Intervista a Carlo Martinucci - Appassionato di doppiaggio

" ... Il doppiaggio è un mestiere bellissimo, piacevole e ci si diverte a farlo, ma nel contempo è un mestiere non facile, a differenza di come tanti la possano pensare. Innanzitutto ci vuole tanto sacrificio e bisogna cominciare a fare questo mestiere dalla gavetta, praticando molto le sale di doppiaggio, facendo i cosiddetti brusii, e essere umili nel sapersi confrontare con gli altri colleghi e non sentirsi mai arrivati al capolinea, perchè, come affermava giustamente il grande Paolo Buglioni in una intervista rilasciata su un programma di RaiUno qualche mese fa', ognuno puo' imparare qualsiasi cosa di nuovo, anche persino dall'ultimo collega entrato in sala di doppiaggio, che in quel momento puo' avere la giusta soluzione a un problema che in quel momento puo' sembrare di non facile soluzione ... "

DANIELA: Carlo, parlaci un pò di te, dove vivi, cosa fai nella vita e come nasce la passione per il doppiaggio?

CARLO: Mi chiamo Carlo Martinucci, ho 46 anni compiuti circa due mesi fa’, abito a Carrara, la cosiddetta capitale nel mondo del marmo e da due anni a questa parte, anche la città nominata dal Presidente dell’Endas Dott. Piero Benedetti, a essere designata anche per i prossimi anni a venire ,alla premiazione dei vari leggi d’oro ai doppiatori , che nell’anno di riferimento si sono contraddistinti nelle varie discipline. Sono coniugato e ho due figli, un maschio di 10 anni di nome Gabriele e una femmina di 16 anni di nome Chiara, che attualmente con la scuola che sta frequentando, sta facendo un corso di teatro. Attualmente svolgo una attività che non ha proprio nulla a che vedere con il mondo dell’arte in tutte le sue manifestazioni. Infatti, si tratta di un lavoro da impiegato, presso una Società Import e Export di marmo e granito della mia zona. Come passione, oltre a quella del doppiaggio, ne ho un’altra e cioè: la musica lirica in primis classica, pero’ se mi capita di ascoltare anche un brano di musica moderna piacevole all’udito , non nascondo che lo ascolto anche parecchie volte. (Soprattutto le colonne sonore dei films). Inoltre svolgo un’ altra attività come organista, presso la chiesa del Duomo di Carrara, da circa 30 anni, a livello non professionale ma dilettantistico. Cara Daniela, sin da ragazzo ho sempre sentito dire o letto che questi attori o divi come dir si voglia, oltre ad avere una bella presenza sono famosi anche perchè sanno recitare; e devo essere sincero ho avuto quest’idea, fino a qualche anno fa’, quando mi capito’ di ascoltare, cosi’ per caso, un’intervista fatta a quel famoso e bellissimo attore che si chiama C.Lambert. Fu un trauma, con tutto il rispetto, perchè in quel momento mi sembrava di ascoltare la voce del Grandissimo attore doppiatore Carlo Romano, quando si accingeva a doppiare il grande J.Lewis. A quel punto mi sono chiesto: ma guarda questi sexy simbol, (ma non Tutti per fortuna) che quando li ascolti al cinema e li senti parlare, sembrano degli DEI dello schermo, mentre in effetti nascondono una buona parte della loro popolarità dietro le STRAORDINARIE VOCI E INTERPRETAZIONI DEI NOSTRI GRANDISSIMI ATTORI DOPPIATORI. ( sottolineo queste ultime due parole, senza voler offendere nessuno ). A quel punto, è cominciata in me la curiosità nel voler scoprire i veri volti di quei meravigliosi interpreti, che con la loro maestria ci fanno vivere e apprezzare i vari sentimenti che volta per volta nascono e si susseguono nello svolgersi delle varie situazioni che si stanno vivendo in quel momento nella scena stessa del film.

DANIELA: Sappiamo che hai partecipato alla serata di Premiazione del Leggio D’Oro 2007… ci racconti le tue emozioni, gli aneddoti, gli incontri …? Hai partecipato ad altri Festival?

CARLO: Innanzittutto, è con sommo dispiacere che devo dirti, che per vari motivi non ho mai potuto essere presente alle varie manifestazioni e festival dedicati al settore del doppiaggio, che si sono svolti in questi ultimi anni nelle varie cittadine d’Italia. Cio’ nonostante, ho avuto la fortuna di essere presente per ben due anni consecutivi e cioè, l’anno scorso e il presente, alla manifestazione chiamata Leggio D’oro, che si è svolta nella mia città e cioè Carrara , durante la quale i singoli Attori Doppiatori vengono premiati per le varie attività che fanno parte di quest’arte, come ad esempio: migliore voce dell’anno, gli emergenti doppiatori, la direzione del doppiaggio, il premio alla carriera etc. ( A tal proposito apro una parentesi, per dirti che sono sconcertato nel leggere i nomi dei doppiatori del prossimo film a cartoni i Robinson. OGNUNO DI NOI DOVREBBE FARE IL PROPRIO MESTIERE). A proposito del premio alla carriera, consentimi di ricordare con rammarico il GRANDISSIMO E BRAVISSIMO CESARE BARBETTI, che purtroppo è venuto a mancare in un incidente stradale l’anno precedente, proprio mentre si stava recando a Carrara, per ritirare il premio meritatissimo alla sua straordinaria carriera e quest’anno durante la manifestazione, Francesco Pannofino l’ho ha voluto ricordare con delle immagini, tratte se non erro, proprio da una intervista tratta da un vostro speciale. Secondo me e penso anche per gli altri presenti in sala, è stato il momento piu’ emozionante della serata. Con la sua scomparsa ,il mondo del doppiaggio, ha perso un grande pilastro. Comunque ritornando al nostro discorso, devo confessare che per chi è appassionato a questa arte, essere in un teatro oppure in una piazza e trovarsi a 5 o 6 metri dal palcoscenico, dove ci sono questi mostri sacri, devo dire che è una cosa molto emozionante e coinvolgente. Addirittura, quando Ti avvicini a loro per fargli delle domande, sono Gentilissimi e Cordialissimi e hanno con il loro pubblico una Grande disponibilità. All’uopo, io ho avuto l’occasione di conoscere personalmente: Michele kalamera, Serena Verdirosi, Francesco Pannofino, Roberto Chevalier, Emanuela Rossi, Tonino Accolla, Paolo Buglioni e il Prof. Gerardo di Cola, grande studioso e conoscitore del mondo del doppiaggio, dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

DANIELA: Quali attori o attrici del doppiaggio ami particolarmente e perchè?

CARLO: Per il mio modesto parere, a mio giudizio i nostri doppiatori attuali sono Tutti Bravissimi. Le discriminazioni verso uno/a o l’altro/a vengono fatte, anche perchè essendo abituati per anni ad associare ad un volto di un attore una certa voce, quando questa per vari motivi viene sostituita, noi ascoltatori ci troviamo spiazzati , e il fatto ci induce giustamente, a fare paragoni a favore o contro la nuova voce. Vedi ultimamente il caso Cruise/Chevalier/R.Rossi. ( Pero’ senza togliere niente a nessuno e con grande rispetto verso tutti ). Pero’, se devo proprio risponderti, devo dirti che ho una certa preferenza nei confronti di Roberto Pedicini ( infatti, al gran premio del doppiaggio ha preso il premio del pubblico), perchè secondo il mio punto di vista, (a parte il bellissimo colore della sua voce) è una voce molto duttile che si presta e si addatta benissimo a qualsiasi tipo di personaggio nelle sue piu’ svariate sfaccettature, dal bravo, al cattivo, al comico, al pazzo etc. e si presta molto anche alla caratterizzazione di certi personaggi del mondo dei cartoons. A Roberto accosterei per i soliti motivi anche Francesco Pannofino, Tonino Accolla, Carlo Valli ( A parte i colori della voci, che sono completamente diversi ). Inoltre, ci sono anche i casi speciali, come ad esempio, la grandissima interpretazione che ci offre Roberto Chevalier su Tom Hanks nel film PHILADHELPHIA, dove ci viene trasmessa una interpretazione del personaggio superlativa e nel contempo molto commovente. Quindi nelle svariate sfaccettature di questa materia, cara Daniela, ognuno di loro ha una sua Chicca che in quel momento li ha fatti contraddistinguere per l’interpretazione, per la comicità per la caratterizzazione del personaggio ( Vedi ad esempio, in questo caso per farti un altro nome , Nanni Baldini che rimarrà nella storia del doppiaggio storico e attuale ) .
Per quanto invece riguarda il settore femminile, a parte le storiche figure del settore come ad esempio Lidia Simoneschi, Tina Lattanzi, Dhia Cristiani, etc e le attuali E.Rossi, C.Catani, V.Febbi, G.Izzo, Maria Pia Di Meo, R.Acerbo, C.Boraschi, ormai diventata francese di adozione, che hanno un loro timbro particolare che ci permette di riconoscerLe, le nuove generazioni di doppiatrici, pur essendo brave, secondo il mio punta di vista che concorda con il Prof. Di Cola, certe volte, mi trovo in difficoltà a riconoscere le loro voci, perche’ usano delle sonorità e dei colori della voce che sembrano tutti uguali, pur dimostrandosi bravissime. Comunque penso che sia solo questione di Esperienza.

DANIELA: Sei un appassionato o coltivi in te il desiderio di diventare attore e di specializzarti nel doppiaggio?

CARLO: Sono un appassionato di doppiaggio, perchè sono nato in una città sbagliata per intraprendere questo tipo di discorso perchè se fossi nato a Roma avrei intrapreso questo tipo di strada, cominciando a frequentare il corso di teatro e tutto l’iter che ne consegue per arrivare in una sala di doppiaggio. Comunque, vista la mia esperienza, sto spronando mia figlia che attualmente sta frequentando un corso di teatro con la scuola a non fare i miei stessi errori.

DANIELA: Ti ringraziamo per la tua gentilezza e infine ti chiediamo di lasciare un messaggio per tutti gli appassionati di doppiaggio come te.

CARLO: Un messaggio che voglio lasciare o meglio che voglio riportare a tutti gli appassionati di questo mestiere o a quelli che vogliono intraprendere questa strada, è quello di ribadire il concetto, che piu’ volte hanno già detto tutti gli addetti ai lavori. (Infatti chi meglio di loro, lo puo’ dire?) e cioè che il doppiaggio è un mestiere bellissimo, piacevole e ci si diverte a farlo, ma nel contempo è un mestiere non facile, a differenza di come tanti la possano pensare. Innanzitutto ci vuole tanto sacrificio e bisogna cominciare a fare questo mestiere dalla gavetta, praticando molto le sale di doppiaggio, facendo i cosiddetti brusii, e essere umili nel sapersi confrontare con gli altri colleghi e non sentirsi mai arrivati al capolinea, perchè, come affermava giustamente il grande Paolo Buglioni in una intervista rilasciata su un programma di RaiUno qualche mese fa’, ognuno puo’ imparare qualsiasi cosa di nuovo, anche persino dall’ultimo collega entrato in sala di doppiaggio, che in quel momento puo’ avere la giusta soluzione a un problema che in quel momento puo’ sembrare di non facile soluzione.

Nella foto in alto Michele Kalamera durante l’ intervista tratta dal documentario dedicato al Leggio D’Oro

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