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Intervista esclusiva a Laura Giordani

" ... Avevo appena imparato a scrivere l’alfabeto quando ho scoperto che mi piaceva moltissimo imprimere su carta delle storielle. E all’età di 14 anni ho scritto il mio primo romanzo “Diario di un amore”. Da quel momento ho capito che non era solo un modo di sfogare i miei pensieri, le mie emozioni, ma era una vera e propria passione ... Ho sempre avuto una certa predisposizione nel narrare storie d’amore e le mie “eroine” erano e sono ragazze comuni alle prese con problemi esistenziali ... Che io ami scrivere, ormai è un dato di fatto, e quando mi hanno proposto di scrivere una commedia teatrale ho voluto provare. Da una bizzarra idea è nata “Lezione di Pianto”, scritta insieme ad una mia carissima amica e dialoghista, Manuela Marianetti ... Il mondo del doppiaggio mi ha subito affascinata e ho cercato di apprendere il più possibile. Nel corso degli anni ho collaborato anche con altre società ma nel ’99 sono tornata alla Royfilm, come responsabile dell’edizione. Ormai, dopo 20 anni, mi sento “una di famiglia” in questo settore. I doppiatori sono persone, attori, che ci deliziano quotidianamente con le loro performance televisive e cinematografiche. Persone senza volto che entrano nelle nostre case con le loro voci e rendono anche il più banale dei film un capolavoro ... Voglio ringraziare tutti questi miei amici del settore del doppiaggio, e non solo, che mi hanno dimostrato stima e affetto intervenendo alla presentazione del mio libro. La serata è stata molto emozionante, non mi aspettavo tale affluenza di pubblico e l’eccezionale vendita che la libreria ha dichiarato essere tre volte la vendita massima di una presentazione in 10 anni ... vorrei ricordare con piacere alcuni grandi che hanno contribuito a fare la storia del doppiaggio e che ci hanno lasciato la loro voce come ricordo che dura nel tempo: Ferruccio Amendola, tra l’altro uno dei padrini del mio secondo libro, Cesare Barbetti, Gianfranco Bellini e Carlo Baccarini ... "

DANIELA: Laura, ci può parlare della sua passione per la scrittura, ricordiamo che lei ha esordito, come citato sul suo sito ufficiale “lauragiordani.com” , giovanissima nel campo letterario …

LAURA: Avevo appena imparato a scrivere l’alfabeto quando ho scoperto che mi piaceva moltissimo imprimere su carta delle storielle. E all’età di 14 anni ho scritto il mio primo romanzo “Diario di un amore”. Da quel momento ho capito che non era solo un modo di sfogare i miei pensieri, le mie emozioni, ma era una vera e propria passione. Scrivere per me è essenziale, è un po’ come respirare. È un modo per sentirmi viva e per comunicare emozioni.

DANIELA: Ci può parlare dei suoi romanzi, lei si colloca tra le scrittrici di narrativa sentimentale e nei suoi romanzi le sue eroine sono ragazze e donne autentiche alle prese con reali problemi esistenziali…

LAURA: “Diario di un amore”, inedito, “Il sarcofago degli sposi”, pubblicato nel 1987, e “Angeli con un’ala sola”, pubblicato nel 1999, sono romanzi rosa. Ho sempre avuto una certa predisposizione nel narrare storie d’amore e le mie “eroine” erano e sono ragazze comuni alle prese con problemi esistenziali, le quali affrontano le fasi salienti della vita dalla preadolescenza all’adolescenza fino al ritrovarsi adulte con tutto quello che questi passaggi comportano. Ed è forse per questo che ci si può riconoscere in loro.

DANIELA: Cosa ci può raccontare circa le sue opere teatrali, ricordiamo ( Lezione di pianto, La collana di perle) musicals, ma anche riduzioni teatrali, soggetti televisivi.

LAURA: Che io ami scrivere, ormai è un dato di fatto, e quando mi hanno proposto di scrivere una commedia teatrale ho voluto provare. Da una bizzarra idea è nata “Lezione di Pianto”, scritta insieme ad una mia carissima amica e dialoghista, Manuela Marianetti. Questo atto unico è andato in scena nel 1998, dove ho esordito anche come regista. Subito dopo ci siamo cimentate nella scrittura di un’altra commedia “La collana di Perle”, poi io ho proseguito scrivendo un musical che non ho mai presentato a nessuno. Invece ho scoperto nel tempo, un vero interesse per i soggetti e le sceneggiature. Ho scritto nel 2000 un film televisivo, “Incubi”, che vorrei presentare a qualche produzione. Chissà! Questo vale anche per tutti i soggetti che ho scritto.

DANIELA: Quali caratteristiche salienti, a suo giudizo, dovrebbe avere una brava scrittrice e può citarci scrittori, tra passato e presente, che la emozionano particolarmente o ai quali si è eventualmente ispirata?

LAURA: Non credo che esista la ricetta giusta. Io scrivo quello che mi nasce dal cuore. Come presumo ogni scrittore, amo anche leggere e a volte nella scelta dei libri sono animata da una buona curiosità. Mi piace la narrativa contemporanea. Adoro i thriller e i polizieschi e non disdegno i libri di avventura di Wilbur Smith. Da qualche anno a questa parte, da quando ho scoperto l’interesse per le sceneggiature, ho iniziato anch’io a scrivere romanzi polizieschi, thriller. E mi diverto moltissimo, mi esalta occupare la mente nella risoluzioni di gialli.

DANIELA: Vive e lavora a Roma nel settore delle edizioni cinetelevisive. Cosa ci può dire degli esordi e di questa professione?

LAURA: Sono arrivata in questo settore all’età di 19 anni per puro caso. Ho conosciuto Roy de Leonardis durante i miei unici 23 giorni di lavoro in uno studio commercialista. Il 23° giorno lavoravo per la Royfilm. Il mondo del doppiaggio mi ha subito affascinata e ho cercato di apprendere il più possibile. Nel corso degli anni ho collaborato anche con altre società ma nel ’99 sono tornata alla Royfilm, come responsabile dell’edizione. Ormai, dopo 20 anni, mi sento “una di famiglia” in questo settore. I doppiatori sono persone, attori, che ci deliziano quotidianamente con le loro performance televisive e cinematografiche. Persone senza volto che entrano nelle nostre case con le loro voci e rendono anche il più banale dei film un capolavoro.

DANIELA: Ricordando il comunicato stampa da noi pubbblicato che la riguarda: “Grande scioltezza di scrittura per una penna al femminile che disegna in modo efficace i tratti di un soggetto maschile”. Così Daniele Formica ha inaugurato l’esordio nelle librerie del terzo libro di Laura Giordani “Il ritratto della felicità”. Nella splendida cornice offerta dalla libreria Bibli di Roma si sono alternati personaggi di grande fama come Francesca Draghetti … Magistrale l’interpretazione di Luca Biagini, bellissima voce del doppiaggio, che ha letto alcuni passi del racconto, incantando l’intera platea di ospiti e curiosi. Ha presentato la serata Teo Bellia … Fabio Boccanera voce, tra gli altri, di Johnny Depp, Colin Farrel, Clive Owen, Ben Affleck, Elena Perino personaggio chiave del film di
Castellitto ‘Non ti muovere’, Domitilla D’Amico, Vittorio Amandola, e tanti altri. Cosa ci può raccontare di questo evento o di eventuali incontri futuri e promozionali delle sue opere?

LAURA: Innanzitutto voglio ringraziare tutti questi miei amici del settore del doppiaggio, e non solo, che mi hanno dimostrato stima e affetto intervenendo alla presentazione del mio libro. La serata è stata molto emozionante, non mi aspettavo tale affluenza di pubblico e l’eccezionale vendita che la libreria ha dichiarato essere tre volte la vendita massima di una presentazione in 10 anni. Per quanto riguarda eventi futuri saprò dirvi di più dopo le prossime festività.

DANIELA: Tra gli attori reinterpreti, sempre più stimati attori italiani, quali, tra passato e presente, la emozionano particolarmente e per quale motivo?

LAURA: Stiamo parlando di grandi voci e qualcuno di questi doppiatori oggi ha anche un volto a livello televisivo. Mi piacerebbe nominarli tutti, perché ognuno di loro possiede una peculiarità che li distingue. Invece vorrei ricordare con piacere alcuni grandi che hanno contribuito a fare la storia del doppiaggio e che ci hanno lasciato la loro voce come ricordo che dura nel tempo: Ferruccio Amendola, tra l’altro uno dei padrini del mio secondo libro, Cesare Barbetti, Gianfranco Bellini e Carlo Baccarini.

DANIELA: Riguardo al suo lavoro, nell’ambiente, quali eventuali migliorie, qualora ce ne fosse bisogno, necessiterebbe il mondo del doppiaggio?

LAURA: Credo di interpretare il desiderio di tutti noi che lavoriamo in questo settore dicendo che ci piacerebbe tornare a editare ogni progetto con i tempi giusti, non lasciandoci sopraffare dal ritmo frenetico della vita quotidiana che ormai dilaga.

DANIELA: La ringraziamo per la grande disponibilità e infine le chiediamo, se vorrà, di consigliare giovani come lei che volessero intraprendere la sua stessa professione.

LAURA: Dico a tutti quelli che scrivono e che vorrebbero vedere pubblicati i loro lavori, di avere pazienza, tanto coraggio e soprattutto non demordere. Lo so che non è facile, ma prima o poi si incontra l’editore giusto che apprezza la vostra fatica e che decide di accompagnarvi in questa avventura promovendo la vostra opera.

Si ringrazia Laura Giordani per la sua grande disponibilità e Valentina Miccichè (Ad Hoc Solution s.r.l. Comunicazione, eventi, web design) il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione di questa intervista. Nella foto in alto una immagine di Laura Giordani tratta dal sito ufficiale, link attivo qui sotto tra i correlati.