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Anime e Sigle TV

Ricordate Gackeen che viene pronunciato Geikin? Come anche Getta Robot che diventa Jet Robot, e il piccolo bambino della preistoria Kum Kum conosciuto nella canzone come Kam Kam? Canzoni che non hanno tolto nulla alla differente pronuncia della serie, ma che, anzi, hanno fatto maggiormente amare i beniamini preferiti dei cartoon del Sol Levante. Abbiamo chiesto al Maestro Vito Tommaso, che sempre per i cartoons realizzò assieme a Renato Rascel nel 1971 il disco Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, di svelarci alcuni “misteri” sulle musiche delle sigle TV degli Anime giapponesi, fino alla mitica e dolce voce femminile di Gackeen: una nipotina del Maestro Tommaso che ora fa l’architetto in America…

Anime e Sigle TV

 

 

Il Maestro Vito Tommaso risponde…  

 

di  Daniela Sgambelluri & Mario Verger

 

 

 

 

Maestro Vito Tommaso, riguardo all’animazione giapponese, Lei ha fatto molte sigle…

 

«Ne ho fatte tante, ora è uscito – ve la faccio vedere – anche una raccolta in CD fatta da Rai Trade intitolata: Le sigle di Papà, la quale contiene alcune delle sigle di diversi cartoni che ho composto io, fra cui: Jet Robot, George, Space Robot, Gackeen, Sally la maga, Kum Kum, fino al telefilm Love Boat. Poi ci sono due sigle della Rai, Che domenica ragazzi e Aria di famiglia, che abbiamo preso dalla trasmissione che con Banfi ho fatto io e che si chiamava appunto Che domenica ragazzi. Ve lo regalo!».

«Grazie!», diciamo ricevendo in omaggio il CD che per l’occasione ci autografa. Sul retro del CD si legge “Kum Kum” e gli precisiamo con l’occasione che poi «nella canzone è pronunciato “Kam Kam”».

Spiega il Maestro Tommaso: «Si, in quel caso il distributore dei cartoni animati, tra le varie sigle, mi fece vedere quella lì ma era muta: io gli ho detto, “scusa, ma come si scrive, Kum Kum? Ma in americano si legge Kam Kam! Come devo fare io?”. “Kum Kum, Kam Kam!” mi riferì ridendo… Non sapeva nulla…».

 

 

«Si – gli precisiamo da appasionati dei cartoon del Sol Levante – perché Kum Kum è giapponese ma l’edizione giunta in Italia proveniva appunto dall’America ed aveva i credits contraffatti con nomi inventati americani, in una versione distribuita dalla Paramonut. Kum Kum, invece, venne realizzato nel 1975 da Yasuhiko Yoshikazu, un grande innovatore che apportò un notevole passo avanti al character design dell’animazione giapponese».

«Si, infatti chiesi “come si pronuncia?” E c’era un’incertezza tale che alla fine mi dissero loro stessi, “Fai Kam Kam!”. Per me naturalmente mente la pronuncia ‘Kum Kum’ costava in fatica e in realizzazione quanto ‘Kam Kam’», aggiunse il Maestro Tommaso ridendo..

 

«Invece Jet Robot e Space Robot, due serie della Toei Animation di Go Nagai, in realtà, una il seguito dell’altra. Anche lì l’originale nel doppiaggio è pronunciato direttamente “Getta Robot”, divenuto nella canzone “Jet Robot”; mentre nell’originale giapponese il nome è “Getter Robot”, seguendo la pronuncia all’inglese… Due sigle musicali da Lei composte Maestro, diversissime e bellissime entrambe…».

«Me le hanno chieste sempre lo stesso distributore, eravamo amici: queste le ho fatte tutte con lui, mentre ne ho fatte altre con l’RCA come: “Ken Falco”, “Peline”, “Grand Prix il campionissimo” e tante altre».

 

«A noi piaceva molto, in quanto era un po’ diversa, un po’ per un pubblico più ‘adulto’, la sigla di una straordinaria serie Toei ispirata allo stile di Nagai ma firmata dal grande Kazuo Komatsubara, intitolata Gackeen».

«Io le ho fatte un po’ tutte così, pensando che il cartone animato fosse visto dai bambini ma molte volte in compagnia dei genitori… perché, anche se la mamma mette un bambino davanti al televisore o sta a fare un lavoro, sta presente; e allora ho detto: la sigla dev’essere buona per tutti, grandi e piccini».

 

«Poi, sempre quella di Gackeen era anche romantica e a suo modo simpaticamente spiritosa: “Ragazzo si è trovato la ragazza, profonda  è questa solidarietà…”: un tema un po’ adolescenziale ma neanche troppo audace… 

Non si può non ricordare la voce solista, assieme al coro di ragazzini. Ma chi era quell’indimenticabile e mitica voce femminile che cantava Gackeen?».

«Era nientemeno che una mia nipotina, che adesso fa l’architetto in America, che aveva questa voce bella e graziosa. E io gliel’ho fatta fare a lei apposta».

 

«Qualche ultimo ricordo sugli Anime giapponesi…».

Mi ricordo quando io feci una produzione di cui affidai il carico della distribuzione alla Emi, la quale mi ha molto deluso perché, praticamente, non hanno fatto una distribuzione come andava fatta, contro i loro interessi, ed è stata una cosa curiosa che mi ha molto colpito. Però sono cose della vita… capitano!».

 

«Un’ultima domanda: Lei da quant’è che suona, da sempre immagino…».

 

«No, io non ho cominciato da bambino: ho cominciato a 14 anni, perché purtroppo ho avuto una disavventura fisica; io facevo molto sport e a un certo momento ho avuto un attacco alla spina dorsale che non è stato molto ben classificato, se polinevrite o poliomielite leggera, però m’ha bloccato una gamba e in quella circostanza lì ho cominciato a non fare più sport. Già da piccoletto a me piaceva la musica perché suonicchiavo un po’, e allora mi sono ‘riempito’ la vita sempre di più con la musica, ecco… ed è diventata l’attività principale piano piano… io volevo fare l’ingegnere per la verità; infatti ho frequentato a Pisa la facoltà e sono attualmente fuori corso (ridendo…) al quinto anno di ingegneria… e ho 70 anni a ottobre».

 

«Lei ha anche un figlio attore, Michelangelo, che su RaiTre fa le fiction di successo…».

 

 

http://www.michelangelotommaso.com

 

«Eh, be’ si, mio figlio Michelangelo ha avuto molto successo… poi di recente ha fatto il film Saturno contro, diretto da Ferzan Ozpetek che sta andando bene… Quindi siamo tutti soddisfatti…».

 

«Va bene, facciamo gli auguri al Maestro Tommaso e speriamo che ci regali altre delle sue straordinarie musiche. Grazie!…».

 

Daniela Sgambelluri

Mario Verger

 

Qui sotto la copertina della sigla di Peline story cantata dall’attrice doppiatrice  Georgia Lepore. Allegata all’intervista la photogallery con altre copertine di cartoni animati passati.