“Non sono sicuramente la persona più adatta a parlare di Renato Izzo, purtroppo l’ho a malapena conosciuto e per me è rimasto il direttore che in quel paio di turni che feci con lui all’inizio della mia “carriera” mi diceva: “Senti Cosolo, come ti chiami di nome?” “Carlo.” “Ah, ecco. Senti, Cosolo.” Sembra solo una battuta, magari anche banale, ma a distanza di quasi trent’anni, penso invece che sintetizzi bene le qualità del grande direttore di doppiaggio: autorità, ironia, creatività e una necessaria dose di distaccato cinismo. Ciò detto ribadisco che da allora non credo di aver più avuto modo di scambiare mezza parola direttamente con lui, l’ho conosciuto solo attraverso le figlie, in particolare Fiamma e Giuppy, ma anche questo è significativo. Renato Izzo per me non rappresentava semplicemente un grande uomo, ma una grande famiglia, e dal mio punto di vista, oggi che sono padre, e per di più di due femmine, questo è il modo più bello per ricordarlo”.
Queste le parole di affetto e di stima di Carlo Cosolo, che intervistai nel maggio del 2006.
Proseguiranno domani i pensieri per il grande Renato Izzo dal mondo del doppiaggio
Nella foto in alto Renato Izzo, immagine tratta dal link- La famiglia mille voci

Daniela Sgambelluri








