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Intervista esclusiva al Cartoonist Gibba

Abbiamo chiesto a Gibba, il Grande Pioniere dell’Animazione Italiana, di parlarci di alcuni attori e doppiatori che, dal 1946 ad oggi, prestarono la voce ai suoi celebri cartoons

Intervista esclusiva al Cartoonist Gibba
di Daniela Sgambelluri & Mario Verger

Maestro Gibba, lei esordì giovanissimo nel 1946 con “L’ultimo sciuscià”, nel quale, il piccolo protagonista era doppiato nientemeno da Luciano De Ambrosis, ancora bambino, già interprete principale de “I bambini ci guardano” di Vittorio De Sica.

Come avvenne l’incontro e che ricordo ha di De Ambrosis?

Luciano de Ambrosis – Un bambino dolce e riflessivo, dall’espressione perennemente triste (aveva perduto da poco la mamma), suo padre, che lo seguiva dietro le quinte, era operaio alla FIAT. Aveva 5 anni ed io, che facevo la comparsa per divertimento come tutti i miei compagni di scuola di Alassio, di anni ne avevo 17.

Lo rividi 5 anni dopo in sala doppiaggio, alla Cufaro di Roma, interprete del piccolo Sciuscià.

Ho rivisto De Ambrosis 53enne nel 2000, ad Alassio, alla presentazione della copia restaurata de “I bambini ci guardano”, doppiatore affermato.

Sempre ne “L’ultimo sciuscià” vi è un soldato americano che parla con un accento tipicamente “americanizzato”. Sembra la voce di Stanlio. E in effetti chi lo doppiò è Mauro Zambuto, straordinaria voce di Stan Laurel. Che ricordi ha di lui?

Mauro Zambuto – Un vago ricordo personale in quanto nello “Sciuscià” la sua prestazione si risolse in due sole battute dette alla maniera di Stanlio: “Sigaro?”; “Quanto costa?”

Poi aiutato da un altro grande dell’animazione, Niso Ramponi, realizzò nel 1952 anche una sua personalissima e indimenticabile versione di Rascel a cartoni in “Attanasio cavallo vanesio”. Come avvenne l’incontro con Renato Rascel e come lo ricorda.

Renato RASCEL – Il primo incontro avvenne al Teatro Sistina durante le prove pomeridiane della Rivista. Renatino, persona simpaticissima sulla scena, vivace e scherzosa non priva d’ironia anche verso se stesso. Dietro le quinte, sulle prime, lo vidi preoccupato per l’esito dell’esperimento: quello di tradurre in disegno animato un quadro della rivista. Mi sembrò che fosse amato, ma temuto dai suoi compagni di scena… meno dalle compagne. Ricordo quando venne allo Studio a vedere i primi disegni. Si divertì molto, assieme a Giovannini, nel vedersi caricaturato col suo bel nasone. “A Gì, me raccomando!” mi disse Rascel allontanandosi sorridendo.

Passiamo alla Corona Cinematografica: il suo primo cartone che realizzò nel 1960 per il produttore Ezio Gagliardo, anticipando di trent’anni “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”, fu il mediometraggio a tecnica mista 100.000 leghe nello spazio, con protagonista il piccolo Roberto Chevalier. Che ricordo ha di lui?

Roberto Chevalier – un simpatico bambino dai capelli rossi, vivace e simpatico. Serioso… professionalmente. Seguito passo passo da una madre assidua e premurosa. L’ho rivisto ormai grande in veste di giovane attore. Si dedica con successo anche al doppiaggio.

Sempre alla Corona, le venne affidata dagli americani la realizzazione dei Popeye, in cui il mitico Braccio di Ferro era doppiato da Enrico Maggi…

Enrico Maggi – Ricordo solo MAGGI quando mi doppiò in seguito roba per la RAI, la serie (Barzellette storiche?)…

Sempre per la Corona, nel 1972, realizzò la versione animata di Robinson Crusoe, nel lungometraggio Il Racconto della Giungla, firmato insieme a Victor Antonescu. Robinson era doppiato dal grande Willy Moser. Pochi anni dopo il successo è alla grande con la voce del ranocchio Kermit nei Muppets Show. Ci parli di Moser che prestò la voce a un altro protagonista di un suo famoso cartoon…

Willy Moser – Bravo doppiatore e abile modulatore di vocalità. Oltre ROBINSON doppiò altri personaggi, sia nel NANO e la STREGA, sia nel KIM.

Un altro suo celebre personaggio dell’epoca di Carosello era Motorino, doppiato dal grande Franco Latini. Che ricordo ha di lui?

Franco Latini – con Franco, grandissimo doppiatore di personaggi animati, avevo stabilito un bel rapporto d’amicizia. Dire di lui: persona simpaticissima e arguta, professionista impareggiabile è semplicemente riduttivo.

I ricordi sono tanti.

Nel Suo film-cult Il Nano e La Strega – il primo lungometraggio erotico a cartoni animati ed uno dei lungometraggi storici del cinema d’animazione – troviamo anche un “cast” d’eccezione: Oreste Lionello che dà la voce al Nano Pipolo, e nella veste della Strega Merlina, Miranda Bonansea.

Il grande Enrico Bomba ha fatto l’adattamento dialoghi…

Ce ne parli…

IL NANO E LA STREGA – tengo a sottolineare che non è un film. E’ la falsariga di quello che avrebbe dovuto essere e non fu per la solita improvvisa mancanza di quattrini, che ha sempre caratterizzato quasi tutte le lavorazioni di disegni animati in Italia, massimamente a Roma. Ricordo con grande amarezza di essere stato costretto a rabberciare da solo tutte le scene finali (gratuitamente) per non mandare fallita definitivamente la baracca!

Il film, se si salva, in buona parte si salva per l’intervento del bravo Enrico BOMBA e del non meno bravo Oreste LIONELLO, che sopperirono, uno con i dialoghi, l’altro con la voce, alle carenze dell’animazione. Come anche Miranda BONANSEA, prima moglie di Claudio Villa, e doppiatrice la quale, dopo aver doppiato in giovinezza tantissimi film prestando la sua voce sensuale anche a Marilyn Monroe, è riuscita con divertita professionalità a interpretare alla perfezione le smanie della lussuriosa strega Merlina. Fantastici veramente!

Daniela Sgambelluri
Mario Verger

Sempre su Gibba si può leggere la biografia di Mario Verger:

http://cinemino.kaywa.com/mario-verger/gibba-80-anni-nella-cinecitta-di-cartone.html