuovere quelle abitudini e ad apprezzare la differenza. Questo fatto era ancora più accentuato nel caso di Farscape, in cui il colorito slang e le citazioni della pop culture americana costituiscono un elemento fondamentale.
Difficile rendere in una lingua differente frasi come “I’m your daddy” o “You’da man”, quasi impossibile far coincidere le evocazioni culturali che si esprimono con le citazioni tipiche di John Crichton, che spaziano dalla televisione alla politica alla vita di tutti i giorni. Ed è stato soprattutto in questo senso che si è concretizzato maggiormente l’apporto del FS.I.C. all’edizione italiana di Farscape: da appassionati che avevano visto e conoscevano tutta la serie, infatti, potevamo guidare con attenzione i traduttori ufficiali nella resa delle battute più complesse dello script, cercando di evitarne fraintendimenti ed incoerenze di traduzione. Anche a questo fine, si è deciso di comune accordo di non tradurre i termini alieni, che sono elementi fondamentali in Farscape, e che sono stati soltanto adattati alla nostra lingua (ecco che un verbo “to frell” diviene “frellere”).

DANIELA: Ci ha accennato al fatto che Il FarScape Italian Club ha collaborato all’edizione italiana del telefilm omonimo con una base di sottotitoli sulla quale è stato svolto il lavoro ufficiale di traduzione e adattamento risultato poi in fase di doppiaggio. Cosa può raccontarci a tal proposito?

GIOVANNI: Il FarScape Italian Club si è battuto, fin dalle sue origini, allo scopo di far arrivare in Italia questa serie che, inizialmente, aveva ben poche possibilità di essere accolta non solo per il target non standard a cui si rivolgeva (si tratta, potremmo dire, di una fantascienza “matura”, non destinata ai giovanissimi, sia per il linguaggio colorito, sia per gli argomenti trattati, e nonostante la presenza dei pupazzi) ma anche e soprattutto perchè, cancellata dal network SciFi Channel negli USA al termine della quarta stagione - con una decisione analoga a quanto sta accadendo in questi giorni per Stargate:SG1 -, risultava priva di un finale. Il programmatico scopo della nostra Associazione, all’atto della sua nascita nell’aprile 2004, era, come risulta dallo Statuto, quello di “diffondere in Italia la conoscenza di Farscape, dando a questa serie, sfortunatamente ancora inedita nel nostro Paese, la posizione che merita nel panorama delle più belle serie di fantascienza mai prodotte, favorirne l’importazione in Italia, lottare per ottenere il miglior adattamento possibile alla nostra lingua.”
In questa ottica, devo dire che nei due anni trascorsi il FS.I.C. può affermare con orgoglio di aver raggiunto tutti i suoi scopi primari.
Ci siamo subito attivati per realizzare, a beneficio dei Nostri Soci non troppo ferrati in inglese, dei sottotitoli amatoriali di qualità che potessero essere visualizzati sulle edizioni dei DVD inglesi; un progetto che, nato un po’ per gioco, ci ha talmente coinvolto da diventare, parallelamente alla realizzazione del sito web e del forum dedicato, un vero e proprio impegno concreto. Sono stati infatti realizzati i sottotitoli di tutti gli 88 episodi della serie regolare - più tardi, con l’uscita di Farscape: The Peacekeeper Wars, anche i sottotitoli della miniserie conclusiva - e presi contatti con i network più interessati alla fantascienza (come Jimmy e il purtroppo ancora fantomatico Sci-Fi Channel italiano), nonchè con le persone che più potevano essere interessate a questo genere di intrattenimento.
La rete di contatti che abbiamo intessuto e coltivato ci ha finalmente portato, nel 2005, quando l’interesse di Jimmy per Farscape si è concretizzato, a lavorare a stretto contatto con Flora Staglianò, traduttrice ufficiale della serie per l’Italia, nel preciso intento comune di dare agli adattatori una impostazione dei dialoghi che tenesse conto delle peculiarità non standard del telefilm, sia a livello linguistico che a livello di sviluppo. Ne è venuto fuori, io credo, un lavoro egregio, sia grazie alla disponibilità e alla professionalità di Flora e della sua collaboratrice Silvana Varlec sia grazie all’apporto di quella che credo sia la base più solida di ogni progetto, ovvero la profonda conoscenza di chi è appassionato.
Da sottolineare dunque l’importanza del controllo dei fan, avvenuto a livello di technobabble, di titoli, di citazioni e perfino di pronunce, sulla base di sottotitoli che erano nati per puro diletto.

DANIELA: Stiamo cercando di realizzare un format televisivo dedicato al mondo del doppiaggio e dei doppiatori, purtroppo non possiamo svelare più di tanto per ovvii motivi ma a suo avviso trasmissioni di questo tipo potrebbero interessare il pubblico televisivo e distrarlo dai soliti reality?

GIOVANNI: La ritengo una iniziativa molto interessante ed utile. Il mondo del doppiaggio è affascinante, e io credo che conoscere bene i trucchi e i segreti del mestiere, nonchè le oggettive difficoltà e le amarezze, sia fondamentale per aiutare il pubblico a capire che “doppiare” non è “ricopiare”, ma “reinterpretare”, e che, se è vero che nella traduzione e nel voicing over si perdono - immancabilmente - certe sfumature, è anche vero che, grazie alla professionalità degli interpreti, se ne possono sempre acquistare altre, se si ha l’accortezza di non partire con l’atteggiamento negativo di chi pretende di avere una “copia italiana” - due parole fra loro inconciliabili in questo contesto - di un “originale in lingua madre”.

DANIELA: La ringraziamo per la sua disponibilità e gentilezza e infine le chiediamo, se vorrà, di anticiparci qualche iniziativa da parte del fanclub e di lasciare un messaggio ai tanti utenti appassionati che visitano quotidianamente il vostro sito.

GIOVANNI: Sono molto grato a tutti coloro che hanno permesso, col loro appassionato e comune lavoro, che Farscape arrivasse in Italia. La prima trasmissione italiana ha richiesto un notevole sforzo da parte del club, sia prima della messa in onda (col lavoro alle traduzioni) che durante la stessa (per aggiornamenti costanti sul sito, che assecondassero la velocità della trasmissione giornaliera e in certo qual modo “accompagnassero” i nuovi entusiasti alla scoperta di Farscape tramite l’analisi degli episodi.
Credo che il FS.I.C. abbia creato e stia creando nel tempo, pur con molto lavoro ancora da fare, una meravigliosa comunità tutta italiana di appassionati che giornalmente ci legge, ci scrive, si confronta e si emoziona nel nostro forum. I più di 5000 messaggi attualmente presenti nel database di farscape.it ci dimostrano, ogni giorno, la crescita del nostro club e la concretezza di quello che, all’inizio, sembrava soltanto un gioco.
Da parte sua, il FS.I.C., che quest’anno ha raggiunto il primo obiettivo promesso ai Soci - quello di portare in Italia, con l’aiuto di Jimmy e del club DS1 (www.ds1.it), uno dei protagonisti principali della serie, ANTHONY SIMCOE - si ripromette di ampliare i servizi che offre on line, come la fanzine e la mailing list, di dedicarsi in maniera più ampia alla gestione dei Soci e di completare tutte le sezioni del sito ancora in lavorazione, offrendo costantemente un supporto on line di consulenza a tutti coloro che vogliono saperne di più di Farscape.
Ricordiamo inoltre che abbiamo preso contatti con VIRGINIA HEY, la bellissima attrice interprete di Zhaan, che verrà in Italia per conoscere i suoi fan durante la Deepcon 8 (www.deepcon.it), e che continueremo a prestare la nostra opera di collaborazione con la Passworld per l’edizione italiana dei cofanetti dvd, il secondo volume dei quali è previsto in uscita per il 26 settembre 2006.

( Nella foto in alto Fabrizio Pucci con Giovanni Casano, l’immagine la troverete ingrandita nella photogallery allegata a questa intervista, inoltre è presente anche una foto che ritrae la bellissima e brava Perla Liberatori , con Pierluigi Astore e Giovanni Casano che ringraziamo per l’invio delle immagini )