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Intervista a Francesco Gabbrielli

" ... Ho avuto l'onore di debuttare con Mario Monicelli nel film "Panni sporchi" e in quei pochi giorni con lui ho imparato tanto, anche perchè accanto a me c'erano attori del calibro di Proietti, Placido, Melato, Confalone, Haber ... Carlo Verdone cercava toscani per doppiare delle comparse nel film "C'era un cinese in coma" un mio collega me lo disse e mi sono trovato in sala doppiaggio con Carlo Verdone e Liliana Rago, splendida persona che mi ha aiutato a farne altri in futuro. Addirittura un ruolo intero in un film dell'orrore di Bruno Mattei, dove ci siamo divertiti tantissimo a doppiare mummie, mostri, zombie e gente che moriva in modi sempre differenti e bizzarri. Con lei ho fatto alcuni telefilm italiani e stranieri. Sempre poche righe ma quanto bastava per arrivare in fondo al mese ... Con Fabrizio Mazzotta invece ho collaborato (e ancora collaboro) grazie a Mirko Fabbreschi il leader del gruppo "Raggi fotonici" con i quali ho fatto serate stile cartoon. Fabrizio era uno degli ospiti d'onore e organizzatore e allora dopo un piccolo "provino" mi ha fatto provare e ogni tanto sono una delle vocine di Lamù, Inuyasha, Goldrake e i cartoni animati giapponesi che vanno adesso su Mtv. Il bello di queste collaborazioni è che non si limitano alla sola sala di doppiaggio, ma con Fabrizio si è instaurato un bel rapporto e ci vediamo spesso anche extra lavoro. E poi ho potuto rivedere le "voci" che ho amato da piccolo, ad esempio Romano Malaspina mitica voce di Actarus e Jeeg oppure Massimo Corizza (Carletto/Devilman) la mia amica di vecchia data Ilaria Latini (Titti e vagonate di altri personaggi) che poi è stata la fautrice dell'inizio della mia carriera consigliandomi quando ancora vivevo a Firenze un'agenzia di Roma ... Luca Ward, Tonino Accolla, e molti altri ... Sono veramente soddisfatto perchè finalmente potro' portare in scena uno spettacolo tutto mio. La mia passione pero' è il cinema e cerco via via di migliorare le sceneggiature che ho già scritto ... col cabaret credo di avere le potenzialità per scrivere per artisti che lavorano seriamente ... Per il format tv sul doppiaggio, se venissi scelto, mi piacerebbe essere sfruttato per le mie capacità di imitatore, non tanto di personaggi famosi ma di voci, vocine e vocette, di suoni e rumori, che sicuramente sarebbero il mio forte ... "

DANIELA: Ciao Francesco, ci racconti qualcosa circa la tua formazione professionale? Navigando sul tuo sito “francescogabbrielli.com” ( link attivo tra i correlati ) leggiamo tante esperienze in campo artistico sia in ambito teatrale, sia cinematografico , sia in fiction. Ci puoi raccontare le più significative?

FRANCESCO: Salve, allora la mia formazione “tecnica” per così dire sono stati due laboratori di teatro. Il primo tenuto da Nicola Zavagli (laboratorio Ribes) che mi ha fatto debuttare all’eta’ di 18 anni al teatro di Rifredi a Firenze. Con Zavagli che è stato un allievo di Ugo Chiti, ho trascorso circa 5 anni. Poi mi sono iscritto alla scuola professionale “Laboratorio 9″ che era curato dalla povera Barbara Nativi prematuramente scomparsa. Ma devo dire che i miei “esordi” sono stati ai tempi delle elementari, quando andavo agli scouts e ogni fine settimana dovevo mettere su una “scenetta” diretta e interpretata … e li davo il meglio di me stesso improvvisando piccoli cabaret. Poi il vero cabaret l’ho fatto nei locali fiorentini e da qualche anno ogni tanto mi diletto a partecipare a qualche concorso pure qui a Roma o in qualche localetto di amici giusto per divertirmi. In cinema invece ho avuto l’onore di debuttare con Mario Monicelli nel film “Panni sporchi” e in quei pochi giorni con lui ho imparato tanto, anche perchè accanto a me c’erano attori del calibro di Proietti, Placido, Melato, Confalone, Haber … Per quanto riguarda il teatro invece ho avuto l’opportunità di fare un corso di sceneggiatura con Ugo Chiti e successivamente di collaborare con lui ad una sceneggiatura per il cinema, e da qui l’incontro con Alessandro Benvenuti, mio “eroe” fin dai tempi dei “Giancattivi”. Con Alessandro è nata una vera e proprio amicizia “collaborativa” e dal 2001 sono in scena con due spettacoli “L’Atletico Ghiacciaia” e “Nero Cardinale” con la regia di Ugo Chiti. Per me è stato e lo è ancora un altro maestro, oltre che una splendida persona dal punto di vista umano, che non è poco.
L’esperienza della soap opera mi ha allenato alla recitazione “buona la prima” in quanto i tempi sono molto stretti e non è consentito sbagliare troppo spesso. E poi mi ha dato il quarto d’ora di celebrità, che fa sempre piacere… anche se come immaginavo, è finita molto presto.

DANIELA: Ti sei occupato anche di doppiaggio di lungometraggi animati e piccoli ruoli in telefilm italiani e stranieri. Ci hai accennato a tue collaborazioni con Liliana Rago, Fabrizio Mazzotta, Massimo Corizza e la signora Pitti Leone … cosa ci puoi raccontare in merito?

FRANCESCO: Che vi posso raccontare … che tutto è iniziato per caso. Carlo Verdone cercava toscani per doppiare delle comparse nel film “C’era un cinese in coma” un mio collega me lo disse e mi sono trovato in sala doppiaggio con Carlo Verdone e Liliana Rago, splendida persona che mi ha aiutato a farne altri in futuro. Addirittura un ruolo intero in un film dell’orrore di serie B di Bruno Mattei, dove ci siamo divertiti tantissimo a doppiare mummie, mostri, zombie e gente che moriva in modi sempre differenti e bizzarri. Con lei ho fatto alcuni telefilm italiani e stranieri. Sempre poche righe ma quanto bastava per arrivare in fondo al mese.
Con Fabrizio Mazzotta invece ho collaborato (e ancora collaboro) grazie a Mirko Fabbreschi il leader del gruppo “Raggi fotonici” con i quali ho fatto serate stile cartoon. Fabrizio era uno degli ospiti d’onore e organizzatore e allora dopo un piccolo “provino” mi ha fatto provare e ogni tanto sono una delle vocine di Lamù, Inuyasha, Goldrake e i cartoni animati giapponesi che vanno adesso su Mtv. Il bello di queste collaborazioni è che non si limitano alla sola sala di doppiaggio, ma con Fabrizio si è instaurato un bel rapporto e ci vediamo spesso anche extra lavoro. E poi ho potuto rivedere le “voci” che ho amato da piccolo, ad esempio Romano Malaspina mitica voce di Actarus e Jeeg oppure Massimo Corizza (Carletto/Devilman) la mia amica di vecchia data Ilaria Latini (Titti e vagonate di altri personaggi) che poi è stata la fautrice dell’inizio della mia carriera consigliandomi quando ancora vivevo a Firenze un’agenzia di Roma … Luca Ward, Tonino Accolla, e molti altri …

DANIELA: Accennavi anche alla passione per lo scrivere. Cosa ci puoi dire a tal proposito?

FRANCESCO: Che ce l’ho sempre avuta fin dei tempi delle medie. La fantasia non mi è mai mancata da questo punto di vista, e proprio in questi giorni ho “vinto” una sovvenzione dell’Imaie per la produzione di un cortometraggio e di uno spettacolo teatrale da me scritti. Sono veramente soddisfatto perchè finalmente potro’ portare in scena uno spettacolo tutto mio. La mia passione pero’ è il cinema e cerco via via di migliorare le sceneggiature che ho già scritto, ma sono solo “prove” e lo so benissimo. Invece col cabaret credo di avere le potenzialità per scrivere per artisti che lavorano seriamente. Sono quasi 15 anni che seguo il cabaret sia in tv sia nelle piazze e i tempi comici non mi mancano. Purtroppo mi dicono che non ho la “faccia” da comico e essere carino sotto questo aspetto mi penalizza. Ma ho una buona mimica facciale e mi imbruttisco alla svelta.

DANIELA: Stiamo cercando di realizzare un format tv dedicato al doppiaggio fatto dai professionisti, compresi i tecnici, ma anche dedicato agli aspiranti doppiatori. A tuo avviso sarebbero trasmissioni televisive interessanti? Qualora venissi scelto come aspirante attore doppiatore, cosa vorresti che emergesse di te? In che tipo di doppiaggi vorresti specializzarti o meglio quale modello di attore doppiatore pensi si avvicini maggiormente alla tua idea di buon attore doppiatore?

FRANCESCO: L’argomento è interessante e poco sfruttato. Tutto sta nel vedere come è stato preparato il format e che tempi vi hanno dato. Se lo sponsor non è oppressivo e se i conduttori sono all’altezza. Ci sono molti fattori che incidono sull’andamento di una trasmissione indipendentemente se il format è interessante o meno. Per fare un esempio … l’ennesimo reality della De Filippi “Unanimous” poteva anche essere un’idea “nuova” e interessante, ma a mio modesto parere esigeva una presentazione più frizzante e con ritmi più serrati e in tempi più brevi, ed infatti non sta andando molto bene.
Se venissi scelto mi piacerebbe essere sfruttato per le mie capacità di imitatore, non tanto di personaggi famosi ma di voci, vocine e vocette, di suoni e rumori, che sicuramente sarebbero il mio forte. Io sono un attore, il doppiaggio quello “vero” forse non è il mio vero obiettivo, però potrei essere una buona “voce non protagonista” caratterista ecco. Pino Locchi e Ferruccio Amendola senno’ tornerebbero da dove sono andati per prendermi a calci!

DANIELA: Riguardo al nostro format posso solo dire che non prevede una conduzione e lo stile cinematografico sarà predominante nonostante il mezzo sarà quello televisivo. Cosa sogna per se stesso Francesco Gabbrielli?

FRANCESCO: Spero che prima o poi riesca a dirigersi in un ottimo film commedia/brillante e lasciare un po’ di se stesso per quando Francesco Gabbrielli non ci sarà piu’.

DANIELA: Tra le varie passioni ti cimenti anche nel canto e suoni la chitarra elettrica, cosa ci puoi raccontare di queste tue passioni?

FRANCESCO: Che sono cresciuto a pane e Iron Maiden e tutto l’heavy Metal anni ‘80 che si puo’ avere quando hai 15 anni. La chitarra elettrica la strimpellavo a quell’eta’, e di conseguenza il canto, che ho raffinato dopo un bel corso di dizione. Sono intonato e ho una buona estensione vocale… poi come si dice “si cantucchia”

DANIELA: Ti ringraziamo per la tua gentilezza. Concludendo … hai qualche futuro lavoro artistico da rivelarci ?

FRANCESCO: M’è scappato, detto prima … se tutto va bene preparerò il mio primo lavoro teatrale e spero che per il panettone natalizio, sia pronto da mettere in scena.