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Mario Riso, straordinario batterista, ideatore del Progetto Rezophonic

E' con immenso piacere che pubblico qui di seguito una intervista a Mario Riso, che ho avuto il piacere di conoscere durante la Notte Bianca di Santa Margherita Ligure lo scorso 5 Settembre ... intervista realizzata dalla giornalista e cara amica Oriana Mariotti ... si parla di musica, del progetto Rezophonic ma anche di doppiaggio ... l'amicizia con Marco Vivio con il quale Mario ha condiviso l'esperienza in Africa


Mario Riso è l’ideatore del progetto benefico Rezophonic. Nato a Monza, batterista, nel 1985 pubblica il suo primo disco con i Royal Air Force, la metal band più popolare fino agli inizi degli anni ‘90, suona nel primo Monsters of rock italiano aprendo i concerti di Iron Maiden e Kiss , parte in tour con i Metallica nell’88 quindi con Dream Theatre e Motorhead, suona con Jovanotti, con gli 883, Fiorello, i Movida, altra storica band del grunge metal italiano, è batterista per Gianluca Grignani nel cd La Fabbrica di plastica. Lavora da 8 anni a Rock tv di cui è uno dei soci ideatori occupandosi del booking televisivo. Mario crea i format dell’emittente musicale ed insegna batteria e musica alla Rock tv school, ha uno studio di registrazione con cui promuove artisti emergenti. E’ ambasciatore di Amref.

Ecco l’intervista a Mario Riso a cura di Oriana Mariotti:

Mario come nasce il progetto Rezophonic, da quale idea o ispirazione?

Avevo fatto il musicista per oltre 20 anni e mi sono ritrovato a lavorare a Rock Tv. Dato che si può smettere di fare il musicista ma non di esserlo, quando tornavo a casa scrivevo le mie canzoni e dopo 2 - 3 anni di attività televisiva ho deciso di realizzare un album un pò particolare… nella mia carriera ho suonato in oltre 100 dischi italiani, da Jovanotti a Grignani passando per la Pfm e facendo tour con Iron Maiden, Metallica, Dream Theatre, Motorhead. Insomma, avevo sempre suonato nei dischi degli altri. Considerando il fatto che non mi potevo più permettere una band ma che avevo tanta voglia di suonare, mi è venuto in mente di chiamare gli amici di 20 anni di musica e di coinvolgerli in quello che doveva essere il disco tributo a Mario Riso, di solito i tributi si fanno ai morti e io me lo volevo godere da vivo. Così ho iniziato a chiamare tutti trovando immediata disponibilità. Mentre realizzavo l’album mi è arrivata una convocazione con la Nazionale Artisti tv e stelle dello sport, con la quale faccio partite benefiche a pallone, e con loro sono andato in Kenya per visionare quanto viene fatto con i soldi della beneficienza. Fortuna volle che incontrai Icio De Romedis, consigliere di Amref, che mi ha portato in una delle tante consegne di matite, penne, caramelle che vengono fatte nei villaggi. Ho assistito alla distribuzione di queste caramelle ed è lì che ho ricevuto il regalo più bello, la lezione più grande della mia vita l’ho ricevuta da un bambino che non aveva neanche due anni: eravamo in un villaggio e lui si era accorto che io lo stavo osservando, ci siamo subito trovati simpatici… lui si è messo in fila, ha preso la caramella e subito dopo mi è corso incontro e mi ha detto: “La vuoi questa caramella? E’ buonissima”. Io sono rimasto stupito perché ho assistito per la prima volta ad una lezione di dignità da parte di un bimbo che fino a quel momento non aveva mi avuto nulla, neanche i vestitini, era la prima volta che prendeva qualcosa per se stesso ed era già pronto a condividerla con un estraneo. Nella realtà in cui viviamo invece spesso i bambini si lamentano perché hanno 50 giochi e l’amico ne ha 51 oppure si sprecano cose… ed alla luce di questo insegnamento mi sono ricollocato nella vita di tutti i giorni ed ho pensato a quanta fortuna ho avuto a nascere nella mia famiglia e poter fare l’artista e riflettendo su un mestiere tra virgolette inutile come quello del batterista che mi ha dato e mi dà tanta soddisfazione, ho pensato a come un tale lavoro potesse diventare utile. E’ stato inevitabile che il disco da Mario Riso sia diventato Rezophonic, non volevo mettere il mio nome in maniera spudorata dato che a quel punto diventava un progetto che riguardava tutti e non solo me. Ho trovato questo nome che ha assonanza con il mio ed ho iniziato a parlare agli artisti di questo progetto e ne sono stati subito ancora più entusiasti .

Quando nasce il progetto Rezophonic?

Il progetto è nato 5 anni fa e nel 2006 è uscito il disco.

Hai avuto una adesione immediata da parte degli altri musicisti?

Certo, da prima ancora che il progetto nascesse, perché si trattava comunque dei miei amici, al primo disco hanno partecipato 67 artisti.

Si dice tanto che non è possibile collaborare soprattutto fra italiani… come lo spieghiamo allora questo lavoro corale, questa grande famiglia?

Beh se hai lasciato un buon ricordo di te e non fai capo di un certo tipo di personaggi che ruotano intorno alla musica e che non hanno capito bene qual è il loro ruolo… per me non è stato difficile nulla e non lo è adesso che il progetto si conosce ancora di più. Quotidianamente ricevo proposte di collaborazione da parte dei gruppi più improbabili che vogliono dare il proprio contributo e questo ti fa capire come ci sia innanzi tutto diffidenza verso la charity perché purtroppo in televisione si fa promozione solo su ciò che non funziona e ti fa anche capire che invece ci sono tanti artisti che hanno voglia di fare qualcosa ma non sanno come. Questa è stata la possibilità di concretizzare una carriera artistica, di renderla utile, di giocare, divertirsi, crescere insieme, fare una vera e propria squadra. Ieri eravamo in 40 a Cagliari ed oggi siamo qui a Santa Margherita Ligure in 22 con un’altra formazione, la scaletta l’abbiamo modificata apposta per oggi… ogni concerto è unico e irripetibile e sul palco suonano persone che non hanno mai fatto una prova insieme… noi suoniamo senza prove, ci ritroviamo sul palco ed io faccio un po’ come Frank Zappa, dico “Ok tu fai questo, tu quest’altro” e la figata è che i ragazzi che vivono questo concerto si divertono.

Ci puoi parlare della vostra opera di beneficenza e dire a chi sono destinati i fondi che raccogliete?

Tutti i proventi della vendita del disco entrano nelle casse di Amref, che è l’associazione di cui io sono ambasciatore e socio onorario. Amref si occupa delle problematiche africane a 360 gradi e potete trovare qualunque spiegazione sul sito www.amref.it . In Africa noi di Rezophonic abbiamo sposato il progetto idrico nel Kajiado, una zona molto arida nella quale piove pochissimo che si trova molto vicina al Kilimangiaro. Con 2.500 euro compriamo la pompa che estrae l’acqua e la cosa bella è che il pozzo viene scavato e costruito dalle popolazioni del luogo, per cui noi forniamo loro il macchinario e loro sono così in grado di gestirsi da soli per tutta la vita, imparando anche la manutenzione, che poi è la cosa più importante. Soprattutto diamo indicazioni senza sconvolgere la loro vita sociale; loro magari hanno delle sorgenti che gestiscono male perché in quella pozza ci bevono animali e uomini allo stesso modo… la falda acquifera non viene gestita bene e quindi proliferano zanzare del genere Anopheles, insetti vettori della malaria causando morti a valanga e malattie interminabili. Quindi spesso operiamo su due fronti: a volte facendo un pozzo ed altre volte insegnando ai locali come dividere una sorgente e farla scorrere per gli animali da una parte e per loro da un’altra. Per la costruzione del pozzo utilizziamo una sorta di pensilina fatta col cemento alla fine della quale, facendo leva per tirare l’acqua, le gocce che altrimenti andrebbero perse vengono invece raccolte per innaffiare l’albero che ha più bisogno di acqua in assoluto, l’albero di banana. Sono piccole cose che magari per noi sono stupide ma per loro fanno la differenza.

Quanti sono gli artisti che collaborano con il progetto Rezophonic?

Tantissimi… ora come ora abbiamo raggiunto quota 150. Al primo disco si sono aggiunti moltissimi ospiti dal vivo e soprattutto il 24 di settembre uscirà il primo singolo del nuovo album, la cosa bella è che in questo singolo ci sarà per la prima volta l’introduzione di Caparezza che duetterà insieme a Cristina Scabbia e Roy Paci. Il pezzo è prodotto da me e da Livio Magnini dei Bluvertigo, avevo scritto questa canzone e parlavo spesso con Caparezza di collaborare in qualche modo finchè gli ho mandato la base e lui mi ha risposto dicendomi: “Mario, la base nuova che mi hai mandato è troppo figa, mi piace”. Due settimane dopo mi ha scritto tramite posta elettronica… si è inventato questa storia per cui lui è il dio degli aztechi che ti condanna se la sprechi se la neghi ti ci anneghi e lui nel testo dice:
“Perché se dici che te ne freghi, 16 mesi di siccità. Così capirai che la verità non è né là e né qua ma nell’ac – qua”, nel video ci saranno Roy Paci, Cristina Scabbia, Caparezza come cantanti; alla batteria io, alle percussioni Danilo Tasco dei Negramaro, alla chitarra Livio Magnini dei Bluvertigo, Marco Trentacoste e Fabio Mittino, al basso William Nicastro e alle tastiere Vanni Casagrande, un ragazzo poco conosciuto ai più perché è giovanissimo ha vent’anni ma mi piace che con Rezophonic siamo tutti uguali, sia che tu abbia venduto un milione di dischi sia che tu non abbia fatto neanche un album. Il bello di questa famiglia è che tutti si comportano allo stesso modo senza prevaricare nessuno ed è un’ottima risposta alle dicerie che nella musica non si può collaborare e che nel rock ci sono solo droga, violenza, bestie di satana alcool…
Ci tengo a dire che se io ci ho messo la faccia, il nome e il cognome è proprio perché in Italia c’è questa “bella” abitudine che la paternità delle malefatte non ha mai un volto per cui c’è diffidenza; in questo caso dico: volete sapere che cosa ci facciamo con i soldi che raccoglieremo? Volete sapere chi ha sbagliato? Ecco il colpevole, sono io, chiedete a me… quindi il senso è più di responsabilità che di voler apparire.

Nell’intervista Oriana prosegue giustamente affermando: Rezophonic ha un altro grande merito, quello di portare alla conoscenza di un pubblico vasto anche artisti che appartengono ad un panorama musicale più underground, cosa della quale c’è veramente bisogno perché il talento possa essere riconosciuto…

E Mario annuendo, prosegue: Sono contento che tu abbia elencato una delle problematiche del mondo rock alternativo che rimane spesso di nicchia, però anche in questo abbiamo abbattuto un pò di porte. Voglio ringraziare pubblicamente Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Giuliano dei Negramaro, Caparezza, Tullio De Piscopo, Roy Paci, Pao dei Negrita, Omar Pedrini, Ringo, tutti personaggi che grazie alla loro popolarità e al loro pubblico danno la possibilità ad altri artisti di essere conosciuti. Adesso infatti abbiamo più visibilità e facciamo Sanremo, l’Mtv day, ed altre manifestazioni importanti.



Mario Riso all’ MTV DAY, tra gli altri nella foto anche Andy dei Bluvertigo (2007)



Rezophonic a Sanremo: Cristina Scabbia, O C T O P U S, l’AURA, Mario Riso, Marco Trentacoste, Marco Cocci, Andy(Bluvertigo)

Essendo questa guida di superEva dedicata soprattutto al doppiaggio Oriana prosegue chiedendo a Mario:Sappiamo che hai un amico che di mestiere fa il doppiatore…

Sì, come sai gioco nella Nazionale artisti tv e stelle nello sport dove gravitano tra gli altri attori come Raffaello Balzo, Edoardo Costa, e persone che fanno i doppiatori, come Edoardo Siravo, Giorgio Ginex ed il mio compagno di squadra e di attacco che è Marco Vivio, un doppiatore a tutti gli effetti e con il quale ho condiviso la mia esperienza in Africa. Parlando con lui mi ha detto che papà Amendola non si batte, che ci sono tantissimi doppiatori validissimi in Italia e che è molto felice perché ha doppiato da poco un film prestigioso …

Siamo alla fine della nostra chiacchierata… a che punto è il bilancio del progetto Rezophonic?

Beh possiamo essere soddisfatti. Oggi abbiano realizzato oltre 60 pozzi d’acqua, una cisterna per la raccolta di acqua piovana e due scuole grazie ai Negrita che hanno raccolto fondi con il loro fantastico fan club. Due pozzi sono nati grazie al forum dei Negramaro, altri 3- 4 sono stati costruiti grazie a Francesco Sarcina e a Le Vibrazioni che sono andati a lanciare un gioco alla “Guitar hero” ed il compenso pattuito lo hanno devoluto per il pozzo in Africa. Questi pozzi portano i nomi degli artisti che compongono il nostro grande gruppo; il mio sogno era quello di riuscire a fare, con il primo disco, 67 pozzi, uno per ogni artista e ci siamo quasi riusciti.

Qui di seguito citiamo alcuni degli artisti che hanno aderito al progetto REZOPHONIC sono:

mario riso, william nicastro, olly (shandon), cristina scabbia (lacuna coil), marco cocci (malfunk), g.l. perotti (extrema), maus (lacuna coil), marco trentacoste (deasonika), j.l. battaglion (movida), dj aladyn, jan galliani (settevite), stef burns, tommy massara (extrema),mana (folder), emo / nitto (linea 77), roy paci, dj.jad (articolo 31), max zanotti (deasonika), pablo von roitberg, morgan, roberta sammarelli (verdena), fabio mittino, giuliano sangiorgi (negramaro), stefano brandoni, andy (bluvertigo), livio magnini (bluvertigo), marco “garrincha” castellani (le vibrazioni), cesare petricich (negrita), omar pedrini, nikki, diego mancino, alessandro ranzani (movida), max brigante, cocco (ffd), ciffo (ffd), joxemi (ska-p), mono (ffd), micky (no relax), ringo, lella (settevite), sem (guilty method), michele albè (piks), pier gonella (labyrinth), patrick djivas (p.f.m.), andy”trix” tripodi, pau (negrita), fefo forconi, ugo nativi, enrico amendolia, roberto broggi (guilty method), david moretti (karma), francesco sarcina (le vibrazioni), saturnino celani, fausto cogliati, l’aura, pino scotto, steve angartal, larsen, coppolino, ivan lodini, giovanni frigo, madaski + n.a.m.b., davide tomat, silvio franco.



Rezophonic

Intervista a cura di Oriana Mariotti, si ringrazia Mario Riso per la sua grande disponibilità e per l’autorizzazione nel pubblicare le immagini allegate al presente articolo