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Intervista esclusiva a Valeria De Flaviis

" ... E' mio padre che essendo direttore di doppiaggio mi ha spinto ad iniziare, voleva che anche sua figlia, come lui, lavorasse nel doppiaggio. La prima volta che sono entrata in una sala di doppiaggio avevo solo 5 anni, ancora non sapevo leggere. Mi ricordo che in sala l'assistente mi stava vicino e mi suggeriva le battute che dovevo dire ... Il lavoro che più mi ha entusiasmato è stato sicuramente il doppiaggio di Jurassic Park. Mi sentivo importante, in sala di doppiaggio era sempre presente una collaboratrice di Spielberg ... "

DANIELA: Valeria, ci racconta come è nata la passione per il doppiaggio , il suo primo giorno al leggio, i consigli eventuali di suo papà Flavio …

VALERIA: E’ mio padre che essendo direttore di doppiaggio mi ha spinto ad iniziare, voleva che anche sua figlia, come lui, lavorasse nel doppiaggio. La prima volta che sono entrata in una sala di doppiaggio avevo solo 5 anni, ancora non sapevo leggere. Mi ricordo che in sala l’assistente mi stava vicino e mi suggeriva le battute che dovevo dire.

DANIELA: Ci ha accennato al fatto che da tre anni ha smesso di doppiare, se non siamo troppo indiscreti, ci può raccontare come mai è approdata a questa decisione?

VALERIA: L’anno in cui terminai il liceo (era il 1999) il doppiaggio non stava attraversando un buon momento. Decisi di iscrivermi all’università per avere un’alternativa. Così ho cominciato a dedicare molto più tempo allo studio che al doppiaggio e poi, finita l’università, ho trovato un lavoro attinente al percorso di studi che avevo intrapreso e così ho deciso di abbandonare il doppiaggio. Ora lavoro come consulente, sono soddisfatta del mio lavoro ma…. mai dire mai!

DANIELA: La ricordiamo in vari doppiaggi citiamo Ariana Richards in Jurassic Park… tra gli ultimi lavori Eri e Sotaru in Inuyasha. Quali aneddoti può raccontarci, quali lavori l’hanno più entusiasmata?

VALERIA: Il lavoro che più mi ha entusiasmato è stato sicuramente il doppiaggio di Jurassic Park. Mi sentivo importante, in sala di doppiaggio era sempre presente una collaboratrice di Spielberg. E poi mi confrontavo con i big del doppiaggio, come Manlio De Angelis, Cesare Barbetti, Roberto Chevalier, Isabella Pasanisi, ecc..


DANIELA: Quali progetti futuri in campo artistico può anticiparci. Cosa si aspetta per il futuro come donna?

VALERIA: Credo che ormai per me il campo artistico sia un capitolo chiuso. Come donna mi aspetto un futuro brillante, sia sul lavoro che in amore.

DANIELA: Suo fratello Fabrizio è un giovane e stimato doppiatore, lo ricordiamo ad esempio come voce italiana di Jamie Bell in “Billy Elliot” ; quale pensiero vorrebbe spendere per lui, cosa si augura per il suo futuro ?

VALERIA: Mio fratello è decisamente bravo, mi piace tantissimo sentirlo recitare. Spero che abbia una carriera brillante sia come doppiatore che come attore.

DANIELA: Quali attori doppiatori o doppiatrici stima particolarmente e con quali ha conservato un buon rapporto amicale?

VALERIA: Sono tanti i doppiatori che stimo, ma quello che stimo più di tutti è il grande Peppino Rinaldi. Da quando sono uscita fuori dal mondo del doppiaggio ho perso un po’ i contatti. L’unico tramite sono mio padre e mio fratello.

DANIELA: La ringraziamo infinitamente per la sua disponibilità e infine le chiediamo di lasciare un messaggio per i tanti appassionati di doppiaggio che pullulano ormai da anni qui sulla rete.

VALERIA: Il doppiaggio è sicuramente un mestiere affascinante anche se talvolta rimane nell’oscurità. Per fortuna in questi ultimi anni stiamo assistendo ad una sua rivalutazione e credo che assumerà una valenza sempre maggiore.

Nella foto in alto la bella e sorridente Valeria con il fidanzato Lorenzo, cliccare per ingrandire l’immagine