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Intervista esclusiva a Barbara Castracane

" ... La passione per la recitazione nasce da quando ho memoria...fin da bambina mi piaceva salire sulla sedia ed essere al centro dell'attenzione ... Ho iniziato a 'lavorare con la voce' nel 1975, con la nascita delle radio libere e, in più, ero molto affascinata dalle voci storiche (Cigoli, Panicali, Lattanzi, Calavetta, etc.) dei film anni '50, che sono sempre stati la mia passione, così, quando un giorno ho letto un annuncio su un giornale che parlava di un 'corso di doppiaggio' non mi è sembrato vero di poter provare se ero in grado di fare questo mestiere....è andata bene! ... Miranda Bailey in questo momento è la mia preferita insieme alla 'terribile' Brenda Johnson di The Closer, due donne energiche, autoritarie e fragili allo stesso tempo, che mi danno la possibilità di usare molte sfumature nella recitazione, due bravissime attrici (Chandra Wilson e Kyra Sedgwick) con le quali ogni giorno mi confronto sperando di rendere, in italiano, la grande interpretazione di questi due personaggi ... Le caratteristiche che, secondo me, dovrebbe avere un buon direttore di doppiaggio sono la pazienza e un pizzico di abilità nel comprendere lo stato emotivo degli attori con cui sta lavorando ... Sto seguendo come direttore di doppiaggio una bellissima nuova serie che si chiama 'Huff', la storia personale e professionale di uno psichiatra. Molto 'forte', con scene piuttosto scabrose, interpretata da grandissimi attori e scritta da sceneggiatori geniali, secondo me ... "

DANIELA: Barbara, ci racconta come ha avuto origine la sua passione per la recitazione e come è approdata al doppiaggio?

BARBARA: La passione per la recitazione nasce da quando ho memoria…fin da bambina mi piaceva salire sulla sedia ed essere al centro dell’attenzione, quindi non ho mancato una recita scolastica, ero in una compagnia teatrale amatoriale già a 12 anni…insomma non perdevo un’occasione per mettermi in mostra, poi con gli anni ho invertito la rotta e ho continuato a recitare ‘nascondendomi’ al buio. Ho iniziato a ‘lavorare con la voce’ nel 1975, con la nascita delle radio libere e, in più, ero molto affascinata dalle voci storiche (Cigoli, Panicali, Lattanzi, Calavetta, etc.) dei film anni ‘50, che sono sempre stati la mia passione, così, quando un giorno ho letto un annuncio su un giornale che parlava di un ‘corso di doppiaggio’ non mi è sembrato vero di poter provare se ero in grado di fare questo mestiere….è andata bene!

DANIELA: Leggendo la sua scheda artistica presente sul sito “Il mondo dei doppiatori” lei può vantare innumerevoli interpretazioni al leggio in noti film come “X-Men”, “X-Men 2″ e “X-Men: conflitto finale” dove ha doppiato la dottoressa Jean Grey, e poi ancora “Affliction” , “Batman - Il ritorno” .. per le animazioni in “Cars - Motori ruggenti” è la Voce di Flo; per i telefilm citiamo “Grey’s Anatomy” dove doppia il personaggio di Miranda Bailey , “Sabrina, vita da strega” voce di Zelda Spellman , “Una mamma per amica” … un curriculum nutritissimo. Quali sue interpretazioni ama ricordare particolarmente?

BARBARA: Miranda Bailey in questo momento è la mia preferita insieme alla ‘terribile’ Brenda Johnson di The Closer, due donne energiche, autoritarie e fragili allo stesso tempo, che mi danno la possibilità di usare molte sfumature nella recitazione, due bravissime attrici (Chandra Wilson e Kyra Sedgwick) con le quali ogni giorno mi confronto sperando di rendere, in italiano, la grande interpretazione di questi due personaggi. Poi sono molto legata alla ‘Callas’ di Franco Zeffirelli, una bellissima Fanny Ardant, e ad un film non molto conosciuto che si chiama ‘La morte e la fanciulla’, nel quale ho doppiato, con non poche difficoltà Sigurney Weaver, una parte difficilissima, una desaparecida cilena che incontra il suo carnefice…..terribile, ho sofferto moltissimo ad interpretare quel ruolo. E per finire un piccolissimo personaggio di ‘Una mamma per amica’ che si chiama Babette, per la quale uso una voce buffissima, mi diverte molto doppiarla.

DANIELA: Le venisse proposto di reinterpretare in video un suo doppiaggio passato quale ruolo sceglierebbe e per quale motivo?

BARBARA: Recitare in video non è decisamente il mio mestiere, le poche volte che l’ho fatto (per pura vanità) ho sofferto moltissimo rivedendomi, non mi piaccio, non mi sembra proprio di esserne capace. La verità è che siccome sono molto incuriosita dal set e dal lavoro di tutti, ogni volta mi distraggo e guardo quello che fa il direttore della fotografia, il fonico, la segretaria di edizione, gli elettricisti, etc. e non riesco a concentrarmi su quello che devo fare io… l’attore deve restare concentrato su se stesso, sulle sue battute, sulle sue espressioni… no, non è per me, sono troppo curiosa! Comunque, se ne avessi le doti (soprattutto fisiche) mi piacerebbe un film tipo X-men, pieno di effetti speciali in cui puoi volare, spostare oggetti col pensiero, essere una super woman!!

DANIELA: Lei ha doppiato anche parecchie soap opera e telenovelas citiamo “Quando si ama”, “La donna del mistero” , “Milagros”, “Cuore selvaggio” … sulla rete si contano molti cultori. Che tipo di esperienza è stata? Quali analogie o discrepanze ha rilevato nel doppiare questo genere di creazioni artistiche rispetto a film americani o di altri eventuali paesi stranieri?

BARBARA: Mah, le discrepanze dipendono essenzialmente da fattori economici, le soap e le telenovelas sono prodotti a basso costo, quindi hanno tempi produttivi più serrati, una fotografia e un montaggio più semplici, non c’è una grande ricerca della recitazione da parte degli attori (non hanno tempo per farlo), ma nonostante questo, anzi, proprio per questo, io trovo che questi attori siano bravissimi, non deve essere facile produrre fino a 10/15 minuti di girato al giorno! E comunque io mi sono divertita moltissimo a doppiare le telenovelas, amo la cultura sudamericana, la dolcezza e la passionalità di quelle popolazioni, il tango.. non ci sono solo Marquez, Borges, Sepulveda, etc., la cultura di un popolo è anche la sua quotidianità, non mi piace chi, con la ‘puzza sotto al naso’ etichetta le telenovelas come prodotti di serie B. E in più, la frequentazione quotidiana di quella lingua per qualche anno mi ha dato la possibilità di impararla! Quindi, viva le telenovelas!

DANIELA: Cosa si sente di dover dire in merito al mondo del doppiaggio: quali migliorie sarebbero necessarie attualmente?

BARBARA: Credo che il problema centrale sia il ‘costo’ del doppiaggio, ritengo che la nostra sia una professione di ‘altissimo artigianato’ che ha bisogno di tempi superiori a quelli in cui oggi la svolgiamo, ma c’è una contrazione del mercato e una forte corsa al ribasso con una conseguente scadenza della qualità del prodotto, delle figure professionali, etc.. Certo, questo discorso vale soprattutto per il prodotto televisivo che, comunque, rappresenta la fetta più grossa del nostro lavoro. Nonostante questo, l’altissima professionalità dei doppiatori italiani consente di avere ancora degli ottimi doppiaggi. Un altro problema è la formazione, la formazione di nuovi attori doppiatori, di nuovi dialoghisti…il discorso sarebbe troppo lungo e articolato, magari apriamo un forum di discussione, se vi va, il confronto è sempre un ottimo strumento di comprensione e di crescita…

DANIELA: La troviamo una bella idea, speriamo di attuarla prossimamente … tuttavia c`e` gia` la possibilita` da parte degli utenti di esprimere le proprie opinioni in coda alle interviste o agli articoli pubblicati cliccando su il link “Le vostre opinioni”, opinioni moderate in quanto non possiamo pubblicare messaggi ineducati, anche critiche ma solo costruttive. Lei si occupa anche della direzione del doppiaggio come ad esempio in “Sabrina, vita da strega”, “Una mamma per amica”, “Cops - Squadra speciale”, “Il Commissario Maigret”, “Grey’s Anatomy”, “The Closer” … qual è il suo modo di dirigere gli artisti? Quali caratteristiche salienti dovrebbe avere un buon direttore del doppiaggio? Con che criterio sostanzialmente il direttore, con l’eventuale supervisore straniero, sceglie il cast per il doppiaggio?

BARBARA: Cerco sempre di mettere l’attore a suo agio, l’attore deve sentirsi stimato e apprezzato, aspetto sempre la sua proposta di interpretazione e se non mi convince ne discutiamo e insieme troviamo la ’strada giusta’. Il doppiaggio è un gioco di squadra che richiede rispetto dei ruoli, ma anche molta duttilità e, comunque, come direttore il mio obiettivo è ottenere il miglior prodotto possibile, e per farlo ogni strada è buona. Quindi non posso dire di avere un ‘modo’ di dirigere gli artisti, ogni turno ha una sua storia e, certo, c’è sempre molta passione. Le caratteristiche che, secondo me, dovrebbe avere un buon direttore di doppiaggio sono la pazienza e un pizzico di abilità nel comprendere lo stato emotivo degli attori con cui sta lavorando. Beh, certo, a monte c’è la capacità di comprendere il prodotto da doppiare, qual è il senso della storia che si sta raccontando, qual è il messaggio che la storia ci vuole dare, le emozioni che il film vuole suscitare, il linguaggio, i toni… e bisogna avere un grande rispetto per il lavoro che si ha davanti: che ti piaccia o no quel film è già stato girato, molte persone ci hanno lavorato, uno sceneggiatore ha scritto una storia, un regista ha scelto gli attori e ha detto ‘buona’ quando la scena era giusta, un montatore lo ha assemblato….. In sostanza, con grande rispetto e umiltà, bisogna restituire lo stesso film ..in un`altra lingua. Il cast del doppiaggio viene fatto tenendo conto delle stesse cose, la similitudine nei toni delle voci, nell’emotività, nelle abilità, etc.

DANIELA: “The House of Chicken” (2001), nel ruolo della suora del paese, qualche mese fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Ilaria Stagni, Francesca Guadagno, Christian Iansante, Roberto Pedicini … tanti colleghi e molti altri impegnati per questa piccola produzione . Che tipo di esperienza è stata?

BARBARA: Divertentissima sul set. Terribile quando mi sono rivista, non c’è niente da fare, non faccio pace con il mio aspetto (forse mi immagino come Sharon Stone, poi mi vedo e…). Comunque molto divertente, un set di amici anche un po ‘caciaroni’ come si dice a Roma. E faccio ancora molti complimenti a Pietro e Ilaria perché il film è davvero molto carino. (E tra l’altro rivela una grande promessa che è Iacopo Castagna, che interpreta il protagonista da bambino, le sue due sole, brevissime inquadrature mi hanno molto emozionata).

DANIELA: Ha recitato anche in note fiction come “Una donna per amico”, “Lo zio d’America” per la regia di Rossella Izzo … le piace recitare nelle fiction? Quali emozioni prova se rapportate alle emozioni che si possono provare davanti ad un leggio?

BARBARA: Credo di aver già risposto a questa domanda, non mi piace recitare nelle fiction, preferisco il mio mestiere ‘nell’ombra’ nel quale mi sento sicura, so quello che devo fare, invece alla parola ‘azione’ mi si annebbia tutto e mi sento un incapace.

DANIELA: Cosa sogna ancora per se stessa Barbara sia come donna sia come artista? Cosa spera per il 2007?

BARBARA: Di continuare così, sono abbastanza soddisfatta di quello che faccio, ci metto molta passione e cerco sempre di dare il meglio. Mi piacerebbe avere un`altra esperienza ‘americana’, come mi è capitato quest’anno. Sono andata a Los Angeles a scrivere i dialoghi di Mission impossible 3 e ho avuto l’occasione di confrontarmi con colleghi di tutto il mondo oltre che di lavorare in studios prestigiosi già teatri di posa di film mitici, un’esperienza indimenticabile! Ho vissuto una sorta di ’schizofrenia’: negli orari di lavoro una professionista seria e attenta, nelle pause una turista incantata e anche un po’ ‘intontita’ dal vivere dentro a ciò che è il mito di tutti gli attori, Hollywood, gli Studios, la Walk of fame… A parte il lavoro mi piacerebbe tornare alle Maldive, magari anche più volte… E per il 2007 spero che qualche importante personaggio politico inizi a parlare della riconversione industriale delle fabbriche di armi. Sono una pacifista convinta e credo che non ci sia altro modo per farla finita con la guerra. Purtroppo sono anche realista e so benissimo che questo resterà un sogno, ma che vita sarebbe senza sogni…

DANIELA: Ritornando al doppiaggio, cosa si sente di consigliare ad un aspirante attore doppiatore?

BARBARA: Di non farsi illudere da facili promesse. Non basta un corso per diventare un doppiatore. Di fidarsi delle persone che ti dicono ‘non è per te’, non vogliono offenderti, vogliono solo evitare di farti perdere tempo e danaro. Di ascoltare. Ascoltare quelli che già lo fanno cercando di ‘rubare’ il mestiere. E poi, se si è davvero convinti di poterlo fare, come lo ero io, di insistere, tenacemente e senza farsi abbattere da quelli che ti dicono che non è per te!

DANIELA: La ringraziamo per la sua grande disponibilità e gentilezza. Infine le chiediamo , se vorrà, di svelarci qualche anticipazione in merito a qualche imminente progetto artistico e di lasciare un messaggio per tutti gli estimatori che sappiamo seguirla sempre con affetto qui sulla rete.

BARBARA: Sto seguendo come direttore di doppiaggio una bellissima nuova serie che si chiama ‘Huff’, la storia personale e professionale di uno psichiatra. Molto ‘forte’, con scene piuttosto scabrose, interpretata da grandissimi attori e scritta da sceneggiatori geniali, secondo me. A causa del linguaggio e dei contenuti andrà in onda in terza serata, ma se avete più di 18 anni (meglio se più di 30) vi consiglio di non perderla! Che messaggio potrei lasciare…continuate a prestare attenzione al nostro lavoro così poco visibile, siete la nostra forza, grazie a tutti.

Nella foto in alto una sorridente Barbara Castracane, l`immagine e` stata tratta da ” Il mondo dei doppiatori “, link attivo tra i correlati

Commenti dei lettori

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  • franco fortunato

    03 Jul 2009 - 21:25 - #1
    0 punti
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    Sono stato un collega di Barbara, la conosco,
    da bruna era affascinante , (ma anche ora).
    Quando la sento in “The Closer” vado fuori
    di testa, è diventata favolosa.
    La paragono alle più grandi di sempre.
    Un abbraccio

  • Saccone Claudia

    10 Sep 2010 - 07:08 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ciao Barbara,
    forse non ti ricordi di me,ero monlto piccola quando mio padre lavorare con tuo padre al villaggio del sole a formia (LT), volevo dirti che papà è scomparso il 27 febbraio di quest’anno. Mi ha tanto parlato di te e ti ho sempre ammirata perchè anche a me sarebbe puaciuto diventare doppiatrice, oggi sono receptionist in un albergo a sperlonga (Hotel Ganimede). Ti abbraccio Claudia