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Human Rights di Claudia Marini Maggi

L’Omaggio a Don Benzi in Cartoon Articolo a cura di Mario Verger

E’ stato presentato il 6 marzo scorso in anteprima assoluta al Gilda, durante la presentazione del film documentario dedicato al sacerdote dei poveri don Oreste Benzi, “la fiamma nera” che affronta lo scottante tema dell’integrazione culturale, sociale e razziale in Italia degli stranieri, il cartoon “Human Rights” dell’Art Director Claudia Marini Maggi già autrice di diverse opere esposte alla MACRO.

 

Abbinato al film-tv “la fiamma nera” vi è un cartoon dove compaiono nientemeno che il Presidente dell’Onu Kofi Annan e il sacerdote riminese recentemente scomparso Don Oreste Benzi, noto soprattutto per il suo impegno nel togliere le prostitute nigeriane dalla vita di strada. Il tema di base per Claudia non era certo facile da tradurre in immagini animate: lo sfruttamento degli stranieri in Italia. Spunto vago e vasto quanto spesso graficamente risolvibile graficamente attraverso rappresentazioni simboliche del tutto impersonali e demagogiche. Non era inoltre cosa semplice per uno spettacolo a tecnica animata di breve durata dar l’idea realista di due personaggi notissimi quali Kofi Annan e Don Benzi.

 

 

Le immagini utilizzate son poche ma ben adattate alle esigenze comunicative attraverso un linguaggio semplice, raffinato ed eloquente.

 

 

Al realismo di Don Benzi e di Annan si oppongono, facendo da cornice, diversi simpatici “pupazzetti” un po’ simili ai manga giapponesi, i quali dovrebbero ciascuno rappresentare un prototipo di straniero. Da notare che, al contrario di certe satire sugli stranieri in Italia sia di sinistra che di destra, il prototipo di extracomunitario è qui rappresentato con la massima simpatia e schiettezza grafica. Così, come abbiamo il simpatico cinesino giallo con occhi allungati e classico cappello a cono montante una pila di piatti da lavare, vi è anche il vu cumprà con tanto di bracciali e collane; come anche il tipico lavavetri del Bangladesh e la badante filippina che spinge la vecchietta in carrozzina. Ognuno con in mano la bandiera di un paese diverso. Ma qui, nel cartoon della Maggi  non c’è solo spazio per lavori subalterni ma anche per quelli più accreditati i quali tanto stupirebbero certi nostri connazionali qualora essi venissero esercitati dagli stranieri in Italia: negli stereotipi di integrazione razziale c’è anche la figura del medico, del magistrato e del banchiere, come già normalmente avviene in altri paesi del G8.

 

I busti di Don Benzi e di Kofi Annan servono ad introdurre nonché a denunciare lo sfruttamento “nero” dei più poveri o di chi si trova a vivere nel silenzio di una vita irregolare e subalterna, come anche di chi emigra nella nostra nazione per vari motivi, studio, lavoro, ecc, trovandosi, di fatto, nella massima insicurezza nel soggiornare in un paese estero regolarmente e nell’impossibilità di svolgere al meglio le proprie possibilità lavorative.

 

Il segno è neutro e preciso ma non per questo impersonale. Le sagome dei due protagonisti sono state dapprima tratte da foto lucidandole e sintetizzandole nelle varie masse chiaroscurali che definiscono ciascun volto. I colori sono tonali e ben accostati.

 

Don Benzi e Annan, denunciano le difficoltà di regolarizzazione in Italia, alternandosi di volta in volta sullo schermo quadrettato simile a una lavagna, geometrizzato e lineare, nel quale, attraverso semplici ma eloquenti animazioni dei vari personaggi, entrambi spiegano la scena con l’aggiunta in fondù di fumetti con tanto di scritte e didascalie esplicative; un cartoon quindi anche di semplice ed elegante confezionatura didattica. I personaggi sono pochi ma sapientemente accostati e reinseriti nelle loro diverse e simboliche rotazioni di movimento. Come anche sono da rilevare le prospettive e i carrelli nonché la scelta compositiva: le animazioni di occhi, bocche e movimenti del viso dei personaggi realistici sono realizzati in Flash, come anche i piccoli e simpatici personaggi, dal contorno più netto e dalle linee ottimizzate, sono animati attraverso la medesima tecnica; interessante, inoltre, il senso compositivo della Maggi grazie al quale, come le carte geografiche a delineo chiaro e multicromatiche che compaiono in sovrimpressione all’inizio della scena, vengono ad essere supportate dalle varie immagini dal vero che si alternano all’interno dei diversi riquadri quando Don Benzi e Kofi Annan illustrano con l’aiuto di didascalie chiare e lineari, personaggi e temi di levatura internazionale. 

 

Mario Verger

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