Intervista a Daniela Sgambelluri di Mario Verger

Hallo Dany! Pronto Web? Qui risponde Daniela Sgambelluri

Daniela Sgambelluri. Giornalista non professionista Freelance. E’ una ragazza formosa e mediterranea. Nata a Genova, ci tiene a precisare che ha sangue genovese, siciliano e calabrese. Gli occhi sono grandi ed espressivi. Il naso è simpaticissimo, con le sue narici sferiche e pronunciate. Le labbra, sempre sorridenti ed affabili, sono rivolte all’insù. Il suo sorriso serafico è semplicemente «dolcissimo». La sua voce femminile è ‘dolce’ e ‘calda’ al tempo stesso, da “angelo custode”, da perfetta “fidanzatina degli italiani” (cucina anche molto bene…), anche perché già a 15 anni faceva la speaker presso una emittente radiofonica ligure…

Vive tra Genova e Roma. Fa la webmistress e l’intervistatrice. Diplomata in lingue, (parla 4 lingue) sta ora per laurearsi in una facoltà difficile ed inconsueta quale è Scienze Naturali.

Il suo curriculum sbalordisce per la sua semplicità (e credetemi che Daniela lo è davvero): “Insegnamento privato e in scuole private; Segretaria presso Ditta edile di famiglia; Assistenza per l’infanzia e anziani; Regista tv presso emittente locale ligure; Commessa presso negozio di sport; Speaker radiofonica presso emittenti liguri; Scrutatrice elettorale; Rappresentante per Ditta di Luminarie. Webmistress di vari siti web; Fotomodella occasionale; Ex-Volontaria ospedaliera AVO”. Ed ha diretto anche diversi cortometraggi di genuino impegno sociale: quello sulla ragazza sordomuta, “Le parole del silenzio”, presentato al Genova Film Festival e premiato al VideoFestival Città di Mestre – Venezia come ‘Migliore Opera Prima’, e al CinemaCortoaQuargnento, dove riceve il Premio Stati Generali di Alessandria. Come anche il secondo, “Flam – l’inganno”, sulla figura di una ragazza fragile che usufruisce di stupefacenti, presentato al MilanoFilmFestival. E molti altri. E nel ’98 la troviamo in concorso anche come sceneggiatrice al lungometraggio “L’edera alla luce” al Premio Solinas. Scrive anche molte poesie, sin da ragazzina. Le piace dipingere, suonare la chitarra e la tastiera. E navigare su internet e fotografare. Grandi riscontri hanno avuto le sue “Ripetizioni online”, nelle quali ha messo a disposizione gratuitamente il suo talento di insegnante per aiutare i ragazzi di tutte le età a migliorare l’andamento scolastico…

Ma poi stupisce ancora: in un sito in lingua inglese compare anche come “female model Daniela Sgambelluri portfolio”. E la troviamo anche a sfilare indossando eleganti pellicce per un negozio di Milano. Tempo addietro è comparso anche un suo calendario. Con molte foto diffuse anche su internet. Le foto, che ho avuto occasione di visionare, sono assai curiose. Foto artistiche da un lato ma corroborate da un pizzico di esibizionismo, che non guasta. Altre che la ritraggono, sono assemblate a fotomontaggi, con aggiunte di farfalle e immagini floreali dal sapore quasi surrealista. E altre, dove si vede il suo enorme didietro che non ha nulla da invidiare a quello di Valeria Marini. Foto, in parte, di nudi dove si intuisce… Ma mai volgari. Nel suo curriculum, fra gli Hobby, Daniela scrive «adoro… nuotare, guidare l’automobile e cucinare», Beh… non sono forse questi i tre maggiori sinonimi che indicano la vera natura di donna? E mi confida velatamente di esser molto romantica, ma se vuole: «Conosco la scienza delle scienze…». Dice anche che, rispetto al modello dei “bei ragazzi”, lei si è sempre sentita attratta dalle persone non sui generis, in particolar modo dagli “artisti” – come lei stessa afferma. Forse perché è idealista, forse perché suo padre è un apprezzato pittore, anche se in seguito si è messo a fare l’imprenditore nel capoluogo ligure.

Lei però ha, fin dall’infanzia, anche un’altra grossa passione: il doppiaggio. La sua passione nacque da piccolissima quando scoprì il fratello maggiore appartato in cameretta col proiettore, intento a “doppiare”, in presa diretta, il suono di un vecchio filmino muto di Walt Disney col mitico registratore a bobine “Geloso”. “Formatasi” da ragazzina all’epoca dei cartoni giapponesi (chi non associa a Candy Candy la voce di Laura Boccanera?), ha scoperto un mondo sommerso: quello del doppiaggio italiano, tanto che il popolarissimo sito di SuperEva le affida una “sezione” di Intrattenimento e Spettacolo, della quale Daniela Sgambelluri, è ideatrice e autrice: la ‘Guida Doppiaggio e Doppiatori’. La sezione degli Attori – Doppiatori è un successo immediato, con punte di 5000 visitatori giornalieri, tanto da diventare in breve tempo un appuntamento fisso per gli appassionati di doppiaggio. Daniela a questo punto ha un’ulteriore idea. Lancia in internet una petizione (riportata anche in inglese su siti stranieri), affinché i nomi dei doppiatori vengano inseriti nei titoli di testa dei film. Segue l’apprezzata “Web TV”, “Voices - Voci in action”, dove in fase realizzativa vi sono 20 minuti di piccole trasmissioni o cortometraggi quotidiani dedicati a ciascun doppiatore. Dopo le interviste a personalità del mondo del doppiaggio, quali Roberto Chevalier, Stefano De Sando, Claudio G. Fava, Maria Pia Di Meo, Cristiana Lionello, Daniela Calò, Daniela Morozzi e Gianni Ferreri (Distretto di polizia 6), Marzia Ubaldi … Daniela ormai è una navigata esperta e la troviamo con disinvoltura a girare i suoi speciali per Sky negli Studios di Cinecittà intervistando i più famosi doppiatori italiani. Evviva Daniela Sgambelluri! ( Mario Verger)

Intervista a Daniela Sgambelluri di Mario Verger

“Daniela Sgambelluri”, come mai ti sei iscritta ad una facoltà affascinante però anche difficile, particolare, specifica, come Scienze Naturali? Il diplomarmi in lingue, inusitatamente, ha fatto nascere in me la voglia di studiare le Scienze Naturali, gli aspetti biotici e abiotici del nostro bellissimo pianeta. Frequentavo un liceo sperimentale, studiavamo molto le lingue ma anche le altre discipline, soprattutto quelle scientifiche. L’episodio chiave che mi accese l’amore per le scienze, oltre all’amore che ho sempre avuto per i documentari di Piero Angela, fu un complimento da parte della mia professoressa di matematica e fisica del liceo; premetto che alle medie inferiori non ero molto brava in matematica, mentre dalle superiori in poi, ho avuto un miglioramento, merito di questa professoressa che mi ha insegnato ad amare le scienze e a credere nelle mie capacità di ragionamento e nel non lasciarmi tediare dalla discontinuità che spesso mi affliggeva fin dalle scuole elementari: alternavo periodi di intenso studio con buoni profitti a periodi ricchi di deconcentrazione con profitti scarsi portati anche da una non tranquillità familiare; ho sempre ammirato le persone costanti, purtroppo solo ora sto imparando ad esserlo. Ma cosa ben più curiosa è l’aver scoperto che il binomio studi scientifici e arte spesso era ricorrente in molti creativi come me… questo trait d’union tra arte e scienze della vita è spesso ricorrente. Per un certo numero di anni purtroppo ho tralasciato questi studi universitari per vari impegni ma da qualche anno ho ripreso e questo dovrebbe essere l’anno della laurea, vecchio ordinamento indirizzo conservazione della natura e delle sue risorse; mi mancano pochissimi esami ma purtroppo sono molto impegnativi, sto studiando discipline come l’analisi matematica, la chimica organica e inorganica e la fisica… sono sempre alla ricerca di un metodo di studio e purtroppo la scuola e l’università spesso e volentieri non ci aiutano, sebbene sia un aspetto fondamentale per un buon studente, la scuola purtroppo non insegna a studiare in maniera efficace senza perdere troppo tempo e senza entrare in paranoia. Spero di concludere al più presto questo percorso universitario, pullulante di ostacoli e di momenti di abbattimento, il giorno della laurea sarò felice solo per un aspetto: nell’essere riuscita a superare i miei limiti, essere riuscita a concludere un percorso difficile che né la mia famiglia né i professori della scuola dell’obbligo avevano all’epoca preventivato per me.

Tu però dai anche lezioni private di italiano, francese, inglese e spagnolo…
Ho una lunghissima esperienza nel campo dell’insegnamento privato, le classiche ripetizioni e doposcuola, ma ho insegnato anche presso scuole di recupero, persino l’italiano per studenti stranieri. Insegnando molteplici discipline ho sempre cercato di mettermi dalla parte dello studente, che molto spesso era quasi un coetaneo avendo io iniziato a 15 anni… insegnando ai ragazzini delle medie dell’epoca. Mi piace molto insegnare, ma insegnare alla mia maniera, certo la terminologia è importante, ma io spesso taglio tutto quel linguaggio forbito tanto amato e sfoggiato da illustri professori… chi viene da me mira alla comprensione e quindi a mio avviso un buon insegnante deve rendere, con parole molto semplici, accessibili, inerenti a qualsiasi tipo di argomento, un discorso spesso, o sembra quasi, volutamente reso ostico dagli stessi insegnanti i quali talvolta non hanno la capacità di incuriosire e catturare l’attenzione del discente, anche di quello più distratto. Precipuo è usare un codice che deve variare anche da alunno ad alunno, gli alunni non sono tutti uguali… a mio avviso i docenti di ruolo dovrebbero affiancare alla propria laurea e alla propria specializzazione anche esami di psicologia e ciò per non compromettere o turbare le giovani menti. Non solo un medico può far danni ma anche un pessimo insegnante o maestro delle elementari può compromettere l’esistenza di un individuo; sono anni molto delicati quelli della formazione scolastica, anni spesso troppo presi alla leggera sia dal corpo docente sia dai genitori, ovviamente sto generalizzando non è sempre così ma diciamo che spesso e volentieri è così, in base almeno alla mia esperienza diretta. Infine, è da citare il grave problema dell’università e della scuola, il non collegamento con il mondo del lavoro: una tragedia dei nostri tempi.

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Foto intervento ritraente Daniela Sgambelluri, in testa al presente articolo, è stata rielaborata graficamente da Mario Verger , cliccare per ingrandire l’immagine

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