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Intervista esclusiva a Massimo Corvo

" ... Doppiare Bruce Willis é sempre un piacere, amo molto la sua recitazione perché è semplice, essenziale e al tempo stesso mai banale. Devo fare sempre molta attenzione a tenere una voce leggera per non alterare l'originale ... ho iniziato a doppiare all'età di vent'anni perché ho sempre amato il cinema e le sue voci storiche. Ma la mia vera fortuna è stato il corso di doppiaggio del Gruppo Trenta. Ho avuto l'opportunità di crescere vicino a nomi quali Renato Izzo, Peppino Rinaldi, Fede Arnaud ... Per almeno due anni l'emozione mi ha paralizzato, ma devo ringraziare Renato Izzo per avermi "maltrattato" insegnandomi il mestiere ... Attualmente sto scrivendo "La Pensione Silla II". Spero di poterla mettere presto in scena a teatro con l'aiuto di Francesca Draghetti. Penso spesso alle persone non vedenti e al loro sviluppato senso dell'udito. Penso a una telefonata che mi fece una ragazza; disse di aver "sentito" il film attraverso la mia voce. Non vivevo un buon momento, ma quei complimenti rinnovarono in me l'entusiasmo per fare sempre meglio ... "

DANIELA: Massimo, per noi che ci occupiamo di doppiaggio e di attori doppiatori da esterni, è veramente un piacere poter intervistare uno tra i migliori attori doppiatori che possiamo vantare in Italia. Qualche settimana fa è andato in onda su Canale 5 , in prima tv, un filmissimo “Hostage” uno straordinario Massimo Corvo doppia Bruce Willis. Che ricordi ha delle emozioni al leggio durante l’edizione italiana di questo movie?

MASSIMO: Doppiare Bruce Willis é sempre un piacere, amo molto la sua recitazione perché è semplice, essenziale e al tempo stesso mai banale. Devo fare sempre molta attenzione a tenere una voce leggera per non alterare l’originale. Non sembra, ma è dotato di molta autoironia! L’emozione più grande l’ho provata nella prima scena del film, quando lui negoziava per evitare una strage familiare. Mi ha colpito molto il passaggio dalla sua sicurezza iniziale, alla disperazione per il fallimento. Io non ho mai amato la tecnica fredda nel doppiaggio, e immedesimandomi nel personaggio ho perduto la voce per dare verità alla scena.

DANIELA: Andando a ritroso nel tempo ci può raccontare come è approdato al doppiaggio, le prime emozioni davanti al leggio e poi i film o gli attori stranieri che l’hanno emozionata più di altri? Quali attori stranieri reputa realmente bravi attori, quali a suo giudizio sono più simili al suo personale modo di recitare ?

MASSIMO: Bisognerebbe scrivere un libro per rispondere…In sintesi: ho iniziato a doppiare all’età di vent’anni perché ho sempre amato il cinema e le sue voci storiche. Ma la mia vera fortuna è stato il corso di doppiaggio del Gruppo Trenta. Ho avuto l’opportunità di crescere vicino a nomi quali Renato Izzo, Peppino Rinaldi, Fede Arnaud … Per almeno due anni l’emozione mi ha paralizzato, ma devo ringraziare Renato Izzo per avermi “maltrattato” insegnandomi il mestiere. Un giorno la figlia Rossella, dopo qualche anno che facevo ‘brusii’, scommise su di me e mi fece doppiare John Candy in “Un biglietto per due”. Fu una fatica inaudita! Gli attori che preferisco doppiare sono Jean Renò (in particolare in “Leon” è stata un’emozione grande), Bruce Willis (ne “Il quinto elemento”, un grandissimo film), Vin Diesel di “Pitch black”, l’indimenticabile Morpheus di “Matrix”, la Bestia di Walt Disney.
Grandi emozioni che rimarranno per sempre scolpite nei miei ricordi. Non trovo somiglianze con la mia recitazione in nessuno perché penso che ogni attore sia unico.

DANIELA: E’ nato da poco tempo il suo sito ufficiale e quindi invitiamo tutti i nostri utenti e appassionati a visitarlo digitando l’url: www.massimocorvo.it Come nasce l’idea di un sito, quali sezioni o novità sono previste per gli appassionati?

MASSIMO: Essendo un uomo primitivo, il sito quasi mi spaventa! Alcuni amici mi hanno “costretto” a metterlo in rete (si dice così?). Per me è più un’occasione per scambiare ogni tipo di invenzione artistica: infatti ho creato uno spazio per accogliere nuove idee e far sì che la fantasia di ognuno di noi rimanga sempre viva. C’è anche un blog per discutere della nuova serie che sto girando: “Il capitano II”. Prometto di rendere il mio sito una fonte inesauribile di curiosità e divertimento per tutti gli appassionati di spettacolo!

DANIELA: Tra le sue note biografiche leggiamo delle sue prime esperienze artistiche in opere di Fellini, Zeffirelli … che ricordi ha, quali aneddoti può raccontarci?

MASSIMO: In “Fellini otto 1/2″ ero soltanto un bimbo in un asilo, avevo appena tre anni e mezzo e non ricordo granché, mentre ricordo ancora il profumo della mamma ( ‘na bionda che ‘n finiva mai!) che mi spalmava il Vick’s Vaporub sul petto in un carosello. Avevo la stessa età. Nella “Maria Stuarda” di Zeffirelli, avevo circa vent’anni, facevo più parti: il carceriere, lo spadaccino, il la guardia e un decano con poche battute ma con una barba bianca che partiva dalle sopracciglia, faceva il giro dietro la schiena per poi tornare al mento! Consumavo un barattoletto di colla a sera e il dramma durava quattr’ore!

DANIELA: Ha lavorato nel cinema, nelle fiction, in teatro .. al doppiaggio non solo come attore ma anche come dialoghista e direttore ma quando Massimo si sente totalmente libero di esprimere se stesso come artista ?

MASSIMO: Sempre. La libertà di esprimermi la trovo in tutto quello che faccio: nella musica che compongo, nei quadri che dipingo, nelle commedie che scrivo, mentre doppio un film o quando alleno la squadra di calcio dei bambini della mia parrocchia… E’ la vita stessa che richiede e cede energia, rinnovando ogni giorno tutte le cose.

DANIELA: Nella sua biografia lei afferma crediamo , con ironia o bonariamente, che sta meditando di cambiare mestiere , tra le opzioni: il tassista, il tappezziere, l’allenatore … ma le chiediamo, sarebbe veramente capace di lasciare un mestiere difficile e che solo un professionista può fare e che lei sa fare egreggiamente bene come quello dell’attore doppiatore? Un mestiere che non considererei poi così tanto nell’ombra, stiamo notando un graduale cambiamento , un interesse sempre maggiore da parte del pubblico grazie alla rete e ai Premi e ai Festival dedicati al doppiaggio … voi dell’ambiente lo state percependo oppure vi sentite ancora un pò nell’ombra, soprattutto a causa dei mass media tradizionali che preferiscono spesso dar rilievo a pseudo artisti?

MASSIMO: Riallacciandomi alla risposta precedente io credo, anche se a volte ci scherzo sopra, che non bisogna legarsi per la vita a un compito preciso; può succedere di tutto, possono mettere i sottotitoli, possono lavorare come attori i passanti della strada (già succede!)…Quindi si può anche cambiare mestiere. Non bisogna dimenticare che il film che noi doppiamo è già stato realizzato. Il nostro è un servizio necessario.Spetta a noi svolgerlo nel migliore dei modi e prima o poi qualcuno se ne accorgerà.

DANIELA: Noi di superEva eravamo presenti al primo Memorial Ferruccio Amendola , presto realizzeremo uno speciale per Sky … e anche lei era presente, che giornata è stata ?

MASSIMO: Ero molto legato a Ferruccio e ho la grande responsabilità di sostituirlo nel dare la voce a Sylvester Stallone. Fu lui a dirmi di prendere il suo posto in “Driven” e non lo dimenticherò mai. Era un maestro, amava la semplicità e la spontaneità. Proprio per questo era un grande. Spero che il Memorial non sia un caso isolato e che possano nascere altre iniziative .

DANIELA: Il regista David Lynch ha dichiarato : “Il doppiaggio è la rovina del cinema. Modifica completamente la sorte, il gusto di un film” . A tal proposito è stata anche aperta una inchiesta sulla rivista online asinc, con interviste dove si focalizza l’attenzione su queste affermazioni. Lei cosa si sentirebbe di dire a questo regista che a nostro avviso, si dovrebbe ricordare, che se in Italia è conosciuto ed è apprezzato questo è stato reso possibile grazie alla traduzione e all’edizione italiana delle sue opere cinematografiche.

MASSIMO: Sono molte le persone che la pensano come David Lynch e a volte hanno ragione: alcuni doppiaggi sono inascoltabili, con dialoghi approssimativi e superficiali o ci sono film che perdono valore con la traduzione. Mi sono trovato a dover dialogare e dirigere l’ultimo film di Paul Verhoeven, “Black book”. In originale parlavano olandese, tedesco, ebraico, inglese e yiddish…Nella conferenza stampa a Roma per l’uscita del film il regista ha sottolineato come il doppiaggio avesse reso esattamente il senso dell’originale. Se vi capita di vedere questo film fatemi sapere che ne pensate…Forse non tutti sanno che il doppiaggio, quando è ben fatto, può dare come per magia l’universalità alle intenzioni, a sentimenti e alle emozioni.

DANIELA: Cosa manca al doppiaggio italiano a suo avviso, quali migliorie sarebbero auspicabili e cosa eventualmente frena tale evoluzione?

MASSIMO: I mali peggiori del doppiaggio italiano sono la fretta; il desiderio sfrenato di risparmiare nella sua realizzazione; la moda di cambiare voce ad un attore per togliere potere contrattuale; la concorrenza a volte sleale nell’accaparrarsi il lavoro, assegnandolo a incompetenti solo per amicizia o chissà cos’altro; questa nuova tendenza a chiamare i ‘talent’, usanza americana che trova il giusto riscontro di incassi perché usa talent veri, mentre in Italia le nostre povere orecchie ascoltano indifese suoni non ben definiti. Non dimentichiamoci mai che il doppiaggio ha a che fare col suono, non con le facce! Difenderei inoltre con più vigore l’autonomia del direttore di doppiaggio nelle scelte artistiche. Piccolo consiglio agli ‘emergenti’: imparate con pazienza questo mestiere, non bruciate le tappe e soprattutto non vergognatevi di fare brusii. La vera scuola comincia lì. E scegliete con attenzione i vostri maestri!

DANIELA: Cosa sogna ancora per se stesso Massimo, sia come uomo sia come artista?

MASSIMO: Sogno una barca, mi piacerebbe trovare il tempo per godermela. Sogno una barca, mi piacerebbe continuare a sognarla perché impegnato nel cinema, nella televisione, in teatro…

DANIELA: La ringraziamo molto per la sua grande disponibilità e infine le chiediamo di lasciare un messaggio per i tanti suoi ammiratori che la seguono con affetto e stima qui sulla rete e una anticipazione su qualche suo futuro progetto artistico.

MASSIMO: Attualmente sto scrivendo “La Pensione Silla II”. Spero di poterla mettere presto in scena a teatro con l’aiuto di Francesca Draghetti. Penso spesso alle persone non vedenti e al loro sviluppato senso dell’udito. Penso a una telefonata che mi fece una ragazza; disse di aver “sentito” il film attraverso la mia voce. Non vivevo un buon momento, ma quei complimenti rinnovarono in me l’entusiasmo per fare sempre meglio.