
DANIELA: Massimo, parlaci un pò di te , di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?
MASSIMO: Ciao, mi chiamo Massimo Isolica, sono nato ad Albenga (SV) alle ore 17,15 del 16 ottobre 1963. Dal 1999 al 2003 sono stato titolare di un piccolo negozio di informatica ad Imperia. A tutt’oggi la mia attività prevalente consiste nell’assistenza a domicilio per problemi relativi a malfunzionamenti hardware e software e collaborazioni a progetto con aziende che si occupano di ideazione e realizzazione di software e servizi di assistenza ad enti pubblici. Ho anche partecipato, in veste di docente, a corsi di alfabetizzazione informatica.
DANIELA: Ci hai accennato, prima di questa intervista, della tua forte passione per tutto quello che ruota attorno al mondo dello spettacolo. Da cosa nasce questa passione?
MASSIMO: Vedi, credo che essa fosse già insita nel mio carattere e rimanesse là, in attesa di un evento esterno che potesse risvegliarla… Io ero un ragazzino, quando le radio libere iniziavano a muovere i primi passi nel nostro Paese. A scuola conobbi casualmente uno speaker di Radio Capo Berta che mi invitò ad andarlo a trovare in studio. L’atmosfera che trovai al mio arrivo era davvero magica e me ne innamorai immediatamente. Ritengo che la mia passione sia nata proprio nel giorno in cui ho messo piede per la prima volta in quella radio.
DANIELA: Fin dall’età di 17 anni, hai lavorato presso diverse emittenti radiofoniche del ponente ligure (Radio Capo Berta, Radio Liguria International), di Milano (Radio Break Station) e di Bergamo (Radio Beta) e in alcune discoteche. Quali anedotti puoi raccontarci, quali emozioni ricordi?
MASSIMO: Innanzitutto occorre premettere che non avevo messo al corrente i miei genitori di questo mio nuovo amore, in quanto ero sicuro che non mi avrebbero capito e, probabilmente, mi avrebbero impedito di proseguire. Ricordo che le mie prime trasmissioni andavano in onda la domenica mattina, su Radio Capo Berta, e il caso volle che mia madre, ruotando la manopola della sintonia, si sintonizzasse proprio su quella frequenza. Inutile dire che non impiegò molto a riconoscere la mia voce!… In seguito approdai a Radio Liguria International dove ebbi modo di approfondire la mia cultura musicale e la mia esperienza come tecnico di regia. Ricordo che la mia paga ammontava a 1.300 lire l’ora! Mi resi conto ben presto che lavorare nelle emittenti della mia zona non mi avrebbe mai permesso di sopravvivere. Decisi così di partire per Milano, in cerca di fortuna. Là ebbi modo di entrare in contatto con un mondo nuovo, nel quale il lavoro di disc jockey non veniva sottovalutato, come da noi. Iniziai a lavorare a Radio Break Station, una piccola emittente che, da un po’ di tempo, aveva iniziato a trasmettere soltanto musica soft, sull’onda del successo della nostra prima grande radio tematica, Radio Italia solo musica italiana. Più tardi mi trasferii a Bergamo, dove entrai nel libro paga di Radio Beta, una delle emittenti storiche di quelle parti, e là rimasi per un paio d’anni. A causa di vicende personali, a metà degli anni ‘90, ho fatto ritorno in Liguria, dove ho potuto constatare che la situazione lavorativa non era affatto cambiata.
DANIELA: Successivamente sei passato all’organizzazione di spettacoli e manifestazioni (Sanremo Famosi, Una voce per Sanremo, Il + Bello d’Italia, SuperClassificaShow in Tour). Anche in questo caso cosa puoi raccontarci? Quali sono gli aspetti positivi e negativi nell’organizzare eventi di questo tipo?
MASSIMO: Beh, aspetti positivi ce ne sono molti, soprattutto durante lo spettacolo: sei costantemente a contatto con persone nuove, vivi all’interno di un ambiente elettrizzante, senza mai un attimo di pausa, sei tu che dirigi il gioco, che decidi i tempi e le pause, senza poterti mai permettere un attimo di distrazione: in quei momenti l’adrenalina va alle stelle! Il principale aspetto negativo di questo lavoro è dato dal fatto che, spesso, ci si trova a dover fare i conti con persone senza scrupoli, che pensano solo al proprio tornaconto, economico e personale. Sono quelli che, comunemente, vengono definiti “pescecani”. A quel punto, se non sei un pesce abbastanza grosso, finisci per essere mangiato!
DANIELA: Citandoti: “Ad un certo punto della mia vita, purtroppo, ho dovuto abbandonare queste attività , per dedicarmi a qualcosa di più tangibile dal punto di vista economico. A livello di hobby, ho mantenuto per un po’ di tempo qualche collaborazione (responsabile per la Liguria di Arezzo Wave, voce per spot pubblicitari presso l’emittente locale Imperia TV, lettore di radiogiornali per Radio Capo Berta).” Quali sono le tue aspirazioni dopo tutti questi anni di esperienza, cosa sogna Massimo per se stesso? Tra gli speakers più noti quali ami particolarmente e per quale motivo? Parlando di doppiaggio, quali reinterpreti ti emozionano maggiormente?
MASSIMO: Nonostante siano trascorsi diversi anni e, come ho già detto, io abbia intrapreso attività lavorative completamente diverse, le mie aspirazioni restano sempre le stesse: riuscire a lavorare nel mondo dello spettacolo, a contatto con gli artisti e con il pubblico. Mi piacerebbe tornare ad utilizzare la voce ma anche tornare nel backstage di qualche manifestazione canora. Gli speaker radiofonici che ammiro di più sono quelli che, pur lavorando ad altissimi livelli, mantengono uno stile semplice e non impostato: solo a titolo esemplificativo, posso citare Linus, Albertino, Fabio Volo, Paolo Dini…
Fra gli attori reinterpreti, oltre all’indimenticabile Ferruccio Amendola, amo molto Giancarlo Giannini, Giorgio Lopez, Roberto Chevalier, Oreste Lionello, Pino Insegno e Claudio Capone. Fra le attrici, Maria Pia Di Meo e Cristiana Lionello. Inoltre, come grande cultore della serie televisiva X-Files, sono molto legato alle voci di Gianni Ludovisi Bersanetti (Fox Mulder) e Claudia Catani (Dana Scully).
DANIELA: Ti ringraziamo per la tua disponibilità e infine ti chiediamo di svelarci qualche eventuale futuro progetto in campo artistico.
MASSIMO: C’è una cosa che non ho mai fatto, un vecchio sogno, che proprio in questo periodo sto cercando di realizzare: mi piacerebbe diventare agente di spettacolo, creare una piccola agenzia, scoprire nuovi taleniti… Con un po’ di fortuna e tanto impegno, spero di riuscire a farlo.

Daniela Sgambelluri








