Questo sito contribuisce alla audience di

Intervista esclusiva alla dialoghista Antonella Damigelli

Con grande piacere abbiamo intervistato una tra le più stimate dialoghiste italiane , Antonella Damigelli … Antonella ha lavorato con tutti i più grandi direttori del doppiaggio citiano tra i tanti Renato Izzo, con cui è stata Assistente nel film premio oscar “Lezioni di Piano” e l'ultimo di Louis Malle "Vanja sulla 42esima" … ma colei che considera sua grande maestra è Rossella Izzo, che Antonella definisce grandissima attrice: voce di Meryl Streep, Julianne Moore, Susan Sarandon, Carole Bouquet, Andie McDowell e tantissime altre oltre ad essere direttrice e organizzatrice straordinaria e naturalmente regista di note fiction italiane citiamo " Lo zio D'America", "Caro maestro", "Una donna per amico" ... in più di vent’anni Antonella Damigelli ha lavorato come adattatrice di dialoghi italiani in più di 3000 film , miniserie e telefilm , tra i lavori più rappresentativi citiamo film di registi di fama mondiale come Robert Altman, Brian De Palma, David Mamet, Claude Chabrol, Spike Lee … tra le serie tv citiamo: Colombo, Maigret, Poirot, Il commissario Moulin, Nero Wolfe … tra le miniserie "Il caso Dominici", Blanche, Killer net … tra i telefilm CSI,CSI Miami, CSI New York, SIX FEET UNDER, X FILES,STAR TREK VOYAGER, UNA MAMMA PER AMICA, GREY'S ANATOMY, BEVERLY HILLS, SETTIMO CIELO, BONES, DAWSON'S CREEK, UN DETECTIVE IN CORSIA, LASSIE, HAPPY DAYS, MELROSE PLACE, PAPPA E CICCIA, WILLY - IL PRINCIPE DI BEL AIR, THE GUARDIAN, PASO ADELANTE, SABRINA - VITA DA STREGA ….. ma anche telenovelas MILAGROS, LA DONNA DEL MISTERO 2 ...e tantissimi altri lavori . Per diversi anni ha alternato l'attività di assistente a quella di dialoghista, oggi, si occupa esclusivamente di adattamento

Antonella al telefono ci appare come una simpaticissima persona , molto disponibile e gentile , è del segno dei gemelli ascendente leone, come lei stessa ci tiene a sottolineare e dopo i primi discorsi introduttivi iniziamo la nostra vera e propria intervista per conoscerla meglio: 

 

 

DANIELA: Antonella, ci racconti come nasce la tua carriera come assistente e come dialogista? Ricordiamo agli appassionati che hai una esperienza ventennale … raccontaci quali studi ti sono serviti per approdare al mondo del doppiaggio , le prime persone incontrate … quali sono stati i tuoi maestri?

 

 

ANTONELLA: Sono approdata al mondo del doppiaggio per puro caso. A differenza di molti esponenti del settore, doppiatori, assistenti, dialoghisti, non ho una tradizione “di famiglia” che si tramanda da generazioni, come spesso avviene nel doppiaggio. Sono la prima e unica Damigelli e tutti i componenti della mia famiglia si occupano di altro, non ho, come dire “respirato” doppiaggio fin da bambina. Dopo aver conseguito un diploma in lingue, mi ero iscritta all”università, facoltà di lingue e Letterature straniere, e coltivavo l’illusione di riuscire a coniugare gli studi con il lavoro. Avevo trovato un impiego come traduttrice e interprete in una piccola casa editrice, dove curavo i rapporti con i clienti esteri, ed è stato lì che è avvenuto il mio primo incontro cruciale. Ho avuto modo di conoscere un vecchio attore, madrelingua francese, noto per aver doppiato spesso il personaggio del “croupier” in vari film. Un giorno mi ha chiesto se per caso desideravo cimentarmi in qualche traduzione. Io ho accettato, felicissima,  e lui mi ha presentato alcuni dialoghisti della vecchia e storica CDC. La mia prima traduzione, lo ricordo ancora, è stata  un episodio delle mitiche “Charlie’s Angels”, non stavo in me dalla gioia… Per qualche anno ho lavorato prevalentemente come traduttrice e dopo una lunga gavetta, ho provato a passare all’adattamento dialoghi. L’esperimento  è stato un successo, e da lì ho proseguito, fino all’incontro, importantissimo, con Guido Leoni, un dialoghista e direttore storico, che mi ha voluta come sua assistente e collaboratrice. Da quel momento ho alternato il lavoro come dialoghista a quello in sala di doppiaggio, cercando, però, di privilegiare  sempre gli adattamenti, anche se ritenevo l’esperienza in sala a contatto con direttori e attori basilare per la mia crescita professionale. Avevo moltissimo da imparare e la sala è la scuola migliore, perchè vivi “in diretta” il doppiaggio nella sua fase più attiva. Dopo un paio d’anni  sono entrata  a far parte del Gruppo Trenta, dove ho militato in esclusiva per sette anni, sotto la guida di Rossella e Renato Izzo. Nel Gruppo Trenta, società leader del settore in quel periodo, ho potuto fare l’esperienza più formativa della mia carriera professionale. Lavoravo in una società giovane e dinamica in cui si imparava ogni giorno qualcosa, dove veniva dato a tutti modo di esprimere al meglio il proprio potenziale e si privilegiava sempre il lavoro di squadra. Tuttora sento di avere un grande debito di riconoscenza nei confronti della famiglia Izzo e di  Rossella Izzo, in speciale modo, perchè mi hanno dato questa grande chance. Allo scioglimento del Gruppo Trenta, sono tornata freelance. Oggi collaboro con tutte le più importanti società di doppiaggio, con cui  ho rapporti di reciproca soddisfazione, e vengo spesso segnalata e scelta direttamente dai funzionari di rete Mediaset e Rai. Inutile dire, che è davvero una gran bella soddisfazione.  Da quando mi occupo intensamente di doppiaggio, ovviamente trascuro tutto il resto e gli studi, purtroppo, li ho lasciati a metà, ma non si sa mai… potrei anche decidere di laurearmi, prima o poi,   magari prima dei 90… 

 

DANIELA: Tu hai conosciuto Fede Arnaud ? Cosa ci puoi raccontare di questa grande del mondo del doppiaggio e di altri maestri con i quali hai lavorato ?

 

ANTONELLA: Purtroppo non ho avuto l’onore di conoscerla di persona, ma stimavo ed apprezzavo immensamente lei e il suo lavoro. Ma ho avuto il privilegio di lavorare con grandi direttori di doppiaggio come Renato Izzo e Pino Colizzi. Essendo però prevalentemente una dialoghista, considero mia maestra Rossella Izzo, straordinaria attrice e direttrice di doppiaggio, che mi ha insegnato a non restare ancorata alle costruzioni rigide  della traduzione, a non essere schiava dei soliti schemi e a rendere fluido e semplice anche il più complesso dei concetti, a mettere da parte la mia personalità, la mia forma e il mio stile per entrare nel personaggio, vale a dire, far parlare un avvocato come un avvocato, un poliziotto come un poliziotto, un bambino come un bambino. In sintesi, a giocare di più con le parole…

 

 

DANIELA: Hai mai desiderato cimentarti col microfono, hai mai desiderato doppiare?

 

ANTONELLA: Non sono un’attrice frustrata che ha ripiegato sui dialoghi. Non ho mai desiderato recitare, nè lo farò mai. La mia vita è scrivere, e basta. Però, mi è capitato, in un film in cui ero adattatrice e anche assistente in sala, di dare la voce a un piccolo personaggio di contorno, non so tipo l’altoparlante di un ospedale o  una centralinista,  così, tanto per suggellare la mia presenza….

 

DANIELA: A quali attori doppiatori o attrici doppiatrici sei più legata artisticamente parlando e in senso amicale?

 

 

ANTONELLA: Ho tantissimi amici tra attori e attrici del doppiaggio, citarli tutti sarebbe impossibile. Ma in particolar modo, mi lega un’amicizia profonda, oltre un ottimo rapporto professionale, soprattutto a Barbara Castracane, doppiatrice e direttrice di doppiaggio, tra l’altro, della serie di maggior successo dello scorso anno, “Grey’s Anatomy” e Giuppy Izzo, una voce unica che  si lascia plasmare a seconda delle diverse interpretazioni e sfumature del personaggio, per citarne uno su tutti, è l’eroina single Bridget Jones. Fra gli attori, Luciano Roffi, voce di Erik Estrada, “Poncharello”, nei Chips, ma anche di Cristopher Walker, David Bowie, Quentin Tarantino. E poi Loris Loddi, anche lui non ha bisogno di presentazioni, è la voce di Val Kilmer, Robert Downing jr, Tim Robbins, Brad Pitt in Troy. Un mese fa ha ricevuto un premio come miglior voce nel ruolo non protagonista per Alpha Dog….

Comunque, non posso davvero citare tutti, l’intervista diventerebbe lunghissima e vorrei non parlare  delle mie “voci” preferite, perchè farei un torto a qualcuno e solo per motivi di spazio, e come avrete notato, non ho certo il dono della sintesi… Sono  tante le voci che mi piacciono e sono tantissimi gli attori con cui ho uno splendido rapporto professionale e privato… Tra le dialoghiste, la mia amica è Donatella Laureati, adattatrice di serie di successo come Friends, Streghe, E.R…

 

 

DANIELA: Ci racconti quali sono i compiti, nel dettaglio, di un assistente al doppiaggio e dell’importanza del lavoro di equipe con il fonico, il direttore, l’attore … in una nostra intervista con un fonico di doppiaggio egli ci parlava dell’importanza di essere anche un pò psicologi … saper capire anche gli umori, in sala, del direttore, per poter svolgere un buon lavoro …

 

ANTONELLA: L’assistente al doppiaggio svolge prima un lavoro di preparazione e poi uno più attivo in sala di doppiaggio, dove coadiuva il direttore. Tecnicamente la preparazione di un film, consiste nel “dividere” le varie scene, “tagliare” come si dice in gergo, un film in “anelli” e codificare l’inizio e la fine di ogni “anello”. Fino a qualche anno fa, il film veniva segnato in moviola, come sanno perfettamente le assistenti della vecchia guardia come me. Bisognava “effettivamente” segnare sulla pellicola i tagli degli anelli di cui era composta una scena. Oggi il lavoro è accelerato dai supporti elettronici, si segna il time code con cui poi si arriva rapidamente al punto. Dopo questa prima fase, si passa alla preparazione del piano di lavorazione, vengono pianificati i vari turni di doppiaggio, in ogni turno sono raggruppate le scene in cui compaiono insieme gli stessi personaggi. In sala, l’assistente si occupa in generale, di tutta l’organizzazione, in poche parole di far “marciare”  il più possibile il turno, ma il compito  più importante è quello di controllare il sinc degli attori durante le prove e nelle incisioni. La “buona” la decide il direttore, che cura la parte artistica del doppiaggio, ma l’assistente cura la parte tecnica. Perciò il suo ruolo non è poi  così secondario, se un attore è fuori sinc, se la battuta è troppo lunga o troppo corta per l’assistente, bisogna rifarla… Una grande responsabilità, ma anche un bel lavoro di squadra. Come assistente, ho sempre coccolato i miei attori, arrivavo in sala con caramelle, merendine e biscotti, avevo sempre penne e pennarelli di tanti colori da prestare  e cercavo sempre di creare un clima disteso e gradevole per far sentire tutti a proprio agio.  Magari qualche volta ci sono anche riuscita…    

 

DANIELA: Quali tuoi lavori ami particolarmente  ricordare e per quale motivo?

 

ANTONELLA: Forse dovrei citare i miei adattamenti dei  film di registi tra i più acclamati come Altman, De Palma, Chabrol, Mamet, Wang, ma preferisco parlare della mia ultima fatica, “High School Musical 2″ un film della Disney destinato a bissare il clamoroso successo ottenuto l’anno scorso dal primo capitolo “High School Musical”, definito il “Grease del 2000″. Negli USA ha battuto una serie impressionante di record di audience,  e qui da noi verrà trasmesso in anteprima il 29 settembre su Disney Channel, per cui non posso anticiparvi nulla!  E poi sono particolarmente legata ad alcune serie televisive, come CSI, CSI MIAMI E CSI NEW YORK,  e Six Feet Under, X Files, Grey’s Anatomy, tutte impegnative al massimo ma altrettanto gratificanti… E sono specializzata in telefilm che hanno come protagonisti detective e commissari, tipo il tenente Colombo, Poirot, Maigret, Nero Wolfe, Moulin…

 

DANIELA: Quando ti capita, se ti capita, di risentire un telefilm, un film … dialogati da te sia al cinema sia in tv … quale stato d’animo hai? Sei ipercritica con te stessa oppure ti senti spesso soddisfatta del lavoro svolto?

 

ANTONELLA: Dire che sono ipercritica sul mio lavoro è poco, quando sento un mio adattamento in Tv, mi viene sempre un’idea diversa, avrei sempre voglia di cambiare qualcosa,  penso che avrei potuto scrivere un’altra frase, un’altra battuta… Vedo tutti i film e i telefilm che adatto, e mi emoziono sempre al pensiero di aver dato il mio contributo per ricreare la magia del film originale grazie all’interpretazione dell’attore… 

 

DANIELA: Molti giovani spesso ci scrivono rivelando una forte inclinazione verso la tua professione ma lamentano anche il fatto che spesso le scuole che frequentano poi non creino alcun legame con le sale di doppiaggio e il mondo del lavoro … cosa consiglieresti di fare a tal proposito? Alcuni tuoi colleghi spesso ci hanno risposto che è necessario per un aspirante dialoghista rubare con gli occhi , seguire i bravi ma come è possibile fare ciò da perfetti sconosciuti? 

 

ANTONELLA: Tanti ragazzi mi scrivono per chiedermi informazioni, suggerimenti, ma, cercano soprattutto il corso, la scuola, lo stage, il master… Credo che questo sia un luogo comune, tipico forse delle ultime generazioni… Io non sono convinta che basti una scuola per diventare  dialoghista. Bisogna amare scrivere ed essere soprattutto portati, la tecnica si può imparare ma di fondo, dev’esserci un’inclinazione naturale. Come in tutti i lavori creativi o anche “artistici” , l’estro, l’ispirazione, la fantasia, la creatività, non si possono  inventare o ottenere a comando. Equivale a pensare che basta frequentare l’accademia d’arte per diventare un bravo pittore. Imparare la tecnica, aiuta ma è tutto il resto che distingue un fuoriclasse.  Saper scrivere, come saper dipingere, è un dono, che va sicuramente coltivato e migliorato, ma che ha ben poco a che vedere con la tecnica, soprattutto nel nostro settore.

 

DANIELA: Il mondo del doppiaggio è pronto per accettare nuovi adattatori di dialoghi italiani oppure anche questo settore è ormai saturo?

 

ANTONELLA: Sarò lapidaria. Il settore è più che saturo, il numero dei dialoghisti è aumentato esponenzialmente, la domanda è cresciuta molto a differenza dell’offerta che invece tende sempre più a diminuire.

 

DANIELA: Sappiamo che curi anche la fase di traduzione, fase iniziale prima di adattare … ci parli di questa parte iniziale… quanto è importante per te tradurre e adattare insieme e  nel caso ti trovassi ad adattare una traduzione di una lingua a te ignota come organizzi il lavoro? Incontri delle difficoltà?

 

ANTONELLA: Si, traduco dall’inglese, francese, spagnolo e portoghese. Di solito inizio con un primo passaggio in cui preparo un abbozzo di traduzione mentre visiono il filmato, segno le entrate in campo e “prendo le misure” di ritmo e lunghezze. Successivamente, passo a un lavoro di ricerca, se necessario, dell’argomento. Uso molto Internet e una serie di enciclopedie specifiche, e all’occorrenza, mi avvalgo anche dei consigli di esperti, interpellandoli direttamente. Solo dopo dò il via alla stesura definitiva dell’adattamento.

Dal mio punto di vista è fondamentale conoscere la lingua, perchè mi aiuta a capire meglio le intenzioni dell’autore, e a cogliere tutte le sfumature del personaggio, cosa che non potrei mai fare con la traduzione di un altro, dove ti devi “fidare” e “affidare” a un traduttore fino in fondo. Ma questa rimane però è una mia teoria, ci sono grandi adattatori che lavorano su traduzioni, per cui definirei questo mio concetto  “elastico”.  A volte mi capita di adattare film tedeschi, ma mi sono abituata alla lingua tedesca, che è molto schematica, e ha costruzioni che ormai capisco. Invece con tutte le lingue straniere che non conosco mi trovo un po’ in difficoltà, per i motivi che ho appena esposto. Ho rifiutato dei film, anche estremamente interessanti, ad esempio, uno in cinese, con dei sottotitoli che a mio parere erano incompleti, e un altro in arabo, perchè aveva una traduzione molto imprecisa e sommaria che non mi convinceva affatto. Avevo la sensazione di non seguire perfettamente l’attore, di perdere le sfumature e le espressioni del personaggio,  temevo di non poter dare un buon prodotto, che la qualità ne avrebbe risentito. 

 

 

DANIELA: Quando nei titoli di coda, in alcuni film, si leggono i nomi di più dialoghisti, il lavoro in questo caso è un lavoro di equipe oppure ci si divide l’incarico e poi ci si confronta , lavorando comunque in solitudine ?

 

ANTONELLA: Nel caso di serie, soprattutto con un certo numero di  episodi,  è inevitabile che la società distribuisca il lavoro a diversi  dialoghisti, ci sono tempi e scadenze da rispettare. Ma a volte è capitato anche in miniserie e film, sempre per motivi di tempo. Ricordo un film della serie “Tenente Colombo” a cui abbiamo lavorato in tre, io, Ruggero Busetti e Roberto Bedini, perchè la messa in onda era imminente e non c’era altra soluzione. Il film è stato diviso in tre parti, una ciascuno e ci siamo coordinati per telefono. Nelle serie, a volte ci scambiamo informazioni per seguire  meglio la trama, lo svolgersi degli eventi, perchè nel nostro lavoro è normale ritrovarsi, non so, con l’episodio 6 e subito dopo il 10, e dover capire cos’è successo nel frattempo… Il nostro  è un lavoro che richiede impegno, sacrificio e dedizione e che solo chi ha una vera passione può accettare le limitazioni che impone. Noi dialoghisti siamo praticamente sempre  tappati in casa a lavorare, di solito passiamo anche 10-12 ore al computer a scrivere, con monitor e TV sempre accesi. I rischi di bratalgia da telecomando e sindrome del tunnel carpale da mouse sono sempre in agguato, per non parlare del caro collirio… Di certo non è un lavoro per chi non ama la vita sedentaria e non riesce a stare seduto alla scrivania per ore e ore…

 

 

DANIELA: Cosa ci puoi raccontare di te , della tua vita, i tuoi hobbies, le cose in cui credi … cosa ti aspetti dalla vita come donna , allo stato attuale?

 

                                

 Nella foto Antonella fra le sue due care sorelle , a sinistra Ivana e a destra Alessandra

 

ANTONELLA: Vivo a Roma, a due passi dal Colosseo, con il mio gatto Leon, dedico quasi tutto il mio tempo al lavoro. Per il resto, sono attiva come animalista nella L.A.V. la Lega antivivisezione e cerco di aiutare i canili che versano in situazioni drammatiche, soprattutto economicamente, non riesco a collaborare più attivamente perchè entrare nei rifugi di animali abbandonati è un’esperienza troppo traumatica per me. Vorrei approfittare per mandare un messaggio, perchè trovo inutile dire “Non abbandonate gli animali”. Io preferisco dire “Non prendete un cane o un gatto se poi non siete in grado di tenerlo.” Un animale non è un giocattolo, è un impegno serio, per tutta la vita, perciò lasciateli a chi li ama veramente. Se tutti riflettessero su questo e fossero un po’ meno superficiali, forse non ci sarebbero tanti cani abbandonati tutti gli anni.  Ah, curo saltuariamente  anche un paio di colonie feline insieme ad altre persone… insomma, come  diciamo noi romani, sono una “Gattara” felice… Il mio tempo libero, pochissimo in realtà, è dedicato alle persone che contano nella mia vita. Inoltre, sono appassionata e studiosa di astrologia fin da quando ero bambina. Mi hanno definita “L’astrologa del doppiaggio”,  ho fatto l’oroscopo a quasi tutti gli attori, anzi, se c’è qualcuno che manca all’appello e vuole approfittare… Che cosa mi aspetto dalla vita, dal futuro? Di continuare in questa professione con la stessa passione e impegno di ora. Mi sono avvicinata al doppiaggio con molta umiltà e tuttora, dopo anni e anni, non mi considero affatto arrivata, anzi vedo ogni nuovo film e ogni nuovo adattamento, come un nuovo test, una sfida, un ulteriore banco di prova. Il cinema e la Televisione americana sono a livelli altissimi e il nostro lavoro diventa sempre più difficile. Ma anche per questo più stimolante. Mi auguro di riuscire a dare sempre il massimo e di non deludere le aspettative di quanti hanno riposto in me la loro fiducia.  Personalmente, mi considero una privilegiata, in fondo ho avuto la fortuna di fare quello che più desideravo, e di potermi esprimere nella professione che più amo e più adatta a me… Ah, dimenticavo, sto anche lavorando alla sceneggiatura di un noir, molto intrigante, e spero che il progetto prenda corpo…

 

DANIELA: Allora ti auguriamo un “In bocca al lupo” anche per il tuo  nuovo progetto, per la tua nuova sceneggiatura … Ritornando al tuo lavoro, cosa non va a tuo avviso nel mondo dei dialoghisti … cosa dovrebbe necessariamente cambiare ?

 

ANTONELLA: Non mi piace quando questo lavoro viene affrontato con superficialità, come se fosse una parte marginale del doppiaggio, ma per fortuna accade molto raramente. E trovo irritante anche il fatto che  si possa pensare di improvvisarsi dialoghisti dal giorno alla notte, come se fosse qualcosa alla portata di tutti. Ma anche questo, per fortuna, è un’eventualità  piuttosto rara…

 

DANIELA: Spesso il pubblico, almeno qui sulla rete, è ipercritico verso i dialoghisti, spesso gli appassionati non capiscono come mai alcune traduzioni, specialmente nei titoli delle opere, siano tanto diverse , anche nel significato,  dai titoli originali … ti chiediamo ma è sempre “colpa” del dialoghista oppure altre persone dall’alto decidono? E queste persone , è  possibile che non si rendano conto del malcontento del pubblico almeno quello internauta?

 

 

ANTONELLA: Per quanto riguarda i TV movie e i telefilm, il dialoghista presenta tre proposte titoli, che vanno però passate al vaglio dalle alte sfere che poi decidono, i titoli non sono di nostra pertinenza. Nei film destinati al grande schermo, i titoli  vengono decisi direttamente dal committente, il dialoghista non ha alcuna voce in capitolo. Anche i  dialoghi vengono sottoposti alla supervisione e all’approvazione dei funzionari di rete.

 

 

 

Abbiamo concluso questa lunga chiacchierata con la brava e bella Antonella Damigelli alla quale auguriamo di continuare la sua splendida carriera come adattatrice di dialoghi italiani e di realizzare anche i suoi sogni di sceneggiatrice , qui sotto una immagine del suo Leon, guardate che meraviglia,  e per restare in tema di doppiaggio il nome completo di Leon è Leon Damigelli Izzo D’Amico ( Leon è figlio dei gatti  della grande Direttrice del doppiaggio e attrice doppiatrice  Fiamma Izzo D’amico )

 

 

 

Ringraziamo la stessa Antonella per il materiale fotografico presente all’interno dell’intervista. Nella prima foto in alto Antonella con la nipote Ramona, cliccando sull’icona si può ingrandire l’immagine