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La voce di De Niro ... non ama celebrare troppo il doppiaggio

Abbiamo incontrato anche Stefano De Sando, anche lui grande protagonista del doppiaggio italiano e non solo, colui che "ha ereditato" la voce di Robert De Niro dall'indimenticato Ferruccio Amendola ... durante Voci nell'ombra del 2006, quanto segue è la parte inedita che non compare nel nostro documentario ... ritroviamo uno Stefano schietto nel dirci che a suo avviso di doppiaggio se ne parla troppo ... e noi rispettando le sue parole , vi riportiamo quanto ci ha detto

Ci avviciniamo a Stefano, MIGLIOR VOCE CARATTERISTA Voci nell’ombra 2006 per James Gandolfini in “Romance & Cigarettes” … per chiedergli una intervista che inizialmente declina con un secco “No , grazie” dopo qualche secondo ci sorride e con fare burlesco ci fa capire che stava scherzando e così inizia l’ intervista che poteva essere anche una non intervista …

” Il mestiere dell’attore va bene … tutto quanto ma il mestiere del doppiaggio è proprio un percorso che ho scelto come la radiofonia … la voce e l’interpretazione assumono un suono osseo, stai dentro a te stesso, è un servizio molto utile che noi dobbiamo fare molto bene … celebrare il doppiaggio in una maniera molto violenta come si fa negli ultimi anni è una cosa che non mi piace … il mio fruttivendolo ormai mi chiede “mah io posso fare il doppiaggio? … Nel mio condominio otto persone su nove almeno vogliono fare doppiaggio … ormai è una abitudine .. da quando si è preso il coraggio di capire che gli attori stranieri non parlano italiano oramai tutti … le scuole di doppiaggio fioriscono … non è una cosa questa bellissima a mio avviso .. è un bel segnale certo è un segnale buono però la concentrazione e il bisogno di affrontare questo mestiere è qualcosa che ha bisogno di un rigore , anche i Festival , le manifestazioni che parlano del doppiaggio non sono proprio una cosa necessaria , è bene che ci sia un riconoscimento e questo di Finale “Voci nell’ombra” è arrivato alla decima edizione … è un riconoscimento serio, importante , però insomma parlarne troppo , visualizzare troppo il doppiaggio , non è una cosa che secondo me , ce n’è tutto questo bisogno … è bello perchè stiamo facendo questa intervista in un momento di transito scale … allarga un pò fa vedè ( Stefano chiede di allargare l’immagine ) tutto qua dietro ci sono degli straordinari colleghi, tra virgolette, lui dice ( si riferisce ai manifesti sul muro ritraenti i grandi divi della Hollywood di una volta )… qui Stefano racconterà il simpatico aneddoto su Chaplin ( aneddoto che lui racconta nel nostro documentario ) …( ride ) … mi fa tanto ridere … Chaplin è arrivato terzo al concorso dei sosia dei charlotte …. ( continua a ridere e noi con lui ) per chi come me ha scelto di fare questo mestiere dopo anni di teatro , io continuo a fare teatro … oggi è il 30 settembre 2006 , ho fatto un bellissimo spettacolo di poesia , io curo una manifestazione di poesia a Capalbio e sono stato invitato a Borgio Verezzi dove sono tornato quest anno per celebrare il quarantennale , l’hanno celebrato con il mio spettacolo di poesia … ho portato uno spettacolo molto divertente con Franco Castellano, Daniela Poggi, Franco Torrisi, Massimo D’Apporto e tre straordinari musicisti che non relego ma che faccio vivere assieme al percorso della poesia nella scansione metrica delle poesie e invento con loro una scansione musicale dell’evento poesia separato dalla poesia , creando delle atmosfere veramente curiose il pubblico si diverte molto e qui a Borgio Verezzi, Stefano Delfino mi ha invitato quest anno e mi ha mandato poi una lettera dicendo che è stato veramente molto bene accolto il nostro spettacolo di poesia … sempre questa estate ho fatto un altro spettacolo di poesia celebravo due enormi poeti, i monumenti dell’endecasillabo che sono: Dante Alighieri di cui faccio delle visioni dell’Inferno, ho avuto la possibilità di recitare quest’anno col grande Arnoldo Foà, abbiamo fatto un pò di canti dell’Inferno anche quelli con l’uso e la percezione musicale del canto e … l’altro monumento del”endecasillabo Giuseppe Gioacchino Belli … e mi vanto di essere uno di quelli che ne sa un pò dei sonetti del Belli e ho avuto la fortuna e l’onore di essere insieme sul palcoscenico al più grande conoscitore di Belli e quindi mi sono portato un monumento per Dante e un monumento per Belli abbiamo fatto un bellissimo spettacolo … lo riporteremo in giro, spero di poter ritornare a Borgio Verezzi con questo anche … ho finito il musical con Alessandro Preziosi “Datemi tre caravelle”, l’abbiamo finito questa estate ( si riferisce sempre al 2006 ) , abbiamo fatto due spettacoli su Pirandello , riprenderò il musical con Alessandro … e poi ho inserito due, tre serie di doppiaggio che amo molto: sono “I Soprano” e adesso una che va forte, su Rai2 … è “Criminal Minds” molto bella … ma l’aneddoto che resta secondo me nella storia e che mi lega al doppiaggio è questo: io nasco come un fruitore del cinema in una famiglia che non mi ha portato molto al cinema , non si andava molto al cinema ma d’estate accadeva un miracolo, nelle arene estive si celebrava e si celebra ancora ora la visione plein air della cinematografia .. mia madre mi portava in un mese al cinema una volta … io molte sere scappavo, mi mettevo dalla parte del posteggio , c’erano dei platani che dividevano il posteggio dall’arena di proiezione e io mi mettevo là molte sere a sentire il cinema e nel sentire il cinema con la percezione del soundtrack e la percezione di quelle voci magiche del cinema degli anni sessanta io mi sono innamorato di chi parlava dentro quella pellicola e sono diventato il più grande fan di Carletto Romano , di cui nutro un profondo senso di riconoscenza perchè mi ha dato una percezione sottilissima del mestiere dell’attore e del mestiere del doppiaggio”.