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Qualità del doppiaggio delle opere audiovisive

Ci è giunta in redazione una email dell'AIDAC per conoscenza : Al Comitato tv e minori e, p.c. Al Ministro delle Comunicazioni, Al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, Al Presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia, Al Presidente della Commissione Cultura della Camera, Al Presidente della Commissione VII del Senato, Al Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Al Ministro della pubblica istruzione, Al Presidente della Rai – Radiotelevisione italiana, Al Presidente di Mediaset spa, Al Presidente della FRT – Federazione radio televisioni ... che pubblichiamo e diffondiamo anche nella presente guida

 

Abbiamo notato in questi giorni la vostra pubblicità istituzionale e quindi vi inviamo un ennesimo messaggio di sollecito ad affrontare anche il problema della qualità del doppiaggio delle opere audiovisive di importazione.

 

Viviamo in un’epoca in cui è molto importante controllare il linguaggio dei programmi di fiction, che vengono ascoltati da milioni di telespettatori, sia per difendere la correttezza grammaticale della nostra lingua, sia per salvaguardare i minori – i quali, secondo statistiche consolidate, trascorrono oltre tre ore al giorno di fronte al televisore a vedere per oltre il 90 per cento programmi doppiati - che spesso subiscono passivamente dialoghi poveri, scorretti, violenti, inutilmente volgari o mal recitati.

 

 

La trasformazione in lingua italiana del cinema e dell’audiovisivo è quindi materia delicata e il controllo del livello qualitativo delle lavorazioni deve di conseguenza restare un obbiettivo prioritario per tutti gli addetti, ma soprattutto per chi, effettuando un servizio pubblico, ha la responsabilità dei messaggi che sceglie di inviare, della varietà delle parole che decide di insegnare, della ricchezza dei pensieri che intende suscitare.

 

 

A confermare tale nostra convinzione si poneva anche il contratto di servizio tra lo Stato e la Rai del 2000, in cui, al comma 2 dell’art. 2, si stabiliva l’impegno da parte della Rai di curare la qualità di ogni fase produttiva, “dall’ideazione al doppiaggio”.

 

 

Purtroppo nel corso dell’ultimo rinnovo tale comma venne cancellato. Quello che chiediamo è quanto meno di ripristinare nel prossimo contratto di servizio l’attenzione verso un settore che l’usanza vuole abbandonato a se stesso ma che per valenza culturale non è affatto secondario. È necessario, a nostro avviso, che la RAI e le sue controllate, prevedano norme e procedure che permettano uno standard qualitativamente elevato nelle lavorazioni di doppiaggio, a migliore tutela delle opere originarie, dell’utenza e della lingua italiana.

 

 

In particolare, alla luce delle considerazioni appena effettuate, riteniamo prioritario che:

-       venga effettuato un qualificato potenziamento dell’Uffico edizioni;
-       gli autori dell’adattamento dei dialoghi in lingua italiana – da noi rappresentati - siano scelti direttamente dall’Ufficio edizioni in base a una selezione rigorosa e accurata;
-       le società incaricate della realizzazione dei doppiaggi siano selezionate in base a riconosciuti sistemi di certificazione della qualità;
-       la RAI possa acquistare prodotti di fiction straniera già doppiati, solo se tali lavorazioni siano state effettuate da imprese certificate.

 

 

A seguito della riorganizzazione della Rai, avvenuta corso degli anni, le metodologie per la realizzazione del doppiaggio delle opere audiovisive straniere da trasmettere sui canali via etere e ora su quelli satellitari e digitali, hanno subito profonde modificazioni senza prevedere alcun realistico ed efficace controllo qualitativo sulle lavorazioni che vengono infatti strutturate ed eseguite sulla base del massimo risparmio.
La spasmodica ricerca del minor costo – e questo vale anche per le emittenti private – è causa di un profondo depauperamento generale del settore, sia sul fronte artistico e culturale, sia su quello formativo, con ampi riflessi negli ambiti previdenziali ed assistenziali.

 

Convinti che quanto affermato sia di pubblico interesse, e quindi obbiettivo comune e vostra precisa responsabilità verso i cittadini e le nuove generazioni, restiamo in attesa delle vostre determinazioni e nel contempo vi salutiamo cordialmente.

 

 

Il Consiglio Direttivo

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