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Intervista a Lorenzo Bassi

" ... La mia passione per le “voci” deriva dal fatto che da bambino ascoltavo e riascoltavo infinite volte i dischi e le audiocassette con le tracce sonore dei lungometraggi disneyani e dei cartoni animati fruibili in tv nella seconda metà degli anni ’70 ... Nel 1998 Internet non includeva alcun dato sul doppiaggio e sui doppiatori. Essendo io allora già dotato, vista la mia passione per il videoediting, di una scheda di acquisizione video e disponendo a quel punto di una vasto archivio relativo alle trasmissioni televisive e appunto agli sceneggiati, decisi di inaugurare un sito, modesto ma che per la prima volta mostrava a tutti i volti dei doppiatori ... Nel 2000 iniziai a collaborare con alcuni neonati siti sul doppiaggio, i quali di per sé includevano soltanto dati relativi ai film e alle serie televisive più recenti, che finalmente accreditavano i doppiatori nei titoli di coda; il mio contributo consistette dunque nel far comparire per la prima volta pubblicamente i nomi e i volti dei doppiatori degli anni ’30 - ’70 ... i siti di Claudio Tosone, Cesare Baroncelli sono stati la base di partenza per tutti quelli che sono venuti dopo e in particolare per il monumentale “Il Mondo dei doppiatori” dell’operoso Antonio Genna ... Mi sento però di fare alcune critiche ai doppiaggi più recenti ... Il livellamento del linguaggio utilizzato nei dialoghi è tale che spesso, nelle produzioni di importazione, un contadino o un professore, un bambino o un adulto risultino avere la medesima proprietà di linguaggio ... troppo spesso sia i bambini che gli anziani sono doppiati da trentenni e quarantenni che recitano in falsetto o arrochiscono la voce a seconda dei casi, dal momento che la cooperativa cui è stato appaltato il doppiaggio non dispone di bravi attori della stessa età e dello stesso sesso dell’attore da doppiare, con risultati sgradevoli e che dequalificano l’opera ... Nel corso degli anni ho avuto occasione di conoscere molti artisti del settore, adattatori, direttori di doppiaggio, doppiatori, avendo proiettato alcuni documentari sull’argomento prodotti da me insieme a Franco Longobardi e ad Angelo Quagliotti nell’ambito di festival cinematografici in cui erano presenti importanti esponenti del mondo del cinema. Inoltre abbiamo realizzato svariate videointerviste e organizzato noi stessi degli eventi sul tema (ad esempio presso la Cineteca Nazionale di Milano) cui abbiamo invitato ospiti illustri e competenti ..."

DANIELA: Lorenzo, ci può raccontare qualcosa di Lei, di cosa si occupa, qual è stata la sua formazione professionale?

LORENZO: Sono nato a Milano il 1 Luglio 1970; ho conseguito la maturità classica al Liceo Berchet e la laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano. Attualmente lavoro per la TXT E-Solutions, una grossa software house del capoluogo lombardo.

DANIELA: Sulla rete è presente con numerosi ed interessanti interventi in tema di doppiaggio. Come è nata la passione per il doppiaggio?

LORENZO: La mia passione per le “voci” deriva dal fatto che da bambini io e mia sorella Ilaria ascoltavamo e riascoltavamo infinite volte i dischi e le audiocassette con le tracce sonore dei lungometraggi disneyani ma anche dei cartoni animati fruibili in tv nella seconda metà degli anni ’70; i videoregistratori, infatti, erano ancora molto poco diffusi e, per rivivere a piacimento le scene emozionanti viste al cinema e in televisione, l’unico modo era di ricostruirle mentalmente durante l’ascolto di quei preziosi supporti audio. Di conseguenza le voci degli attori che nella versione italiana avevano interpretato i personaggi di quelle opere d’animazione mi divennero del tutto familiari; quelle voci costituivano per me l’essenza stessa di quei personaggi e di quei film.
Solo molto tempo dopo, negli anni ’90 ho potuto individuare l’identità di quegli attori vedendoli e sentendoli recitare nei vecchi telesceneggiati che la RAI cominciava a riproporre nottetempo; riconoscevo il timbro vocale, ne vedevo per la prima volta il volto e, tramite i titoli di coda, potevo conoscere finalmente anche i nomi di quelle persone la cui voce mi aveva accompagnato durante l’infanzia. Si trattava dei doppiatori degli anni ’70 i quali negli anni precedenti si erano “fatti le ossa” recitando a teatro e, appunto, in televisione.
Nel 1996 ho seguito i corsi di storia del Cinema di Franco Longobardi in Milano ed egli ampliò le mie conoscenze anche sul doppiaggio storico e sui doppiatori degli anni ’30, ’40, ’50 e ‘60; egli infatti aveva fatto con i film italiani proiettati al cinema negli anni ’60 e ’70 quello che io avevo fatto con i telesceneggiati: nei caratteristi italiani che vi recitavano aveva riconosciuto una dopo l’altra tutte le voci dei protagonisti dei colossal americani e dei film d’importazione in generale.
Nel 1998 ho verificato che la pur crescente mole di informazioni presente in Internet non includeva alcun dato sul doppiaggio e sui doppiatori. Essendo io allora già dotato, vista la mia passione per il videoediting, di una scheda di acquisizione video e disponendo a quel punto di una vasto archivio relativo alle trasmissioni televisive e appunto agli sceneggiati, decisi di inaugurare un sito, modesto ma che per la prima volta mostrava a tutti i volti dei doppiatori; si tratta di una galleria fotografica che ancora resiste all’indirizzo www.geocities.com/Tokyo/Fuji/5589/ ( link attivo tra i correlati ).
Nel 2000 iniziai a collaborare con alcuni neonati siti sul doppiaggio, i quali di per sé includevano soltanto dati relativi ai film e alle serie televisive più recenti, che finalmente accreditavano i doppiatori nei titoli di coda; il mio contributo consistette dunque nel far comparire per la prima volta pubblicamente (se si eccettuano alcuni rari articoli di giornale e rarissime appendici a libri sul cinema) i nomi e i volti dei doppiatori degli anni
’30-’70; tali siti (members.tripod.com/~inuyaksa/seyuu.htm di Claudio Tosone e http://www.sinet.it/baroncelli/ di Cesare Baroncelli) che ancora sopravvivono inalterati da anni, sono poi stati la base di partenza per tutti quelli che sono venuti dopo e in particolare per il monumentale “Il Mondo dei doppiatori” (http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/doppiaggio.htm) dell’operoso Antonio Genna al quale hanno contribuito i sempre più numerosi appassionati del settore i quali, conoscendo a questo punto i nomi da associare alle voci, hanno potuto incrementare le informazioni sui doppiatori di ogni tempo; avendo l’orecchio un po’ allenato è infatti possibile riconoscere quasi ogni singola voce dei film, specialmente di quelli meno recenti nei quali si alternavano sempre gli stessi doppiatori, visto che allora erano poche decine.

DANIELA: Quali interpreti ama particolarmente tra passato e presente?

LORENZO: Tra i doppiatori del passato alle cui voci sono più affezionato, citerei quelle di Emilio Cigoli (Clarke Gable, John Wayne, Charlton Heston, ecc.ecc.) e Lidia Simoneschi (Vivien Leigh, La fata turchina nel Pinocchio disneyano e tantissimi altri); hanno prestato la voce ai protagonisti di migliaia di film dagli anni ’30 agli anni ’60; le loro tonalità sono familiari a tutti gli italiani ma quasi nessuno conosce i loro nomi.
E poi mi vengono in mente i caratteristi Carlo Romano (voce di Alfred Hitchcock e Jerry Lewis, ma anche del grillo parlante) e Franco Latini; quest’ultimo aveva “una voce da cartone” talmente poliedrica da aver interpretato da solo buona parte dei personaggi dei cartoni Warner, Disney e Hanna & Barbera: il coniglio Bunny, Gatto Silvestro, Daffy Duck, Speedy Gonzales, Paperino, Gambadilegno, solo per citare i più importanti.
Per quanto riguarda i doppiatori in attività, nominare solo i miei attori preferiti sarebbe un’operazione indelicata; infatti so che i numerosi bravissimi artisti di questo settore sono molto attenti a ciò che di loro si scrive, o non si scrive, in Internet e io vorrei continuare ad essere considerato una persona competente dell’argomento prima che un fan.

DANIELA: Nel caso il mondo del doppiaggio avesse bisogno di migliorie, a suo avviso cosa dovrebbe cambiare e per quale motivo l’evoluzione è così lenta oppure non è ancora avvenuta?

LORENZO: Le racconto sinteticamente quello che è avvenuto nel mondo del doppiaggio nel corso degli anni affinchè Lei possa comprendere: negli anni ’50-‘60 i doppiatori in attività erano circa 200, venivano dal mondo del teatro ed erano dei selezionatissimi artisti. In coincidenza con l’avvento delle tv private, nella seconda metà degli anni ’70, la mole di produzioni da doppiare è aumentata improvvisamente, la richiesta della committenza è incrementata enormemente e molte nuove cooperative di doppiaggio sono nate come dal nulla. Nel giro di una decina di anni i doppiatori in Italia superarono le 2000 unità, ma non tutti erano bravi attori; poi i tempi a disposizione per effettuare il lavoro, dall’adattamento al doppiaggio, sono risultati sempre più stretti, e inevitabilmente la qualità ne ha risentito anche quando ad operare sono stati dei veri professionisti. Inoltre la committenza si è andata talvolta rivolgendo a chi facesse il lavoro nel tempo più breve e al minor costo e anche il pubblico non ha saputo o potuto criticare i risultati di questa situazione. Nonostante tutto, la bravura di molti dei nostri adattatori, dialoghisti, direttori del doppiaggio e doppiatori è riuscita a mantenere il doppiaggio italiano ai vertici mondiali, dove tuttora è collocato.
Pur con tutte le attenuanti e le eccezioni del caso mi sento però di fare alcune critiche ai doppiaggi più recenti.
- Il livellamento del linguaggio utilizzato nei dialoghi è tale che spesso, nelle produzioni di importazione, un contadino o un professore, un bambino o un adulto risultino avere la medesima proprietà di linguaggio e utilizzino la stessa terminologia indipendentemente dal fatto che l’opera sia ambientata ai giorni nostri o nei secoli passati.
- L’associazione voce-volto è rispettata solo nei più importanti film di prima visione, ovvero quelli assegnati alle migliori cooperative; mi riferisco al fatto che troppo spesso sia i bambini che gli anziani sono doppiati da trentenni e quarantenni che recitano in falsetto o arrochiscono la voce a seconda dei casi, dal momento che la cooperativa cui è stato appaltato il doppiaggio non dispone delle professionalità necessarie, ovvero di bravi attori della stessa età e dello stesso sesso dell’attore da doppiare, con risultati sgradevoli e che dequalificano l’opera.
- I mezzi tecnici attuali fanno sì che anche il minimo sospiro sia catturato e registrato; ma se l’attore o il personaggio non è in primissimo piano non è naturale che lo spettatore possa udirne la respirazione; ne risulta che la voce appare slegata dal personaggio doppiato. Bisognerebbe più frequentemente applicare i filtri necessari per fondere completamente la voce nel contesto sonoro di fondo.
- Per motivi ancora una volta economici e con puerili giustificazioni di carattere tecnico-artistico, molto spesso vengono ridoppiati film e cartoni animati che il pubblico aveva imparato a conoscere con il doppiaggio effettuato nei passati decenni il quale, per i motivi appena esposti, era quasi sempre di qualità superiore: da “E.T.” a “Superman”, da “Le avventure di Peter Pan” di Walt Disney ai cortometraggi della Warner Bros, sono molte le opere che, pur ridoppiate da grandi professionisti del nostro tempo, hanno perso nella nuova edizione un buon 50% del loro valore.
E queste mie affermazioni sono sostenute non solo da tutti gli appassionati del settore, ma sempre di più anche dal grande pubblico che, anno dopo anno, si va interessando via via maggiormente a questo aspetto; tanto che per alcuni film come “Lilli e il vagabondo” dopo alcuni anni i distributori si sono decisi a ripristinare il doppiaggio originale.

DANIELA: Ha avuto modo di conoscere attori doppiatori o altri addetti ai lavori?

LORENZO: Nel corso degli anni ho avuto occasione di conoscere molti artisti del settore, adattatori, direttori di doppiaggio, doppiatori, avendo proiettato alcuni documentari sull’argomento prodotti da me insieme a Franco Longobardi e ad Angelo Quagliotti nell’ambito di festival cinematografici in cui erano presenti importanti esponenti del mondo del cinema. Inoltre abbiamo realizzato svariate videointerviste e organizzato noi stessi degli eventi sul tema (ad esempio presso la Cineteca Nazionale di Milano) cui abbiamo invitato ospiti illustri e competenti.

DANIELA: Quali aneddoti può raccontarci, nel rispetto della privacy ovviamente? Quali artisti l’hanno colpita maggiormente sia dal punto di vista artistico sia da quello umano?

LORENZO: Dal momento che i vostri lettori sono sicuramente “assetati” di aneddoti, ve ne cito volentieri alcuni.
Arnoldo Foà ci ha raccontato ciò che avveniva nella fase di doppiaggio dei film nei quali egli stesso aveva recitato apparendo al fianco di Anthony Queen; essendone egli il doppiatore italiano ufficiale, in quelle occasioni si poneva il problema di assegnare ad Anthony Queen una voce differente oppure di doppiare Foà a sua volta. Accade così di sentire Arnoldo Foà, con la voce di un altro doppiatore, rivolgersi ad Anthony Queen che parla con la voce di Foà. Sono casi tutt’altro che sporadici nel nostro cinema, dove il doppiaggio per decenni è stato utilizzato in maniera massiccia, dove molti grandi attori hanno inziato la loro carriera come doppiatori e dove conseguentemente tutti sono stati doppiati da quasi tutti: Mastroianni da Sordi e Manfredi, Manfredi da Corrado, Vittorio Gassman da Enrico Maria Salerno, Totò da Carlo Croccolo, ecc.ecc. fino a Diego Abatantuono doppiato da Teo Teocoli. E anche le grandi dive come Sofia Loren e Gina Lollobrigida hanno avuto una decina di voci ciascuna. Abbiamo presentato molti sfiziosi filmati di montaggio su queste curiosità sconosciute ai più.

Mario Milita mi ha raccontato che i suoi nipotini, appassionati del cartone animato “I Simpson”, sentendo nonno Simpson parlare con la stessa voce del loro nonno Mario, si erano fatti l’idea che tutti i nonni avessero quella voce.

Nella parte finale della sua carriera Totò non vedeva più sufficientemente bene da poter stare in sincrono con il proprio labiale quando doppiava se stesso nelle scene esterne, quelle in cui i fonici italiani non avevano i mezzi tecnici adeguati per registrare le voci con una qualità dignitosa. Cesare Barbetti (la voce italiana di Robert Redford) mi ha raccontato di aver inciso delle colonne guida per Totò, ovvero di aver doppiato alcune scene dei suoi film allo scopo di permettere a Totò di doppiarsi ascoltando la voce di Barbetti anzichè osservando il proprio labiale.

Come avrete capito gli aneddoti che potrei raccontarvi sono pressochè infiniti, ma credo che questi pochi bastino a capire cosa si può scoprire indagando in questo campo.

DANIELA: Ci stiamo adoperando per farsì che il sogno di poter realizzare un programma televisivo dedicato al mondo del doppiaggio e ai suoi interpreti più nascosti ma comprimari come i fonici, i dialoghisti … oltrechè agli attori doppiatori stessi non persista solo come un sogno. A suo parere trasmissioni di questo tipo potrebbero interessare il pubblico? In base a quanto stiamo deducendo il mondo stesso del doppiaggio pare interessato ed entusiasta all’idea. Secondo lei cosa dovrebbe emergere maggiormente in trasmissioni di questo tipo e cosa non dovrebbe emergere assolutamente?

LORENZO: Sono certo che i segreti legati alle colonne sonore italiane e a coloro che le hanno realizzate e che continuano a farlo possano essere raccontati con successo in una trasmissione televisiva. Come ho scritto, con i miei succitati colleghi e amici abbiamo realizzato degli eventi e collaborato a festival di successo ai quali un folto pubblico, costituito solo in minima parte da appassionati di nicchia, si è recato per approfondire questi argomenti assistendo alle nostre presentazioni, documentari e tributi a doppiatori di ogni tempo. A maggior ragione gli spettatori saranno interessati ad una trasmissione che sveli loro questi segreti senza che si debbano muovere da casa.
Bisogna, però, proporre tali materie e personaggi con competenza. Quasi sempre nei rari servizi televisivi dedicati a questo argomento le domande poste agli intervistati di turno sono risultate banali e superficiali, magari accompagnate da filmati montati con scarsa conoscenza specifica. Per esempio al telegiornale ho potuto assistere ad un’intervista fatta al bravissimo Marco Mete il quale spiegava di aver dato la voce a Robin Williams in metà dei suoi film; a seguire veniva mostrata una scena tratta da “L’attimo fuggente” in cui Robin Williams è però doppiato da Carlo Valli, colui che gli ha dato la voce nella metà restante dei suoi lungometraggi.

Da parte degli appartenenti al mondo del doppiaggio ho sempre trovato grande disponibilità a sostenere operazioni come quella che vi accingete ad intraprendere e che anche per loro costituiscono un’occasione non frequente per ottenere una meritata visibilità.
Quello che bisogna fare, è documentare con riflessi filmati appropriati quanto raccontato dall’adetto ai lavori coinvolto, al quale devono venire poste domande che sappiano scavare anche negli aspetti curiosi della sua attività, e quindi bisogna, almeno in parte, essere già a conoscenza di questi aspetti. Per intenderci, il format più indicato è quello utilizzato per i bonus track dei dvd, con un montaggio che alterni con un discreto ritmo le dichiarazioni dell’intervistato o del presentatore con i contributi filmati, i quali devono essere ben scelti per impreziosire l’intervista e far comprendere e apprezzare al meglio quanto si sta dicendo. Poi non si deve cadere nella tentazione di porre tutta l’attenzione sui vip prestati una tantum al doppiaggio per motivi di botteghino, distogliendola dai veri professionisti del settore.

Spero dunque che il progetto che Lei mi ha descritto si realizzi e che i miei suggerimenti possano risultare utili ai suoi autori.

DANIELA: La ringrazio per i suggerimenti che terrò sicuramente in considerazione io stessa dal momento che sono l’autrice di questo progetto inoltrato alla Siae. Conto anche di curarne la regia o si penserà ad una co-regia avvalendomi inoltre di collaboratori fidati ed esperti e di un cast tecnico e artistico che stiamo proprio in questi mesi mettendo insieme. Si darà spazio anche ad aspiranti doppiatori. Grazie infinite per la sua disponibilità.

( Nella foto in alto Lorenzo Bassi; è possibile contattare Lorenzo all’indirizzo di posta elettronica: lorbassi@tiscalinet.it )

Commenti dei lettori

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  • ciro

    27 Nov 2010 - 10:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    come può non piacere ad un pubblicano (ora San Matteo)il libro di brecht su Cesare. In Italia, a distanza di duemila anni non è diverso, parola di un equites!!!!!
    L’autore, oserei dire che riproduce la realtà.