Questo sito contribuisce alla audience di

Intervista esclusiva a Fabrizio De Flaviis

" ... Gli insegnamenti che mi ha dato mio padre non si possono elencare, perché lui mi ha insegnato tutto! Dalle basi al perfezionamento, dall'amore per il lavoro all'educazione e al rispetto verso i colleghi... Tutto quanto! Da mia sorella, la voglia di entrare anche io in questo mondo affascinante. Al contrario di alcuni miei colleghi con un padre direttore di doppiaggio, non ho mai avuto alcun timore verso la figura di mio padre come direttore. Io sono sempre stato abbastanza testardo, fin da ragazzino, ma se lui mi diceva una cosa che pensavo non fosse giusta glielo dicevo tranquillamente; era ed è un rapporto assolutamente alla pari, sempre rispettandosi, ma alla pari. Crescendo ho scoperto che molti lo vedono come un direttore rigido e severo, ma non è affatto così, è semplicemente esigente, come è giusto che sia nel nostro campo ... "

DANIELA: Fabrizio, tu sei un givanissimo talento del nostro doppiaggio italiano. Ricordiamo ai nostri lettori che hai dato la tua voce e l’interpretazione vocale a Jamie Bell in “Billy Elliot” e “King Kong” , Eric Lloyd in “Che fine ha fatto Santa Clause?” e “Santa Clause è nei guai” e poi ancora a Kieran Culkin in “Le regole della casa del sidro”e poi ancora “Master and Commander”, “Transamerica”; tanti telefilm e animazioni doppiate citiamo anche “Il Re Leone II: Il regno di Simba” , “Inuyasha - The Movie 2: Il Castello al di là dello specchio”, “Topolino e la magia del Natale” , “Angel” , “Power Rangers Ninja Storm” … ci racconti il tuo primo giorno davanti al leggio, quanti anni avevi, ricordi le tue prime sensazioni?

FABRIZIO: Purtroppo del mio primo giorno di lavoro non ricordo nulla perché avevo soltanto 3 anni e mezzo… Vi posso dire quello che mi ha raccontato mio padre che ovviamente era dietro il vetro a dirigermi: eravamo in un vecchio studio di doppiaggio che ora non c’è più, a via degli Scipioni, si chiamava la video 2. Era un film francese e facevo il figlio, nel film, di Catherine Deneuve. Chiaramente avevo pochissime battute e venivo aiutato moltissimo dall’assistente che mi segnalava con un colpetto sulla spalla quando dovevo dire la battuta. Ovviamente le battute erano corte e io le imparavo a memoria non sapendo ancora né leggere né scrivere. Mio padre mi ha detto che lavorammo per un’ora e che fui serissimo come un vero professionista! Poi però, appena terminato il turno, mi scatenai correndo intorno al leggìo..

DANIELA: Quali insegnamenti ti hanno saputo regalare tuo papà Flavio e tua sorella Valeria artisticamente parlando? Che tipo di direttore del doppiaggio è tuo papà: severo, esigente oppure vicinissimo e paziente con l’attore del momento che si appresta a dirigere?

FABRIZIO: Gli insegnamenti che mi ha dato mio padre non si possono elencare, perché lui mi ha insegnato tutto! Dalle basi al perfezionamento, dall’amore per il lavoro all’educazione e al rispetto verso i colleghi… Tutto quanto! Da mia sorella, la voglia di entrare anche io in questo mondo affascinante. Al contrario di alcuni miei colleghi con un padre direttore di doppiaggio, non ho mai avuto alcun timore verso la figura di mio padre come direttore. Io sono sempre stato abbastanza testardo, fin da ragazzino, ma se lui mi diceva una cosa che pensavo non fosse giusta glielo dicevo tranquillamente; era ed è un rapporto assolutamente alla pari, sempre rispettandosi, ma alla pari. Crescendo ho scoperto che molti lo vedono come un direttore rigido e severo, ma non è affatto così, è semplicemente esigente, come è giusto che sia nel nostro campo.

DANIELA: Oltre al doppiaggio ti sei dedicato o vorresti dedicarti anche al teatro, al cinema , alle fiction?

FABRIZIO: No, teatro non ne ho mai fatto e anche l’attore praticamente mai. Un po’ per scelta, un po’ per pigrizia. Diciamo che se mi capitasse un’occasione la sfrutterei, però non me le vado a cercare, ecco.

DANIELA: Che tipo di studi hai frequentato, che liceo … sei iscritto oppure intenderai iscriverti anche a qualche facoltà?

FABRIZIO: Da 2 settimane finalmente sono un uomo libero, nel senso che ho finito il liceo classico con l’esame di maturità e adesso mi godo l’estate. Intenzioni per il prossimo anno: viaggi e lavoro! Poi si vedrà…

DANIELA : Oltre alle persone della tua famiglia quali attori doppiatori o doppiatrici stimi particolarmente e con quali sei più in amicizia?

FABRIZIO: Se dovessi citare tutti i colleghi che stimo non basterebbe una pagina! Posso dire quelli che più mi hanno fatto da “padri” e da “madri” ai turni di doppiaggio in tutti questi anni: Per esempio Luca Ward e Claudia Razzi (Luca mi insegnò un metodo per piangere recitando), il grande Pino Colizzi, con il quale ho avuto tante volte il piacere di parlare a casa sua, Emanuela, Massimo e Riccardo Rossi, Francesco Pannofino, Alessandro Rossi… Tutti una grande famiglia per me. E’ questo il bello del mio lavoro, che conosci tantissimi attori e
direttori diversi e puoi prendere il meglio di ognuno di loro! Per quanto riguarda i ragazzi con cui sono più in amicizia sicuramente ci sono Gabriele Patriarca, i fratelli Puccio, quei due matti dei Perino…

DANIELA: Da giovane interprete del nostro doppiaggio italiano cosa reputi veramente fondamentale per poter svolgere al meglio la tua professione? Eventuali migliorie che vorresti venissero apportate al settore?

FABRIZIO: Direi che la cosa fondamentale per lavorare bene e al massimo delle proprie capacità, sia quella di avere intorno gente capace e competente. Cosa che purtroppo, soprattutto in questi ultimi anni, non si ha sempre la fortuna di avere. Migliorie da apportare al mio settore ce ne sarebbero a decine.. non ve le posso elencare tutte, ma una ve la dico: per esempio eliminerei il vincolo che hanno le società importanti nella distribuzione degli attori in un film. Quando ad una società viene affidato un film, quest’ultima lo affida ad un suo direttore, il quale, solitamente, deve chiamare i doppiatori della stessa società, mentre magari le voci di altri doppiatori, che però sono liberi professionisti, potrebbero stare meglio sui volti degli attori del film. Questo secondo me sarebbe già un passo avanti. Poi bisognerebbe anche ricordarsi come si lavorava 20-30 anni fa; le cose erano molto diverse allora, come dice sempre mio padre.

DANIELA: Ti ringraziamo molto per la tua gentilezza e disponibilità nei nostri confronti e infine ti domandiamo se puoi lasciare un messaggio per tutti gli appassionati sulla rete che ti seguono con affetto e un consiglio per i giovani aspiranti doppiatori che come te nutrono la passione per questa specializzazione dell’attore.

FABRIZIO: Per come sono fatto io di carattere e per come conosco il mio lavoro che è sembre molto nell’ombra, non riesco a immaginare che ci siano persone che seguano me! Certo può farmi soltanto piacere e le ringrazio tantissimo! Sono troppo giovane per dare consigli, ma la cosa che posso dire a tutti quelli che hanno questo sogno è che, anche se ad alcuni può sembrare un lavoro abbastanza semplice e di facile apprendimento, non lo è per niente, anzi, è molto serio. Per raggiungere degli obiettivi nel doppiaggio ci vogliono 3 cose: determinazione, umiltà e talento! Ti ringrazio molto per questa possibilità Daniela, mi ha fatto piacere! A presto, Fabrizio De Flaviis

Sul mondo dei doppiatori la scheda artistica di Flavio:

www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocifdf.htm

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • james blurry

    24 Feb 2009 - 20:17 - #1
    0 punti
    Up Down

    Mah, nell’intervista mi sembra proprio un ragazzino. E anche piuttosto raccomandato…
    tant’è vero che lavora su film di terza categoria.

  • 24.00

    26 Feb 2009 - 19:30 - #2
    0 punti
    Up Down

    Sì è indubbiamente un ragazzino, anche piuttosto raccomandato, che mi manca…