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Intervista esclusiva a Toni Mazzara

" ... "Robinson & Crusoe" dell' ex Teatro dell'Angolo (ora Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani) ... uno spettacolo che continuo a fare da più di vent'anni; mi ha fatto girare tutto il mondo ( Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Australia ... ) e mi ha dato un sacco di soddisfazioni ... Del "Drive In " ho ricordi molto belli. Era il 1985, avevo iniziato da poco e non mi sembrava vero poter partecipare subito ad una trasmissione così popolare ... ricordo la straordinaria ironia di Faletti, la professionalità di Greggio (che non si stancava mai di provare le scene che dovevamo girare) l'eccezionale memoria di Gianfranco D'Angelo (che registrava, senza gobbo, con dei ritmi impressionanti e senza interruzioni il suo lungo monologo finale), l'amabilità di Beruschi ... Come diceva Orson Welles “La radio è lo schermo più grande del mondo”. Una voce, un suono, una musica e la tua mente fa il resto. Cosa c'è di più bello? ... Del doppiaggio italiano ammiro sicuramente, in generale, la grande professionalità. Tra i doppiatori italiani mi piace molto Giannini, per il senso di verità che riesce a trasmettermi ... ora sto lavorando, anche se non direttamente in video, per due trasmissioni per ragazzi, una di RAITRE (E' domenica papà) ed una di RAIDUE (L'albero azzurro) in cui sono la voce di alcuni pupazzi. L'ambiente televisivo, mi piace perché di solito si crea uno spirito di gruppo (fra redattori, conduttori, tecnici, attori, registi etc. ) che fa sì che si respiri un' aria di "famiglia" che mi piace molto ... comunque questo lavoro per quanto bellissimo, non è tutto ... esiste la vita, che è fatta di tantissime altre cose e a volte questo mondo può essere talmente fagocitante da farcelo dimenticare. Il mio splendido bambino, (che ho avuto soltanto un anno fa) me lo ricorda ogni volta che mi sorride! ... "

DANIELA: Sul sito “odsweb.it”, ( abbiamo avuto il piacere di
intervistare la socia fondatrice dell’ODS Lucia Valenti ) di Toni Mazzara
leggiamo : ” attore, regista teatrale, autore. Il suo ricchissimo
curriculum vanta partecipazioni in tutte e tre le specializzazioni;
sceneggiati, radiodrammi, varietà e spettacoli vari alla Rai, in radio e
televisione, e Mediaset, presenze in film d’autore, con registi di fama,
attività teatrale con importanti compagnie nazionali e rassegne
internazionali, e proprie produzioni teatrali di successo. “. Invitiamo
i nostri utenti anche a visitare il suo sito personale
“tonimazzara.it”. Ci racconta come è nata la sua “avventura artistica”?
Cosa le hanno trasmesso i suoi maestri?

TONI: Tutto è nato davvero per caso. Frequentavo al facoltà di medicina e un
mio collega mi chiese se ero interessato a partecipare come attore ad
una commedia di una compagnia amatoriale di cui lui faceva parte. Lo
feci e in quella prima rappresentazione fui davvero colpito dal classico
“colpo di fulmine” e decisi che quella sarebbe stata la mia vita. Ho
abbandonato gli studi universitari e mi sono iscritto ad una scuola di
recitazione, poi affascinato dal “metodo” ho seguito seminari di
perfezionamento con Dominic De Fazio, Raul Manso, John Strasberg.
A tutti i miei maestri sono legato, comunque. Da tutti ho imparato delle
cose, che mi sono servite, a vari livelli. Quello a cui sono più legato
è Strasberg, per il suo modo di trasmettere le sue conoscenze. Lavorare
con lui poteva voler dire ritrovarsi a fare delle cose che non avresti
mai immaginato di riuscire a fare e quasi senza accorgertene. Lui ti ci
portava, passo dopo passo, dandoti fiducia, con la sua semplicità e la
sua grande sensibilità. Fantastico!

DANIELA: Tra le esperienze teatrali quali ama ricordare e perchè ?

TONI: Beh c’è uno spettacolo che mi ha letteralmente cambiato la vita ed è ”
Robinson & Crusoe” dell ex Teatro dell’Angolo (ora Fondazione Teatro
Ragazzi e Giovani). Uno spettacolo, anche lui arrivato assolutamente per
caso (non ero nella lista dei “papabili”, ma un’occasione fortuita mi ha
portato lì) e che continuo a fare da più di vent’anni; mi ha fatto
girare tutto il mondo ( Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera,
Australia … ) e mi ha dato un sacco di soddisfazioni.
Poi ci sono altre esperienze a cui tengo: ” Il Cavaliere della rosa ”
del 1982 con Valeria Moriconi (mia prima tournée da professionista),
“Uomini” uno spettacolo con cui abbiamo vinto il Buttafuori nell’85, ”
Il Contrabbasso ” di Suskind del 1995 (mio primo monologo) e non ultimo
” Via Paolo Fabbri 43″, uno spettacolo scritto quasi per gioco con il
mio collega Stefano Dell’Accio e che è diventato un “piccolo caso
sociologico ” come ha scritto Renato Palazzi sul Sole24ore (ha superato
le cento repliche e ancora oggi sta girando per i teatri italiani). E
poi tanti altri a cui sono affezionato, ma sarebbe troppo lungo citarli
tutti.

DANIELA: Per la televisione spicca la sua partecipazione al mitico
“Drive In” di Italia uno … che ricordo ha ? Le piace lavorare in tv?
Cosa ne pensa di ciò che propone il palinsesto della televisione
attuale ?

TONI: Del “Drive In” ho ricordi molto belli. Era il 1985, avevo iniziato da
poco e non mi sembrava vero poter partecipare subito ad una trasmissione
così popolare (inoltre ricordo che pagavano molto bene!!!). Si sentiva
proprio la sensazione di lavorare a qualcosa di nuovo. Del “dietro le
quinte” ricordo la straordinaria ironia di Faletti, la professionalità
di Greggio (che non si stancava mai di provare le scene che dovevamo
girare) l’eccezionale memoria di Gianfranco D’Angelo (che registrava,
senza gobbo, con dei ritmi impressionanti e senza interruzioni il suo
lungo monologo finale), l’amabilità di Beruschi. Ed inoltre … quante
“simpatiche ” fanciulle giravano per quello studio in abiti non proprio
monacali !

Fare la televisione mi è sempre piaciuto e mi piace ancora. Ho inventato
una cosina che ho fatto per diverse puntate di “Parlato Semplice” (una
trasmissione di RAITRE andata in onda fino al ‘95, mi pare) ed ora sto
lavorando, anche se non direttamente in video, per due trasmissioni per
ragazzi, una di RAITRE (E’ domenica papà) ed una di RAIDUE (L’albero
azzurro) in cui sono la voce di alcuni pupazzi. L’ambiente televisivo,
mi piace perché di solito si crea uno spirito di gruppo (fra redattori,
conduttori, tecnici, attori, registi etc. ) che fa sì che si respiri un’
aria di “famiglia” che mi piace molto.

Della TV attuale ovviamente alcune cose mi piacciono ed altre meno, ma
che ne parliamo a fare? Se ne parla già fin troppo. Ci vorrebbe troppo
tempo per un’analisi approfondita (e non so nemmeno se sarei in grado
di farla) e fare un’analisi superficiale non penso possa interessare a
qualcuno.
Se si vogliono proprio capire le mie tendenze … dieci e lode a Fabio
Fazio e meno dieci a Buona Domenica. Eppure sono entrambi due programmi
di intrattenimento! Come, a volte è sottile, ma profonda la differenza

DANIELA: Esperienze in Radiodrammi … che emozione le trasmette il
microfono? Si è mai cimentato in una sala di doppiaggio? Cosa pensa del
doppiaggio italiano … ama particolarmente qualche voce , tra passato e
presente ?

TONI: La radio è stata una delle più belle esperienze della mia vita
artistica. Più di cento fra radiodrammi, programmi di intrattenimento ed
interventi vari. La amo perché apre uno spazio all’immaginazione che né
il teatro, né il cinema o la tv riescono a dare. Come diceva Orson
Welles “La radio è lo schermo più grande del mondo”. Una voce, un suono,
una musica e la tua mente fa il resto. Cosa c’è di più bello? Peccato
che alla RAI di Torino, dove abito, di radio se ne faccia ormai così
poca …

Ho anche doppiato ed è piacevole, anche se è un’esperienza diversa dalla
radio. Nel doppiaggio c’è qualcuno che ha già interpretato quel ruolo e
a cui tu devi cercare di somigliare il più possibile (in gergo si dice
“incollarsi”), che è comunque un altro bellissimo gioco, ma sicuramente
diverso da un’interpretazione più ” libera “.
Del doppiaggio italiano ammiro sicuramente, in generale, la grande
professionalità. Tra i doppiatori italiani mi piace molto Giannini, per
il senso di verità che riesce a trasmettermi.

DANIELA: Cosa ci può raccontare in merito alle sue esperienze in qualità
di regista?

TONI: E’ un altro gioco molto bello. Ideare, pensare, vivere con lo spettacolo
che stai creando per tutto il tempo delle prove, le idee che ti vengono
all’improvviso ( in auto, mentre mangi, prima di addormentarti …) e
poi il gruppo che si amalgama, le tensioni, l’emozione per la prima,
sono altre esperienze che fanno di questo lavoro un bel lavoro.

DANIELA: “Insegna da anni in varie scuole di recitazione di Torino e
provincia e tiene costantemente laboratori e stages per scuole pubbliche
e private nonché corsi di aggiornamento per insegnanti sulla didattica
teatrale.” Quali sono gli errori tipici che un aspirante attore compie?
Quali consigli ama donare loro? Cosa ci può dire circa i corsi di
aggiornamento per insegnanti?

TONI: Partiamo dai corsi di aggiornamento per insegnanti e più in generale dal
teatro nella scuola. Penso sia di fondamentale importanza e che la
scuola in generale dovrebbe investirci di più. In vent’anni ho fatto
decine di laboratori in scuole superiori, medie, elementari e sempre ho
riscontrato risultati, in termini di ricaduta sia personale sia
scolastica sugli studenti, che considero di gran lunga superiore ai
soldi spesi. Invece pare che il taglio dei fondi per la scuola vada a
colpire per prime proprio le esperienze cosiddette extracurricolari …
E’ inutile dire che non è più il tempo della “recita di fine anno” . I
ragazzi sono molto spesso direttamente coinvolti nel processo creativo e
nella elaborazione drammaturgica vera e propria e quindi è bene che
anche gli insegnanti siano aggiornati per stimolare e coinvolgere i
ragazzi in modo interessante e trascinante.

Passiamo alla domanda sugli errori degli aspiranti attori. Quali errori?
Che domanda… mi viene da dire : ” chi sono io per affermare che
quello che qualcuno sta facendo è un errore? ” Posso dire solo quello
che secondo me bisognerebbe fare. Avere sempre le orecchie dritte,
guardarsi intorno per sapere cosa c’è di nuovo in giro, perché il mondo
della comunicazione cambia velocemente e quello del teatro con lui;
essere onesti, con se stessi e con gli altri (ma sarà un consiglio
giusto?); essere determinati e se si è convinti di una cosa fare di
tutto (resta salvo il punto precedente?) per riuscire a farla; se si
riesce, meglio fare poche cose di alta qualità, che tante di scarsa
qualità; e poi cos’altro … mah … tener presente che comunque questo
lavoro per quanto bellissimo, non è tutto; che esiste la vita, che è
fatta di tantissime altre cose e che a volte questo mondo può essere
talmente fagocitante da farcelo dimenticare. Il mio splendido bambino,
(che ho avuto soltanto un anno fa) me lo ricorda ogni volta che mi
sorride!