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Una grande Ludovica Modugno ne "La badante" al Teatro Stabile di Genova

Ultime rappresentazioni, stasera e domani 15 Marzo 2009, per assistere allo spettacolo "La badante" regia di Cesare Lievi, attrice protagonista Ludovica Modugno

Abbiamo raggiunto telefonicamente Ludovica Modugno, stimata attrice di teatro ed affermata doppiatrice, per noi è stato un onore intervistarla. Ludovica è una persona molto alla mano, umile, dai modi garbati e di grande cultura. Sino a domenica 15 Marzo 2009 la potremmo ammirare a Genova, al Teatro Stabile, nella commedia “La badante”.

La storia, come recita lo stesso sito ufficiale del Teatro Stabile di Genova ” ha lo sviluppo di un “giallo” articolato nei classici tre movimenti: presentazione della situazione e dei personaggi; evento drammatico che si accompagna alla morte di uno dei protagonisti; spiegazione del come e perché ciò è potuto accadere. La vicenda scritta e messa in scena da Cesare Lievi (nato nel 1952) chiama in causa una famiglia borghese come ce ne sono tante, non solo in Italia. I due figli si preoccupano per la salute dell’anziana madre, ma, presi dalle urgenze della loro vita privata, entrambi hanno poco tempo da dedicarle. Decidono allora di assumere una badante dell’Europa dell’Est. Ma l’anziana signora non l’accetta. Dice che è disonesta, che è una ladra, che le rende la vita un inferno. Finito il primo movimento, il secondo inizia con la rivelazione che la signora è morta, presumibilmente perché amareggiata dall’assenza dei figli e dalla presenza della “straniera”. Quando, però, viene letto il testamento, i sensi di colpa e il lutto dei figli si tramutano in rabbia, perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla. Come si conviene a un “giallo” solo un finale a sorpresa spiegherà la via e la trama del “delitto”.

La badante è idealmente la terza parte della trilogia dedicata da Cesare Lievi a una riflessione poetica sui cambiamenti indotti alla nostra società dalla presenza dei nuovi immigrati, stranieri per lingua e cultura, che entrano nella nostra vita facendo esplodere contraddizioni sociali e intaccando abitudini quotidiane…

Una critica decisamente positiva per questa commedia che “La Repubblica” ha definito «spettacolo intenso e forte», «una commedia di splendida resa linguistica» (”Il Giornale”) , «sguardo penetrante che non teme di misurarsi con la realtà in divenire» (”Il Sole-24 Ore”). Per “La badante”, Cesare Lievi ha ottenuto la “nomination” agli Olimpici del Teatro 2008 come migliore autore di novità italiana.

Ecco l’ intervista che abbiamo realizzato per via telefonica a Ludovica Modugno Giovedì 12 Marzo 2009:

DANIELA: Ludovica, cosa ci può dire circa la drammaturgia del suo personaggio ne “La badante” , una commedia teatrale che ci aiuta a riflettere sui cambiamenti indotti dall’ immigrazione, dalla presenza degli stranieri in Italia …

LUDOVICA MODUGNO: Intanto bisogna dire che è una commedia dei nostri tempi e questo è molto importante perchè è rara la drammaturgia italiana che parli di noi e che piaccia a tutti, spesso non piace, invece questo è uno spettacolo che ha moltissimo successo perchè parla di noi e degli stranieri … parla di una signora anziana , io interpreto questa signora ottogenuaria, che comincia ad avere dei buchi di memoria, comincia a perdere un pò di colpi ma lei non se ne accorge e accusa la badante ucraina di tutto quello che le succede; spariscono ad esempio degli oggetti che in realtà lei aveva messo da qualche parte, ha una acrimonia fortissima contro la badante. Durante la prima scena si assiste ad una grande discussione col figlio il quale cerca di convincere la madre dell’utilità di avere una badante ma, come tutte le persone anziane, lei rifiuta di avere una persona estranea accanto soprattutto in quanto straniera, emerge una certa severità e una certa cattiveria … la cattiveria di quasi tutti gli anziani … si diventa peggiori a volte con l’età … poi, nel secondo quadro, sono tre quadri, è una commedia breve della durata di 1 e 20 minuti, nel secondo quadro si vedono i figli, la signora è già morta e i figli leggendo il testamento scoprono di essere stati diseredati … nel terzo atto, c’è un piccolo giallo che non vi svelerò … si ritorna indietro nel penultimo anno di vita della signora , qui emerge il rapporto tra l’anziana signora e la badante … la signora apprezzerà i valori della badante …

DANIELA: Cosa pensa di questa nostra società italiana, riguardo la presenza sempre crescente di stranieri in Italia?

LUDOVICA MODUGNO: Guardi per me la presenza degli “stranieri”, anche se per me il termine non è appropriato, per me siamo tutti cittadini del mondo … credo che la presenza di persone che provengano da paesi e da culture diverse dalle nostre non possa che arricchirci, trovo che in Italia, in questo momento, ci sia un grosso rigurgito di razzismo, di chiusura nei confronti del mondo, penso che stiamo vivendo un momento un pò barbarico, una società, la nostra, che pare stia tornando indietro anzichè andare avanti, purtroppo, questa è la mia idea.

DANIELA: Ritornando a “La badante”, regista dell’opera è Cesare Lievi, cosa di può dire di lui?

LUDOVICA MODUGNO: Cesare Lievi è un grandissimo regista, molto famoso in Germania, forse più famoso in Germania che in Italia pur essendo lui italiano … è un grande autore, secondo me, un grande drammaturgo, non è forse così popolare , così conosciuto, perchè ha sempre fatto un certo tipo di lavoro, un pò di nicchia, molto accurato, gli auguro il meglio, io mi sono trovata benissimo con lui, è un bravo regista, una persona civile ed umana , un grande feeling che credo durerà nel tempo.

DANIELA: Una curiosità, come sceglie i testi teatrali?

LUDOVICA MODUGNO: Io non li scelgo, io vengo chiamata … sono come “i pompieri” (ridiamo entrambe). Io ho una compagnia con mio marito GIGI ANGELILLO, attore di cinema soprattutto , abbiamo una compagnia da trent’anni che però funziona in maniera molto ristretta e molto piccola date le situazioni ministeriali … però negli anni passati abbiamo scelto noi i testi, li abbiamo fatti girare, ridotti , scritti sulla base di nostri interessi culturali invece quando lavoriamo presso altri, ormai è possibile solo così perchè senza fondi, … quando siamo chiamati, ci propongono dei testi e noi accettiamo o meno …

DANIELA: Come ha iniziato invece la carriera nelle sale di doppiaggio?

LUDOVICA MODUGNO: Ho iniziato il mestiere dell’attrice al doppiaggio a 4 anni. Mia madre voleva fare l’attrice ma mio nonno era un colonnello dei carabinieri … non glielo ha mai permesso , diceva che le attrici erano donne di facili costumi quindi quando nacque mio fratello, PAOLO MODUGNO, a soli 5 anni manifestò la voglia di recitare , allora c’era soltanto la radio e partecipò ad un programma con ARNOLDO FOA’ il quale vide Paolo … e lui divenne una voce famosissima. Quando sono nata io, 10 anni dopo, ho voluto fare come Paolo, ho imparato a soli 4 anni a leggere e a scrivere da sola per poter recitare, ho imparato una poesia e ho detto a mamma: ” adesso sò leggere a 4 anno e adesso mi fai fare qualcosa” ed è stato mio fratello, lui in quel periodo faceva il primo teleromanzo della Rai, avevano bisogno di una bambina e lui mi propose … quella è stata la prima cosa che ho fatto, ho detto qualche battuta … Paolo faceva anche il doppiatore, un giorno serviva il pianto di un neonato … e tutti i bambini che chiamarono eseguirono il loro pianto ma non il pianto di un neonato allora Paolo mi ripropose … “sempre rompendo le scatole” (sorridiamo entrambe) , da lì ho iniziato, da un pianto di neonato … poi ho fatto “Marcellino pane e vino” a 5 anni …

DANIELA: Quali attrici internazionali doppiate l’ hanno emozionata maggiormente?

LUDOVICA MODUGNO: Le grandi attrici, per esempio: Glenn Close, Emma Thompson, Anjelica Huston, Angela Molina … adesso altre non mi vengono in mente perchè sono talmente tante … ho doppiato sempre Cher, quando sono grandi attrici si ha sempre qualcosa da imparare.

DANIELA: Quando Ludovica si sente libera di esprimere se stessa: sul palco di un teatro, davanti al leggio, davanti ad una cinepresa …?

LUDOVICA MODUGNO: Non c’è alcun dubbio, mi sento realizzata molto in teatro, nel doppiaggio al momento mi occupo molto anche della direzione del doppiaggio quindi della regia del doppiaggio ma per me il teatro è al primo posto sempre ….

DANIELA: Come descriverebbe se stessa con 3 aggettivi?

LUDOVICA MODUGNO: Ci penso … sono aperta molto perchè mi piace la gente , sono capocciona, determinata, sensibile .. ecco questo mi viene in mente , altre cose … non lo sò adesso … ci dovrei pensare…

DANIELA: La ringraziamo infinitamente per la disponibilità e la gentilezza per questa intervista, riceviamo molte email di stima nei suoi confronti quindi concludendo le chiediamo, quale messaggio vorrebbe lasciare per tutti i suoi fan?

LUDOVICA MODUGNO: Non conoscevo questa guida di superEva e sono molto felice di sapere di avere così tanti fan che mi seguono, vorrei solo dire loro che mi piacerebbe incontrarli tutti e che mi piacerebbe abbracciarli tutti.

Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Stabile di Genova

Nella foto intervento, Ludovica Modugno durante una scena tratta da “La badante”