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Intervista esclusiva a Massimo Corizza

" ... Il teatro per me e' essenziale ... mi ha formato, mi ha dato una impostazione recitativa, mi ha insegnato ad usare la voce, mi ha fornito l'occasione di esteriorizzare tutto me stesso, il mio io segreto e timido ... "


DANIELA: Massimo, solitamente quando si intervista un attore doppiatore si tende a parlare esclusivamente di doppiaggio invece, come è nostra consuetudine, vorremmo anche capire qualcosa in più della persona prima che dell’artista. Potesse descrivere la sua personalità con alcuni aggettivi come si descriverebbe? Cosa ama fare nei suoi momenti di riposo dal lavoro e cosa detesta in assoluto e non riesce proprio a tollerare?

MASSIMO: Sono molto solare, disponibile, spontaneo, chiacchierone, buon ascoltatore, travolgente, un eterno Peter Pan in realta’, romantico, adoro il mio lavoro e ci metto passione, ho pochissima ambizione, sono imprevedibile, disordinatello, ipercinetico, avido divoratore di fumetti, gialli (specie delitti nelle camere chiuse), adoratore di musicals, specie stranieri perche’ gli italiani ahi ahi ahi, non sono all’altezza, adoro cucinare, detesto shopping e non ci perdo molto tempo, amo la musica classica, da film, da musical e new age, ma anche quella degli anni ‘70 e ‘80, gli Abba, e il rock dell’epoca, adoro il mare, la subacquea e gli sport estremi come canyoning, rafting, hydrospeed, parapendio, viaggerei continuamente, adoro Londra e gli Usa, i parchi di divertimento a tema (mi farei una canadese dentro Disneyworld), sono un padre mancato e amo i bambini, la natura, la fotografia subacquea..ah e il sesso! Detesto il pressappochismo, le raccomandazioni (solo evidentemente se suffragate da vero talento), l’ipocrisia, le bugie, il falso sensazionalismo da reality e gossip, il razzismo, la pedofilia, auspico il ritorno della meritocrazia, odio ogni forma di dittatura e totalitarismo, i tradimenti immotivati e l’immaturita’ , oltre che la meschinita’ e il bieco calcolo.. Mamma mia quanto parlo! Nei momenti di riposo? Un buon disco, un gioco d’avventura al Pc, uno spettacolo teatrale, un gioco da tavalo con amici, o un bello sceneggiato anni ‘70 con Attori con la A maiuscola.

DANIELA: Beh, indubbiamente una persona ricca di interessi! Da qualcha anno a questa parte, grazie anche ai New media come Internet, l’affetto per il mondo del doppiaggio si è accresciuto, a nostro modo di vedere, molto di più rispetto al passato. Pullulano siti fans club, corsi di doppiaggio, Festival, video, interviste … tutto questo affetto da parte del pubblico riuscite a percepirlo dalle sale di doppiaggio oppure vi sentite ancora troppo nell’ombra?

MASSIMO: C’e’ un forte interesse per il nostro mestiere che offre ormai a vari talenti nell’ombra il modo di emergere assistendo a turni di doppiaggio, rubando con gli occhi come abbiamo fatto tutti all’inizio della carriera, spesso pero’ queste scuole improvvisate e sorte per vampirizzare innocenti reclute dei loro sogni e dei loro risparmi fanno un danno incalcolabile alla nostra immagine e alle aspettative di tanti giovani promesse del doppiaggio che spesso mettiamo in guardia da porte fintamente aperte a suon di assegni. Io non mi sento in ombra perche’ finalmente il contatto col pubblico e’ piu’ diretto e visuale di quanto non fosse prima.

DANIELA: Lei è sicuramente tra le voci più apprezzate, un carriera nata sin da piccolissimo … ma già in tenera età desiderava fare questo mestiere oppure ci si è trovato casualmente per volere altrui?

MASSIMO: Il mio mestiere e’ nato forse un po’ dalla culla, mio padre aveva un bar tabacchi davanti all’Accademia di Arte Drammatica.
Sono sempre stato coccolato e tenuto a balia da grandissimi attori come Moschin, Vitti, Poli, Orsini, Giannini che frequentavano il bar e anche casa nostra. Casualmente la cassiera del bar mi porto’ ad un provino al Ridotto dell’Eliseo di Roma (oggi Piccolo Eliseo) a 4 anni, venni preso e da li’ inizio’ la mia avventura sulle sacre tavole del palcoscenico. Poi iniziai a fare spot tv, mi doppiai da solo, notarono che la vocetta funzionava a meraviglia anche su bambini stranieri e…il turno era fatto!

DANIELA: Quali suoi lavori al leggio ma anche come dialoghista e come direttore amerebbe ricordare? Invece , potesse tornare indietro, quali lavori eventualmente rifarebbe?

MASSIMO: Come attore “Good Morning Vietnam”, “La Piccola Casa nella Prateria” e il cartone di Carletto, oltre a quello di Gordian e Devilman sono fra le produzioni che mi hanno impegnato e soddisfatto maggiormente, forse perche’ c’era un altro tipo di lavorazione e collaborazione creativa fra direttore e attore. Persone insostituibili come la Fede Arnaud non sono piu’ reperibili oggigiorno sul mercato del doppiaggio (purtroppo ho usato questo termine in modo appropriato, e’ diventato spesso un mercato dove il profitto, la fretta e il pressappochismo regnano sovrani piu’ del talento e della dedizione).
Come dialoghista direi i dialoghi di Skins, la serie per cui ho vinto il premio come miglior doppiaggio di un telefilm quest’anno (I vincitori del Romics 2008 su “Il mondo dei doppiatori”) , sono la mia maggiore soddisfazione, oltre a quelli dei film della Barbie che tirano fuori dal mio animo il bimbo trasognato e legato alle favole, e poi quelli delle numerose sit com che ho fatto: “La Tata”, “Still Standing”, e i cartoni “umani” di “Interviste mai viste”. Come direttore senz’ altro Skins, Still Standing e Interviste mai viste oltre ai simpatici pupazzi animati dei “Lunnis”.

Non credo ci sia nulla di quanto ho fatto che gradirei modificare o rifare, persino i doppiaggi di vari film ose’ dell’epoca hanno una loro ragione di esistere e matte risate in sala!

DANIELA: Quanto è importante per lei il teatro?

MASSIMO: Il teatro per me e’ essenziale ed e’ stato quello che mi ha formato, che mi ha dato un impostazione recitativa, che mi ha insegnato ad usare la voce, che mi ha fornito l’occasione di esteriorizzare tutto me stesso, il mio “io” segreto e timido. E’ un’immensa scuola formativa, la base e il maestro di vita di tanti giovani attori che poi dimostrano al leggio quanto hanno appreso sul palcoscenico. Adoro il teatro in tutte le sue forme dal musical al mimo, dalla commedia dell’arte al dramma introspettivo, e lo consiglio caldamente a tutti coloro che si avvicinano a questo lavoro infiammati dal “sacro fuoco dell’arte” o comunque speranzosi di vedere il loro nome su una locandina … la fatica alla fine quasi sempre ripaga degli sforzi fatti!

DANIELA: Nelle interviste con altri suoi colleghi emerge quasi sempre il fatto che vi considerate tutti come una grande famiglia in quanto trascorrete insieme diverse ore al giorno … ma è realmente così, c’è sempre questo clima familiare nelle sale?


MASSIMO: Beh diciamo che nella mia sala pur nel rispetto del piu’ professionale collaborazionismo e del pubblico che deve avere il meglio dall’attore, c’e’ anche un’atmosfera di gioviale helzapoppin, proprio perche’ stare 9 ore al leggio sarebbe insopportabile altrimenti.
Nascono amicizie, amori, ma anche rancori, odi, sgomitate come in tutte le famiglie, e’ una grande soap opera che sogno di portare sul piccolo schermo da anni, convinto che sarebbe un sicuro successo. Diciamo che si tende a circondarsi di colleghi simpatici bravi e adattabili alle circostanze, ma spesso la necessita’ di dare “quella” voce ad un personaggio travalica le simpatie personali e si devono convocare anche colleghi scomodi o da trattare con i guanti bianchi … allora basta usare il “grano salis” per appianare
divergenze e contrasti ed offrire al pubblico un prodotto ottimale.

DANIELA: Cosa pensa del fatto che sempre più giovani vogliano sperimentarsi nel doppiaggio, magari dopo un corso di recitazione e dizione? Da un nostro sondaggio sta emergendo che le nuovissime generazioni (i giovanissimi sotto i 20 anni) di doppiatori non siano particolarmente amate dal pubblico. Senza voler generalizzare ovviamente, si trova d’accordo con questo pensiero ed eventualmente cosa mancherebbe alle nuove generazioni rispetto a quelle del passato?

MASSIMO: Io sono aperto all’introduzione di nuove leve nel mondo del doppiaggio.
Altrimenti esso resterebbe ancorato ai vecchi dinosauri sempre esistenti, sia pure bravi. Purche’ questo ingresso non sia concesso ad elementi impreparati e imprecisi, arroganti e superficiali convinti che basti conoscere questa o quell’altra personalita’ o omaggiare questo o quell’altro direttore per entrare a ragione nei casting delle nuove produzioni.
La nuova generazione pecca di troppa ambizione, sete di successo immediato, non ha pazienza di aspettare la giusta gavetta, anche perche’ per le note ragioni gia’ esposte, fretta, arrivismo, interesse personale, trovano sempre qualche studio di doppiaggio che li sfrutta sottopagandoli e non rendendo loro un buon servigio artisticamente parlando perche’ non li segue, li sprona al raggiungimento di un numero astronomico di incisioni a discapito della qualita’. Il pubblico recepisce questa freddezza e velocita’ oltre alla scarsa professionalita’ degli interpreti e rimpiange quelli “storici”.

DANIELA: Le piace la televisione di oggi? Immaginando che lei potesse metter mano ad un ipotetico palinsesto tv come lo penserebbe?

MASSIMO: Premesso che adoro gli sceneggiati e i varieta’ anni ‘70 e ‘80, darei
piu’ spazio a fiction di qualita’ eliminando volti lobbistici visti e rivisti , gruppi di pseudo attori riciclati da reality o giornali di gossip che non fanno certo un buon servizio allo spettatore che se ne sta accorgendo e li fustiga con bassissimi ascolti. Ritroverei il gusto del Carosello, che prima dei programmi serali ci faceva sognare e creerei trasmissioni per bambini piu’ creative (tipo Art Attack ) a scapito di cartoni dementi e poco istruttivi e pochissimo interattivi. L’infanzia e il pubblico televisivo hanno bisogno di essere stimolati, sollecitati e indirizzati, non costretti a subire quello che passa il convento. E poi grandi varieta’ che invece di elargire milioni elargissero artisti completi nel ballo e nel canto, numeri musicali di estremo interesse, formule nuove e non riciclate da format esteri che spesso seguono i gusti di un pubblico diverso da noi e ci vengono propinati come un medicinale zuccherato in superficie ma dal gusto amaro e fastidioso a lungo andare.

DANIELA: Siamo pienamente d’accordo con lei e speriamo si avveri presto quanto auspicato … La ringraziamo molto per la sua grande disponibilità, infine le chiediamo di lasciare un messaggio per i numerosi ammiratori che la seguono con affetto e di svelarci eventuali suoi prossimi lavori in campo artistico.

MASSIMO: Agli utenti dico di portare sempre dentro di noi un raggio di sole, che ci scaldi e asciughi quando piove e ci abbronzi di piu’ quando c’e’ il sole, ci illumini nelle ore buie, e ci abbagli di felicita’ in quelle luminose, servira’ da guida alle nostre persone piu’ care quando si allontaneranno da noi, attrarra’ sempre nuovi amici e nuove speranze. Ho appena finito il doppiaggio della terza stagione di Blue Water High, il surf tv film di Nickelodeon e Italia Uno, la nuova stagione di Life with Derek su Disney Channel, sto doppiando una cattiva “disneyniana” Madame Bovary nella serie La Famiglia Antimostri (divertendomi da pazzi ad imitare la grande Tina Lattanzi col suo inconfondibile birignao), mi aspetta una nuova serie di Lunnis, il film di Pasqua della Barbie e chissa’ forse un ritorno al teatro (sarebbe ora). Grazie per aver prestato orecchio a quest’oceano di prolusioni verbali (alias chiacchiere) e vi mando un affettuosissimo salutone, Massimo Corizza

Nelle immagini il bravissimo e sorridente Massimo Corizza