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Tom Cruise & Roberto Chevalier ... ricordando anche Sabani

Proseguono i nostri inediti, per il momento in modalità testo, tratti dalle videointerviste realizzate a grandi del mondo del doppiaggio: questa volta vi riportiamo le parole di Roberto Chevalier durante Voci nell'ombra 2006 , nel nostro documentario parte dell'intervista assieme al momento della premiazione è stata inserita , quella che segue è la parte che non è stata inserita per esigenze di montaggio

” Conoscendo la mia poliedricità , (Roberto parla di Truman Capote) sia il direttore, Filippo Ottoni sia, Davidson il supervisore, dopo aver fatto i provini mi hanno scelto e confermato per la parte e devo dire che mi ha dato una grande gioia farla è stato molto faticoso perchè … come sapete, conoscete tutti la mia voce, è molto diversa da quella che ho spremuto ” sorride” per fare Truman Capote, ispirandomi totalmente a quello che faceva Philip Seymour Hoffman e ha vinto un oscar, non dimentichiamocelo, per questo personaggio … subito dopo Roberto vuole ringraziare anche tutti noi di superEva per il supporto che gli abbiamo dato quando a Roberto non fu data più la possibilità di doppiare Cruise … ma fortunatamente il nuovo lavoro di Tom Cruise, nella versione italiana, avrà la voce nuovamente di Roberto Chevalier in “Lions for Lambs” … ecco qui di seguito il piccolo video del 30 Settembre 2006 con i ringraziamenti di Roberto per noi e per tutti i suoi appassionati e cogliamo inoltre l’occasione per ringraziare gli utenti: ethan707, Filzkin, martinmigli91 … che hanno lasciato un commento per Roberto … video visto al momento più di 800 volte su You Tube e sulla nostra web tv Voci in action : erto Chevalier per noi di superEva Dada.net e per gli appassionati di doppiaggio

www.vocinaction.com

Prosegue Roberto: ” … Il lavoro del doppiatore è ” lacrime, sudore e sangue ” perchè il doppiaggio come tutte le cose si può fare benissimo, bene, male e malissimo dipende non solo dalle qualità del doppiatore ma da quello che il cliente vuole e dal tempo che ti dà per farlo , quindi se il cliente ti chiede un lavoro di qualità, se il cliente ti dà il tempo, ti dà il modo di poterlo fare, e si affida chiaramente a dei professionisti perchè non si può spremere il sangue da una rapa … il lavoro deve essere di prima qualità altrimenti tutto scade di conseguenza noi doppiatori doppiamo diversi attori però la nostra interpretazione, la nostra voce cambia un pò o tanto a seconda del personaggio che fai, dell’attore che interpreti , io doppio Tom Cruise , Tom Hanks , Andy Garcia , Dennis Quaid, il premio per il quale ho preso adesso Philip Seymour Hoffman .. ho cambiato tantissimo la mia voce, la mia interpretazione perchè questo era un personaggio particolare ma anche nell’ambito di questi altri attori la mia emissione vocale , il mio timbro vocale cambiano perchè io imito , faccio quello che fa l’attore , riproduco la sua interpretazione, la sua sonorità, respiro con lui e quindi la mia vocalità la mia emissione è diversa , lo studio, cerco di riprodurlo in quel poco tempo che mi è dato , questo è dovuto anche al mio background come attore , è dovuto al mio grande orecchio, è dovuto ad una particolare natura , chiamatela talento… ci sono tante altre persone , anche più brave di me ma per riuscire in questo mestiere ci vuole tutta questa chiamiamola “catena di qualità” altrimenti non si riesce a riprodurre fedelmente quella interpretazione e si è sempre uguali oppure si sovrappone la propria immagine la propria sonorità al personaggio che si fa e questo è sbagliato … questo era un pò il doppiaggio vecchio stile che si faceva negli anni ‘40 e ‘50: c’erano grandi attori come Gino Cervi, come Rina Morelli come altri grandissimi attori anche di teatro , di cinema che quando doppiavano facevano un pò loro stessi , che interpretavano quel ruolo casualmente in quel corpo che magari era che sò , un nome qualunque, di Laurence Olivier … invece il lavoro vero del doppiatore è rifare quello che fa l’attore, imitarlo , ma non pedissequamente come può fare che sò un bravissimo Max Tortora o un bravissimo Gigi Sabani o il grande Alighiero Noschese ma a livello interpretativo, a livello emotivo e quindi è qualcosa di diverso da una imitazione è una interpretazione simile, è una fotocopia … per poter fare questo ci vogliono delle doti interpretative, recitative e di attore che si formano col tempo e di conseguenza ecco che abbiamo un quadro un pò più complesso che non una semplice imitazione , che non una semplice ripetizione, è una interpretazione artistica però molto fedele all’originale, come deve essere fedele il dialogo, come deve essere fedele anche la direzione del doppiaggio che riproduce in tutti i ruoli , in tutte le sonorità, in tutte le interpretazioni quello che è stato proposto sullo schermo e che è quello che mi trovo a fare anche io quando faccio il direttore di doppiaggio , cercare di riprodurre, con le stesse voci , con le stesse interpretazioni, con le stesse sonorità, quello che è stato il lavoro degli attori sullo schermo ed è quello che deve fare anche un dialoghista chiunque esso sia , anche io quando faccio i dialoghi, cercare di trovare la parola che renda esattamente quello che voleva dire l’autore e accanto alla parola l’interpretazione, e accanto la sonorità, e accanto a tutto questo il colore dell’opera”.

Nella foto intervento Roberto Chevalier tratta dal Doc “Voci nell’ombra” regia D. Sgambelluri , riprese e Montaggio F. D’Amico - Intervista a Chevalier di D. Sgambelluri trasmesso su RomaUno