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Mario Verger ricorda Roberto Del Giudice

Mario Verger ricorda Roberto Del Giudice e qualche aneddoto riguardante la prima serie del doppiaggio di Lupin III svelatogli vent’anni fa dallo stesso doppiatore, scomparso qualche giorno fa.

Mario Verger, regista italiano di film d’animazione, esordì nel 1990 con un omaggio a Lupin in un film 35 mm dipinto a mano, fotogramma per fotogramma, intitolato «Planet 0 – Tribute to Lupin» (vedi la clip www.droni.it/enrico/Lupin/Filmografia/Mario/Mario.htm).

Sempre Mario Verger nel 1996 per Marco Giusti e Enrico Ghezzi realizzò per Fuori Orario e Blob il suo primo mediometraggio animato intitolato «Lady», nel quale vi sono diversi episodi in uno dei quali compaiono Lupin e i suoi amici. (Per vedere l’episodio «Lupin against Tina»
www.droni.it/enrico/Lupin/Filmografia/Mario/LupinAgainstTina.htm)

MARIO VERGER: Risale al febbraio del 1987 (vent’anni fa) la volta che chiamai Roberto Del Giudice al telefono. Italia 1 mandava in onda una nuova serie del famoso ladro gentiluomo, questa volta intitolata “Lupin, l’incorreggibile Lupin”, caratterizzata dalla “giacca rosa”, per intenderci. Nonostante un design volutamente antiestetico e non curante, la regia era stranamente firmata da Shingo Araki (famosissimo autore degli Anime, noto fra l’altro per aver donato un lato delicato e romantico ad Actarus in alcune fra le ultime puntate di «Atlas Ufo Robot», per aver improntato i personaggi di «Danguard» e, nel decennio successivo, quelli de «I Cavalieri dello Zodiaco»).

La nuova serie di Lupin trasmessa nel 1987 dalle reti Mediaset, susseguita a quella di Lupin con la “giacca rossa”, riproponeva dopo anni di assenza dai teleschermi italiani precedendo le puntate inedite con la “giacca rosa”, l’intera prima serie trasmessa nel 1979 intitolata «Le avventure di Lupin III», quella con la “giacca verde”, per intenderci.

Le cose che mi colpirono nel rivederla nuovamente furono due: la prima è che i colori erano più “attufati” e “cupi”, nonché alcune tonalità scomparivano nella nuova versione (inoltre alcune sequenze con Fujiko nuda, presenti della prima serie, erano state censurate, o meglio direttamente eliminate); la seconda è che i nomi e i dialoghi delle medesime storie non erano perfettamente identici ai precedenti mentre Lupin aveva la stessa voce di Roberto Del Giudice.

In altre parole la prima serie «Le avventure di Lupin III» ora inserita nella terza «Lupin, l’incorreggibile Lupin», era stata nuovamente – e a distanza di 8 anni – interamente ridoppiata.

Anche per togliermi diverse curiosità e muovergli delle mie osservazioni, trovai il nominativo di Del Giudice sull’elenco telefonico di Roma e lo chiamai. Fu molto gentile e simpatico (immaginate l’emozione a parlare telefonicamente con… Lupin). In quell’occasione Del Giudice, che era una persona molto sobria e seria… e anche molto simpatico, mi raccontò che era stato contattato per questa nuova serie che riproponeva anche i primi episodi ma, per una serie di royalties legate alla prima, era stata doppiata nuovamente; che i colori più ottenebrati erano dovuti al fatto che per dargli un minimo di distinguo dall’altra versione, essa era pervenuta con la correzione dei toni attraverso un filtro particolare in fase di stampa; e per le differenze nei dialoghi era perché la serie era stata tradotta, con l’aiuto dell’adattatore dialoghi, non basandosi sulla precedente versione, la quale, fra l’altro era più fedele all’originale, ma relativamente ai dialoghi giapponesi.

In quell’occasione mi parlò in special modo anche del doppiaggio della primissima serie, avvenuto nel 1979.

Parlandogli delle differenze fra le diverse serie, dissi a Del Giudice che per Fujiko Mine (pronunciata all’inglese nella prima versione, “Main”) personalmente preferivo la primissima voce, col timbro più “innocente”, di Piera Vidale, eccezionale doppiatrice la quale, a mio avviso, nonostante il tono “caldo”, era diventata un po’ troppo “bacchettona” e severa con Margot.

Gli mossi le mie curiosità sulle due versioni, come il fatto che Jigen, sia nel ridoppiaggio sia nella serie dalla “giacca rossa”, aveva la voce di Sandro Pellegrini; mentre sempre nel ridoppiaggio Zenigata era doppiato da Consoli come nella prima serie, della “giacca verde”.
Del Giudice, capendo di parlare con un ragazzino non certo sprovveduto, mi spiegò che per la successiva serie (con la giacca rossa) del 1982 erano stati contattati gli stessi doppiatori del 1979, ma alcuni, fra cui Longo, non potevano perché impegnati per altri lavori, e allora si optò per cercarne altri.

Inoltre, nel primo doppiaggio, lui stesso e gli altri doppiatori pronunciavano il nome “Lupin”, più alla francese, cioè “Liupen”, mentre dalla successiva in poi, era semplicemente chiamato “Lupen”. Come mai, prima, ‘conoscevano’ la pronuncia francese? Anche lì mi spiegò che per un fatto di praticità, dalla seconda serie in poi si era optato per una pronuncia più nostrana, essendo troppo “colta” e articolata in un discorso scorrevole la pronuncia francese del nome Lupin.

Un altro aneddoto di quella memorabile telefonata risalente a vent’anni fa è che raccontai a Del Giudice che qualche puntata della stessa serie del 1979 la registrai su audiocassetta (all’epoca i video non erano di facile portata) e, avendo da poco acquistato il videoregistratore JVC, registrai una stessa puntata della serie ridoppiata, confrontando poi il “sonoro” cercando di mettere in sincrono il volume dell’apparecchio audio col video.

Notai infatti che Goemon, nella prima serie, aveva la voce bassa e compassata ma che era la stessa più stridula e roca dell’Ispettore Zenigata. Ricordo che Del Giudice rimase molto sorpreso riguardo al fatto che un sedicenne riscontrava così bene il fatto che due protagonisti, quali Goemon e l’Ispettore Zenigata, avessero per base la medesima voce: Enzo Consoli. E mi fece i complimenti con una frase quale, «Accidenti! Non è facile capirlo: non l’aveva notato nessuno finora!».

Sempre nel primissimo doppiaggio, i personaggi di contorno che comparivano in ciascun episodio, avevano quasi sempre la voce di Germano Longo, a cui, di volta in volta, adattava un tono più o meno grosso e forzato. Inoltre spesso Serena Spaziani doppiava le protagoniste femminili; e anche lo stesso Del Giudice, oltre a Lupin, si era prestato a doppiare qualche altro personaggio.

Anche lì, Del Giudice rimase molto colpito dal mio spirito d’osservazione, e mi spiegò così che la prima serie venne in Italia, trasmessa delle prime TV private, quando non c’erano a disposizione tantissimi soldi per doppiarla; cosicché quando venne eseguito il doppiaggio presso la Tecnosound il direttore della sala, sig. Zoen e del doppiaggio, Amerigo Latini (fratello del grande Franco Latini), cercarono un doppiatore la cui voce potesse adattarsi a ben due dei protagonisti principali, doppiati separatamente e “uniti”, nel caso, in fase di mixage. Quando pervenne in Italia la serie nel 1979 – mi assicurò – nessuno aveva capito quale successo avrebbe riscosso il personaggio giapponese di Lupin III; anzi, molti ignoravano che fosse un nuovo cartoon del Sol Levante, relegando gli Anime a Goldrake e Heidi.

Gli parlai anche, essendo fin da piccolo appassionato dei cartoni animati giapponesi, che la prima edizione aveva fra l’altro mantenuto alcune connotazioni originali degli stessi autori, come il fatto che il personaggio era “Lupin III”, cioè il diretto discendente, di terza generazione, del famoso ladro gentiluomo francese, e non lui in persona come si è fatto erroneamente credere nelle versioni italiane dalla seconda serie in poi, fra l’altro col nomignolo di “Arsenico detto Lupin”, e che spesso i giapponesi usavano il titolo “III” sia in lungometraggi animati come Alì Babà di Hiroshi Shidara in cui il protagonista è un ragazzino, Alì Babà 33esimo, oppure nei robot quali Daitarn III, ecc…

Del Giudice non sapeva di queste “sottigliezze” rimanendo incuriosito e stupito tanto che il dialogo continuava, dicendomi che quando venne doppiata la prima serie uscì senz’altro più in sordina rispetto alla seconda; e che, anche secondo lui, le puntate della prima serie erano meglio strutturate e più avvincenti, delle vere commedie poliziesche.

Parlare con “Lupin III” fu una bella emozione, anche perché lui, Roberto Del Giudice, non si dava per nulla arie o quant’altro, ma era totalmente alla mano… come Lupin!

Del Giudice lo conobbi poi di persona nel 1991 quando, alla Tecnosound da Zoen dovevo montare e doppiare un breve intermezzo animato per Domenica In. Il doppiatore all’ultimo non si presentò (e che Dio lo fulmini), e ricordo Latini che, non potendo rimandare visti i ristretti tempi di consegna del filmato, mi propose Del Giudice che si trovava là per lavoro, il quale avrebbe eseguito lui la voce dello sketch animato, inserendomi fra un turno e l’altro di doppiaggio. Del Giudice, quando mi fu presentato non iniziò a “presentarsi” come… esperto di cartoon ma fui io a presentarmi, entusiasta, ricordandogli della telefonata che ebbi con lui qualche anno prima. E lui la rammentava benissimo, ricordandomi proprio l’aneddoto che lo colpì e cioè che riconobbi in Goemon e Zenigata la medesima voce del suo collega Enzo Consoli. Mi salvò da ciò che poteva compromettere la messa in onda e da qualche eventuale “penale” coi dirigenti Rai a scapito di ritardi contrattuali.

Forse, però, il ricordo più bello che mi tiene legato a Roberto Del Giudice è stato a venticinque anni quando per Marco Giusti e Enrico Ghezzi realizzai per Fuori Orario e Blob il mio primo mediometraggio animato dal titolo «Lady»: la storia della ragazza nigeriana Tina che viene in Italia fino a liberarsi dal racket della prostituzione (ho visto che qualcuno ha inserito su You Tube un episodio intitolato, «Lupin against Tina»);

www.youtube.com/watch?v=kROQ_mBobU4

all’interno del cartoon feci diverse citazioni fra cui proprio il famoso personaggio giapponese che già avevo omaggiato nel mio primo cartoon «Planet 0 – Tribute to Lupin III», il quale, trasmesso da Blob raccolse la bellezza di duemilionicinquecentomila telespettatori.

Non sapendo chi mettere come comparse nella storia, inserii anche Lupin e i suoi amici nonché Zenigata. Dal momento che erano pochissime battute, presi quelle più idonee da una vecchia registrazione che avevo su nastri di pollice per apparecchi N.A.G.R.A.. Quando andai a fare i rulli della trascrizione ottica, Zoen, che era una persona molto affabile e cordiale, mi disse che per la trascrizione non c’erano problemi ma se segnalavo ai diretti interessati la cosa, da parte mia sarebbe stato maggiormente corretto. Mi diede il numero di Consoli. Cosa che, ovviamente, feci: Enzo Consoli, fu molto simpatico: mi disse di farlo tranquillamente e si divertì all’idea! Anche Del Giudice, ricordandosi perfettamente di me, raccontandogli del contesto si mise a ridere, dicendomi anche che potevo tranquillamente mettere due o tre dialoghi a mio piacimento, comunicandogli anche pressappoco la data della messa in onda e che lo avrebbe visto volentieri.

Tre mesi dopo – con mia grande sorpresa, avendogli lasciato i miei numeri, mi chiamò lui stesso nientemeno per “ringraziarmi”, avendo il giorno prima per caso visto l’anteprima del mio cartone animato che veniva proposto da Fuori Orario nel programma di Enrico Ghezzi; dicendomi entusiasticamente che l’idea era molto innovativa e originale e chiedendomi su quali progetti avevo per il futuro.

E così, l’intramontabile voce di Lupin III se né andata, lasciando in parte “orfano” un personaggio che in Italia, grazie soprattutto a lui, Roberto Del Giudice, in quasi trent’anni è riuscito ad entrare nel cuore di tutti gli italiani.

Grazie Roberto Del Giudice, intramontabile voce di Lupin!

Mario Verger

L’ immagine di Roberto Del Giudice è stata tratta da www.comicsblog.it/post/1772/e-morto-roberto-del-giudice-il-doppiatore-ufficiale-di-lupin-iii