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Intervista esclusiva a Roberto Draghetti

Abbiamo raggiunto telefonicamente Roberto Draghetti, stimato attore doppiatore romano. Di seguito il racconto di questa interessante chiacchierata

Roberto mi colpisce sin dall’inizio dell’intervista in quanto mi fa presente di non amare particolarmente le interviste. Incuriosita, ovviamente gli chiedo il perchè e lui mi risponde che le interviste, a suo avviso, non sono particolarmente necessarie. In fondo, dice Roberto, l’attore fa solo il proprio mestiere. Roberto non ama neppure i troppi complimenti spesi, ad esempio, a teatro, nei camerini, non li trova necessari. L’idraulico, riparando un rubinetto svolge il suo compito, non gli si fa un applauso perchè ha portato a termine il suo lavoro, ecco per Roberto, l’attore , seppur sappia, quando è bravo, regalare emozioni se paragonato ad un idraulico, dovrebbe essere trattato alla stessa stregua, senza troppi complimenti o piaggeria, nè lusinghe nè adulazioni eccessive. Nonostante questo pensiero, Roberto ci rilascia ugualmente l’intervista, e di questo, noi di superEva gliene siamo realmente grati.

Per Roberto un attore dovrebbe svolgere il proprio mestiere al meglio, è importante saper regalare delle emozioni ma per poterle donare è necessaria una appropriata preparazione. Non serve solo la dizione, e quando si sceglie di cimentarsi con il doppiaggio bisogna essere in primis attori e poi fare doppiaggio. Roberto non ama programmi come “Il grande fratello” o la figura ” del tronista” specialmente se , una volta raggiunta la popolarità, ci si improvvisi “attore”.

Un attore dovrebbe cercare di tirar fuori il meglio e Roberto evidenzia il fatto che se un attore deve interpretare un ruolo, ad esempio deve far trasparire la tristezza nel volto, un buon attore non dovrebbe comunicare questo stato d’animo con troppe smorfie. Secondo Roberto, Giancarlo Giannini è un esempio vivente di come dovrebbe essere un bravo attore. Roberto cosidera Giannini un fenomeno, e cita il magistrale doppiaggio del film “La pazzia di Re Giorgio” - Re Giorgio III - Nigel Hawthorne doppiato da Giannini in colonna separata, come è solito lavorare, sottolinea Roberto. Gli Chiediamo a questo punto che differenze ci siano nel lavorare in colonna separata o in coppia con un collega ed egli ci racconta che, per ovvietà, lavorare in coppia al leggio è comodo per effettuare delle revisioni, lavorare in coppia è importante in quanto anche il partner, il compagno di dialogo, in quella occasione, può accrescere l’emozione , ” l’intonazione musicale” te la dà anche il collega in un dialogo.

Le emozioni che si vivono a teatro, prosegue Roberto, sono totalmente diverse dalle emozioni che si possono provare in una sala di doppiaggio. A teatro, ogni giorno, il pubblico è sempre diverso, è imprevedibile, le emozioni del pubblico riflesse sugli attori possono essere molto eterogenee , il teatro è pura magia, prosegue Roberto ” Ma il teatro è come il crimine … non paga! ”

Al doppiaggio puoi ricoprire moltissimi ruoli , i più diversi tra loro, e questo è affascinante.

Parlando dei giovanissimi doppiatori professionisti egli cita subito con piacere un giovane, Edoardo Stoppacciaro ,definendolo un giovane ma bravo attore e soprattutto dotato di una umiltà che spesso, specialmente in giovane età, è difficile trovare. Roberto pensa che tra i giovani attori, specialmente al doppiaggio, ci siano bravi attori, dotati di talento, che avendo iniziato sin da molto piccoli, come spugne hanno appreso molto ma allo stesso tempo condanna il fiorire di scuole di doppiaggio, l’improvvisarsi attore e poi doppiatore. Chi vorrebbe fare il doppiatore , prima di tutto dovrebbe frequentare una scuola per attori, solo successivamente si potrà specializzare nel doppiaggio, per Roberto sono inutili le scuole di doppiaggio fini a se stesse.

A Roberto chiediamo anche qualcosa inerente al clima, ai caratteri, alle personalità dei colleghi, spesso si parla di attori doppiatori sereni che come in una grande famiglia collaborino insieme quotidiamente. Roberto ci parla, senza fare nomi per correttezza, anche di varie personalità frustrate, di attori ai quali il doppiaggio sta in qualche modo stretto, che avrebbero desiderato un qualcosa in più che poi non è arrivato e tale malcontento a volte incide sui vari rapporti tra colleghi, e ciò ovviamente non è un bene.

Verso la conclusione di questa interessante chiacchierata con Roberto, gli ho chiesto quale attore doppiato predilige e quale film ha amato doppiare anche di altri attori e lui ha immediatamente citato l’attore Jamie Foxx e il film “La mala educación” dove Roberto ha doppiato un prete pedofilo, immaginiamo un doppiaggio non semplice nella sua interpretazione.

Infine, congediamo Roberto chiedendogli di parlarci di qualche nuovo ed imminente lavoro in campo artistico ed egli accenna, in qualità di attore, al suo nuovo spettacolo teatrale dal titolo “Un amore da incubo” , per la regia di Francesca Draghetti , sorella di Roberto e che egli definisce “una regista geniale” oltre ad essere una bravissima attrice comica (Premiata Ditta) e attrice doppiatrice. Tra gli interpreti altri due bravi attori, impegnati anche essi nel doppiaggio, stiamo parlando di Roberto Stocchi e di Antonella Alessandro figlia del grande attore doppiatore Bruno Alessandro.

Riguardo al nuovo film doppiato da Roberto, ci segnala la pellicola “Pride and glory” in uscita nelle sale cinematografiche il prossimo 31 ottobre 2008

Nella foto in alto Roberto Draghetti, immagine tratta dal sito Il mondo dei doppiatori