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Intervista a Simone ARMALYTE Cicconi

" ... Ho sempre suonato con varie formazioni musicali in studio e dal vivo, poi nel 2001 ho fatto un corso di produzione discografica al Centro Musica di Modena e dal 2002 lavoro a tempo pieno nell'industria dei videogiochi come sound designer, compositore e direttore del doppiaggio freelance ... mi piace tantissimo la voce di Luca Ward, per capirci il doppiatore del "Gladiatore". Quando dice "Al mio segnale scatenate l'inferno" è un mito! Dato che tra i suoi personaggi c'è anche Sam Fischer di Splinter Cell non è escluso che una volta non riesca a lavorare con lui :) Il mondo del doppiaggio secondo me ha bisogno di attori che siano il più possibile naturali quando recitano altrimenti risultano poco credibili e "legnosi". In più, elemento fondamentale per qualsiasi cosa uno faccia, devono divertirsi mentre lavorano, in modo che ci mettano cuore e passione. Questa è la vera differenza tra un doppiatore bravo e uno che chiami sempre quando hai bisogno di una voce :) ... "

DANIELA: Simone, ci puoi raccontare qualcosa della tua formazione e
delle esperienze lavorative più significative?

SIMONE: Certo, sono nato nel 1975 e ho studiato pianoforte classico da quando
avevo 7 anni, per passare al sassofono e infine alle
tastiere. Ho sempre suonato con varie formazioni musicali in studio e
dal vivo, poi nel 2001 ho fatto un corso di produzione discografica al
Centro Musica di Modena e dal 2002 lavoro a tempo pieno nell’industria
dei videogiochi come sound designer, compositore e direttore del
doppiaggio freelance. Nel frattempo, piano piano ho allestito un
piccolo studio tutto mio in cui ho cominciato a produrre audio non
solo per i videogiochi ma anche per la tv (ho lavorato per alcuni tg2
dossier e per alcuni documentari) e ovviamente avendo tutti amici
musicisti ogni tanto capita che qualcuno venga a registrare … per
quanto riguarda le esperienze più significative … non saprei, è sempre
una esperienza degna di nota quando hai un prodotto e devi capirne
l’anima per esprimerla con la musica o con l’audio in generale.

DANIELA: ” Cerco sempre di imparare cose nuove … mi stanco di
fare sempre le solite robe e quindi cerco di crescere e
sperimentare … Anche questa cosa dei doppiaggi per me è stata
più che altro una scommessa :)” Queste frasi sono state
estrapolate da una tua intervista realizzata dal mio caro collega di
superEva Fabrizio,che saluto caramente e che si occupa di
“Console e Pc videogames”. Cosa vorresti aggiungere a quelle
affermazioni del 2004, quali altre scommesse hai vinto o vorresti vincere?

SIMONE: Beh ultimamente ho fatto un corso di improvvisazione teatrale (con la
compagnia Improvvivo di Fermo) che mi ha fatto avvicinare un po’ di
più al mondo degli attorucoli, come li chiamo io :) è stata veramente
una grande esperienza, una cosa a metà strada tra lo sport e il
teatro, infatti gli improvvisatori teatrali non fanno le prove, devono “allenarsi”
altrimenti perdono lo smalto …

DANIELA: Ci puoi dare una tua personale opinione riguardo alla nostra
idea di realizzare un format tv dedicato ai grandi del
doppiaggio, ai tecnici ma anche agli aspiranti doppiatori?
Potrebbe essere una trasmissioni seguita dal pubblico televisivo
a tuo avviso? In una ipotetica puntata dedicata al tuo contributo
per il doppiaggio, cosa vorresti che emergesse di te?

SIMONE: Dico che è sicuramente una bella idea e vi faccio tutti gli
in bocca al lupo del caso! Sicuramente non verrà seguito dal pubblico di
Maria De Filippi, ma da un pubblico più appassionato e fedele. E poi
spero che di me non emerga niente, perchè vi auguro di intervistare la
gente veramente importante di questo campo, quelli che doppiano i
film, io alla fin fine nel mio studio faccio principalmente voice
over (è diverso dal doppiaggio perchè non c’è sincronizzazione).

DANIELA: Ti ringraziamo per l’incorraggiamento e crepi il lupo. Quali sono gli attori reinterpreti, tra passato e presente, che ti emozionano maggiormente? Di cosa ha bisogno a tuo avviso il mondo del doppiaggio?

SIMONE: A me piace tantissimo la voce di Luca Ward, per capirci il doppiatore
del “Gladiatore”. Quando dice “Al mio segnale scatenate l’inferno” è
un mito! Dato che tra i suoi personaggi c’è anche Sam Fischer di
Splinter Cell non è escluso che una volta non riesca a lavorare con
lui :)
Il mondo del doppiaggio secondo me ha bisogno di attori che siano il
più possibile naturali quando recitano altrimenti risultano poco
credibili e “legnosi”. In più, elemento fondamentale per qualsiasi
cosa uno faccia, devono divertirsi mentre lavorano, in modo che ci
mettano cuore e passione. Questa è la vera differenza tra un
doppiatore bravo e uno che chiami sempre quando hai bisogno di una
voce :)

DANIELA: Cosa ci puoi raccontare di te musicista, quali ambizioni vorresti realizzare in futuro?

SIMONE: Diventare una rockstar! Infatti è uscito da poco il nuovo cd della mia
band, i Meridiano Zero, per la netlabel Dharmasound. Il cd si scarica
gratuitamente da qui “www.dharmasound.com/cd.asp?id=31″ ( link attivo a fine intervista tra i correlati all’argomento). E’ la
prima parte di una trilogia che verrà pubblicata nel giro di qualche
mese …
Un altro sogno nel cassetto sarebbe quello di fare la musica per un
film … ho curato l’audio di diversi cortometraggi, magari qualcuno di
quelli con cui ho lavorato trova i finanziamenti per fare un film
“vero” e si ricorda di me, chi lo sa :)

DANIELA: Nell’intervista realizzata a Maria Sole Cingolani, la giovane attrice dice: ”
Credo che il doppiaggio italiano sia ad un ottimo livello e
apprezzo particolarmente Mario Cordova, Stefano Benassi e Roberta
Paladini. Io lo sto studiando alla Libera Accademia
Cinematografica sotto la guida di Simone Cicconi e trovo
interessante sperimentare come un personaggio possa prendere vita
anche con la sola voce.” Cosa vorresti aggiungere a tal proposito
e puoi accennare qualcosa circa il tuo metodo di insegnamento?

SIMONE: In generale cerco di avere con loro lo stesso rapporto che ho con gli attori che vengono
qui a prestare la loro voce a prodotti commerciali. Quindi li tratto
malissimo! Quando vengono a fare pratica nel mio studio il problema
principale è la concentrazione, sono in tanti e mantenere la mente sul
proprio lavoro senza farsi distrarre a volte è faticoso. Poi
registriamo e faccio riascoltare ai ragazzi le loro performances in
modo che loro per primi si rendano conto dei loro limiti. E in più gli
spiego anche io come dovrebbero recitare una frase piuttosto che
un’altra, dove devono alzare i toni, ecc… a volte mi rispondono che hanno
capito ma non riescono a fare quello che gli dico, in quel caso è solo
questione di semplice pratica….

DANIELA: Ringraziamo per la tua gentilezza e disponibilità e chiediamo
infine di svelarci, se vorrai, qualche futuro eventuale progetto che ti riguarda?

SIMONE: Per il momento ho talmente tanti progetti presenti che al futuro non
ho proprio tempo di pensarci :) O forse sì, mi piacerebbe lavorare un
po’ di meno e avere più tempo per la mia vita. La vita del freelance è
dura, per i primi anni devi pensare solo al lavoro come se fosse una
nevrosi. Mi sto rendendo conto che fare il lavoro che ti piace,
combattere per esso è fondamentale, ma non basta, c’è bisogno anche di
altro nella vita, starò diventando vecchio? :) Ciao e grazie!