Clint Eastwood & Michele Kalamera

A Carrara, durante le riprese realizzate per il documentario "Leggio D'Oro 2007" che ha avuto un buon successo di ascolto e di consensi presso emittenti Sky per tutta l'estate ... abbiamo incontrato un grande del doppiaggio italiano: Michele Kalamera, tra i vincitori del Leggio 2007 ... Di Michele, ci ha colpiti sia la sua signorilità , il suo modo molto educato di esprimersi a gesti, dal baciamano galante, come un uomo d'altri tempi, sia nell'esprimersi verbalmente. Qualche ora prima della premiazione , fuori dal Teatro Animosi di Carrara, veniamo raggiunti proprio da lui accompagnato dal grande Gerardo di Cola, studioso e grande appassionato del doppiaggio, amico di Michele, che abbiamo avuto l'onore di conoscere e anche di intervistare l'anno scorso per la guida ... L'intervista a Michele Kalamera, o meglio la videointervista realizzata da Daniela Sgambelluri ( intervista e regia) e Riprese / Montaggio a cura di Fabrizio D'Amico è presente in parte all'interno del documentario "Leggio D'Oro 2007 " qui di seguito tutta la parte, in modalità testo, di questa videointervista, solo la parte non presente nel doc per una esclusiva questione di tempi ...

Emozioni per il premio ? ( Chiediamo a Michele ) Premetto subito che sono sempre stato restio ai premi anche perchè ce n’è in abbondanza ma quando sono premi dati con serietà da persone competenti vengo molto felicemente a ritirarli e sono contento di essere capitato in questo posto che non conoscevo … ci sono passato mille volte ma finalmente posso conoscere Carrara e domani la visiterò anche un pò meglio, sono emozionato per essere con dei colleghi simpatici come la Signora Verdirosi, la Signora Di Meo , colleghi che stimo come Sergio Fiorentini, che stimo moltissimo e quindi quando mi trovo in buona compagnia sono più che felice e in questo caso accetto ben volentieri .

Emozioni al leggio? ( Gli chiediamo ) Il doppiaggio non è una cosa fredda , non ci mettiamo di fronte al leggio come se leggessimo il bollettino meteorologico … una volta mi domandò un mio amico negoziante ” Ah ma voi il doppiaggio come lo fate? Vi mettete seduti davanti ad un registratore , leggete e guardate quello che fa l’attore ” … ( ad un tratto fermiamo Michele per un persistente suono di campane di una chiesa presente nelle vicinanze che copre la voce del nostro intervistato e lui stesso sorridente ci dice per tranquillizzarci “ Guardate che le campane vanno benissimo , Pasolini quando ha girato il suo famoso “Il vangelo Secondo Matteo” si sentivano i passeri, le campane, le automobili .. andava bene tutto” e poi Michele riprende il discorso interrotto ) … un vero doppiatore, un bravo doppiatore che ama il proprio mestiere seguendo l’attore straniero si emoziona veramente ma non è proprio come dice il mio amico negoziante … bisogna diventare come degli elastici, “correre” quando loro corrono , andare lentamente quando loro vanno lentamente , immedesimarsi nei personaggi che loro interpretano … l’emozione avviene quando si doppiano bravi attori … poi cerchiamo di emozionarci anche con gli attori che non sono molto bravi perchè questo è il nostro dovere … dobbiamo migliorarli .

Chiediamo in seguito a Michele quali attori stranieri predilige e lui ci risponde: ” Abbiamo oggi degli attori straordinari .. una volta avevamo i divi, attori famosi per una faccia : Clark Gable , Gary Cooper, Tyrone Power … diventavano famosi più per le facce che per la loro bravura, oggi abbiamo degli attori straordinari come Dustin Hoffman , come Al Pacino , questi sono i grandi attori … abbiamo delle attrici straordinarie, come sappiamo tutti , Meryl Streep … ( si interrompe ancora dicendo ” io non sto guardando in macchina ma sto guardando la mia bella intervistatrice, noi rispondiamo “fai quello che vuoi” e il mio simpatico intervistatore per cui non so’ se va bene l’immagine così … poi tagliate … e poi riprende il discorso interrotto ) abbiamo degli attori veramente bravi oggi , c’è una generazione di attori stranieri e americani soprattutto preparatissimi, ci sono anche gli attori scadenti ma quello è normale , in tutte le epoche avviene questo.

Gli chiediamo chi secondo lui non è un bravo attore: “ Mah guarda fare nomi è un pò pleonastico … ci sono tanti attori che sono famosi per le loro facce , perchè sono simpatici al pubblico … ci sono certi attori francesi che io non riesco proprio a capire come mai siano diventati i beniamini del pubblico o per un volto o perchè sono simpatici alle ragazze ma sono attori che praticamente non mi dicono nulla .. nel cinema francese ce ne sono tanti di questi attori diventati famosi non si sa perchè , sto parlando di attori giovani sui 30-35 anni perchè ci sono degli attori famosi e francesi straordinari , strepitosi, grossi … ce ne sono tanti … sono più quelli non bravi che quelli bravi …

Pensando agli aspiranti attori doppiatori gli chiediamo un consiglio per loro: ” Un consiglio per i giovani che volessero intraprendere la carriera di doppiatore prima di tutto è essenziale .. come imparare l’alfabeto per leggere o imparare a scrivere, imparare a recitare … condizione fondamentale per un doppiatore che intraprenda questa carriera è saper recitare per la parte vocale … l’attore è fatto di due parti, lo sappiamo tutti: è fatto della parte gestuale e della parte vocale, l’attore doppiatore bravo deve imparare a saper recitare bene per la parte vocale questa è la cosa essenziale .. sempre di più si presentano dei giovani che vorrebbero fare i doppiatori ai quali io dico … ” mah io ti posso presentare all’amico mio direttore , ti posso presentare ad altri colleghi doppiatori che ti sentano ma hai recitato? e loro mi rispondono … “no mai, io vorrei fare il doppiatore” e io ribatto “ma hai frequentato una filodrammatica , hai studiato presso qualche scuola di recitazione” e loro rispondono “no, ma vorrei cominciare con il doppiaggio” … il doppiaggio è semplicemente una specializzazione del mestiere dell’attore , quindi non si comincia con il doppiaggio , si comincia imparando a recitare, almeno vocalmente se si vuole fare i doppiatori e poi si intraprende il doppiaggio … il doppiaggio è una tecnica , quando uno sa recitare , impara poi il sincrono , guardando gli attori, con un pò di esperienza, stando in sala, guardando i colleghi doppiatori … è una cosa che si impara col tempo , non è difficilissimo , anche se molti non sono portati affatto per fare doppiaggio … in passato c’erano dei grandi attori di teatro che si improvvisavano doppiatori ma non sono stati bravi e viceversa oggi ci sono dei doppiatori bravissimi , soprattutto doppiatori che sono cresciuti da giovani facendo il doppiaggio che vogliono intraprendere la carriera teatrale ma non conoscendo nulla del mestiere del teatro purtroppo non sono bravi attori di teatro , sono bravi attori al doppiaggio ma non sono bravi a recitare a teatro.

Cesare Barbetti è stata l’indimenticata voce italiana di Robert Redford , e come ci disse Claudio G. Fava in una nostra videointervista a lui dedicata, gli italiani hanno conosciuto Redford attraverso la voce di Barbetti ma è successo anche a Michele Kalamera di doppiare Redford e lui ci dice: ” Quando ero giovane ,a proposito di Alain Delon, il suo primo interprete ne “Il Gattopardo” fu Sabatini , dopo Sabatini, Delon è stato doppiato da un mio enorme , illustre collega Massimo Turci, Delon l’ho doppiato anche io , sette, otto volte … io da giovane ho doppiato parecchi di questi attori che ora sono diventati famosissimi: Delon, Robert Redford , Burt Reynolds … Clint Eastwood mi ha scelto dal 1976 in poi e l’ ho doppiato quasi in continuazione … ho doppiato tantissimi attori come ho doppiato tantissime serie televisive … … non sò se ricordate una serie per cui vengo spesso osannato ma che a me non è piaciuta tantissimo … una serie che si chiamava “Spazio 1999″ , io doppiavo il capitano Koenig … ho doppiato tantissimi attori giovani che però poi sono stati doppiati da altri colleghi , io facevo parte di una società, si chiamava la S.A.S diretta concorrente della CDC , questi miei attori che io ho tenuto a battesimo sono stati poi doppiati da altri attori della CDC Sefit società della quale fa parte la signora Verdirosi .. ma tutti questi attori famosissimi, agli inizi gli ho doppiati anche io …

Proseguiamo con le nostre domande anche incentivati da Michele stesso che ci dice ” sotto sotto con le domande “ e allora noi proseguendo gli chiediamo quali sono gli attori che preferisce doppiare: “ … Attori che mi piace doppiare molto sono Steve Martin , il comico, e Clint Eastwood che ho doppiato 29 volte tranne l’ultimo ( doppiato da Adalberto Maria Merli ) ” Million dollar baby” perchè essendo morto mio padre , avevo iniziato la lavorazione ma ho dovuto interrompere … ma l’attore che mi diverte di più è Steve Martin, quel comico giovane con i capelli bianchi …sembra anziano per i capelli bianchi ma in realtà è un attore abbastanza giovane , quando l’ho conosciuto ne aveva 40 ora ne ha una sessantina ma ne dimostra sempre molti di più … lui ha dei tempi favolosi per cui a noi doppiatori quando capita di avere degli attori bravi con i tempi giusti, con i tempi recitati splendidamente per noi non è fatica , è fatica solo quando prendiamo una papera … è una soddisfazione doppiare Steve Martin intanto dice diecimila parole al secondo però mi è molto facile doppiarlo perchè mi dà molta soddisfazione , mi riesce di immedesimarmi moltissimo … vent’anni fa Hollywood ha chiamato dei doppiatori per insegnare agli attori americani il doppiaggio ma non c’è stato verso … sono delle “cocuzze” come si dice a Roma … è una cosa che loro non riescono a capire … pensate che Paul Newman nel film ” Il colore dei soldi ” ha perso la voce a metà film e per doppiare se stesso ci ha messo venti giorni , per ridoppiarsi lui, con la propria voce e ha detto ” Io ammiro i doppiatori internazionali che riescono a doppiare tutti gli attori stranieri mentre noi non siamo assolutamente capaci di fare questo mestiere “.

Chiediamo a questo punto se esistano differenze nel doppiare un attore straniero e un attore italiano: ” Riguardo al doppiaggio degli attori italiani ci siamo trovati molto in difficoltà … soprattutto quando non erano bravi in passato .. sentivo prima la signora Verdirosi ( la stavamo intervistando ) che ha doppiato in passato delle attrici che non erano brave a cui lei ha dato molto lustro …… molti attori italiani degli anni ‘50 e ‘60 non erano bravi nel cinema però avevano le physique du rôle ..ma i doppiatori hanno contribuito molto al loro successo vocale e anche cinematografico … ho doppiato Giuliano Gemma, Fabio Testi … e proprio quest ultimo dichiarò che il doppiaggio non gli aveva fatto un buon servizio, quando capitò di ridoppiarlo … io ho detto no, ho detto , fatelo doppiare da lui, visto che gli abbiamo fatto un cattivo servizio invece di contribuire al suo successo … fate che si doppi da solo … perchè dovete sapere che quando giravano i film western in esterni … l’attore aveva bisogno di doppiarsi in sala .. quindi ho avuto delle grosse soddisfazioni da attori italiani che non avevano potuto doppiarsi ma delle grosse delusioni da attori come questi , a cui io avevo dato un certo contributo e dai quali sono stato poi non riconosciuto come uno che gli aveva dato un aiuto , ma come uno che avesse commesso una detrazione nei loro confronti e questo mi ha dato molto fastidio … ne parlavo prima con Gerardo ( si riferisce al suo caro amico Gerardo di Cola ) … come è ridotto oggi il doppiaggio … una volta il doppiaggio si faceva in una maniera piuttosto oculata , si impiegava più tempo, si studiava meglio il personaggio, gli adattamenti erano migliori , tutto si faceva in tempi umani oggi ci troviamo veramente a dover doppiare con una velocità supersonica degli sceneggiati che magari arrivano la sera prima e che non vengono nemmeno adattati , dobbiamo adattarli noi al leggio , non riusciamo nemmeno a renderli credibili , oggi il doppiaggio è diventato una corsa continua soprattutto dei telefilm americani , per cui c’è uno scadimento del doppiaggio, uno scadimento negli adattamenti, uno scadimento nelle direzioni del doppiaggio, uno scadimento nella qualità della recitazione , uno scadimento in tutto … devo dire e spero che questo andazzo finisca perchè, questo va a detrimento non solo nostro ma anche dei telespettatori che usufruiscono del doppiaggio e vorrei solo dire una ultima cosa , sono molto arrabbiato con i critici cinematografici di questi ultimi periodi , soprattutto giovani che continuano a sostenere che bisogna programmare i film in lingua originale , sono milioni gli spettatori, mio padre compreso che è morto qualche anno fa, non si può vedere il film in lingua originale, tranne pochi eletti … il doppiaggio è come una traduzione … dico a questi giovani critici, chi di noi ha letto Shakespeare in lingua originale ? Tolstoj in lingua originale? … un grande romanziere tedesco , … Ibsen … dobbiamo ricorrere ad una traduzione fatta bene possibilmente , se fatta bene l’autore arriva nel nostro cervello … questi signori critici che ce l’hanno tanto con i doppiatori , dovrebbero smetterla, sto parlando dei critici giovani e non tutti, io non generalizzo mai … perchè il doppiaggio è una traduzione come si traducono i libri e tante altre cose … ( e in conclusione vorremmo aggiungere noi di superEva, crediamo che ciascuno di noi sia liberissimo di vedere un film sia nella versione originale sia nella versione tradotta grazie ai dvd, grazie alle sale cinematografiche che proiettano i film in lingua originale e tradotta , grazie ad internet ma il doppiaggio ha un ruolo importantissimo ed è necessario, arriva alla massa, alla stragrande maggioranza di persone che preferisce capire il senso della storia al volo, quella trama che si appresta ad ascoltare e a vedere in tutta tranquillità senza sforzi mnemonici particolari, dopo una giornata intensa di lavoro … è bello anche vedersi un film in lingua originale ma quella crediamo debba essere una scelta individuale e non un obbligo imposto alla massa ).

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