L' infanzia rubata

Romanzo dello scrittore Fabrizio Puccio, il libro e il relativo Booktrailer sono stati presentati in Anteprima Nazionale ai giovani reclusi del Carcere Ucciardone di Palermo lo scorso 17 novembre 2009. Sabato 5 dicembre 2009, alle ore 18.00 l'evento presso il Teatro dei Servi di Massa ... Booktrailer con la voce di Luca Ward, musiche inedite di Valerio Andreoli, produttori Vittorio Vatteroni e Giulia Pescini... con la partecipazione straordinaria di Giorgio Ariani

Il BOOKTRAILER è stato possibile grazie alla sensibilità dei responsabili del carcere che, con la loro disponibilità, hanno confermato il loro impegno nell’attività di recupero e reinserimento dei reclusi, attraverso eventi culturali e sociali che avvicinano la soci età “libera” a quella temporaneamente ristretta senza pregiudizi. Con la speranza che ognuno possa presto riconquistare e preservare il bene più prezioso al mondo: la libertà.

Un GRAZIE di cuore a:

Direttore: dott. Maurizio Veneziano
Direttore aggiunto: dott.ssa Maria Luisa Malato
Comandante di Reparto: V. commissario Patrizia Bellanti
Resp.le area educativa: sig. Giovanni Iraci
Tutti gli altri operatori, compresi gli addetti alla segreteria
che hanno curato la fase dell’autorizzazione all’ingresso
dell’elenco di quanti sono intervenuti
***
Il 5 dicembre 2009 a seguito dell’Anteprima Nazionale di Palermo l’evento viene riproposto per la prima volta nel centro-nord Italia
presso il Teatro dei Servi di Massa.

Un GRAZIE di cuore a:

Provincia di Massa-Carrara Assessorato Cultura
per il sostegno alla realizzazione del booktrailer e
l’organizzazione dell’evento
Comune di Massa Assessorato Cultura
per aver concesso a titolo gratuito il teatro
Agenzia Formativa Serindform Srl
per aver collaborato all’organizzazione dell’evento
in collaborazione con
Ag. Formativa Serindform srl
Ass. Cinematografica Image
Prospettiva Editrice

Le riprese sono state interamente realizzate nella PROVINCIA DI MASSA-CARRARA che ha gentilmente concesso il Patrocinio al progetto. Con il termine booktrailer si intende un nuovo modo di conoscere e scegliere i libri attraverso il linguaggio attraente dei trailers cinematografici. La realizzazione del trailer racchiude in se due obiettivi. Il primo è di suscitare nello spettatore l’interesse verso il Romanzo, mediante la visione di alcune parti selezionate in grado di anticipare la trama ma renderla attraverso un montaggio mirato affascinante ed emozionante. Per questo il trailer in qualunque tipo di evento letterario nazionale deve precedere la presentazione del libro. L’altro, è sottoporre il prodotto all’attenzione di case di produzione per un possibile taglio cinematografico. In questo modo ancora una volta si andrà intensificando il legame che da anni esiste tra Cinema e Letteratura.

Con GIULIA PESCINI, VITTORIO VATTERONI,
ALESSIO CHERUBINI, SIMONE ANNUNZIATO

con l’amichevole partecipazione di GIORGIO ARIANI
voce narrante LUCA WARD
figurazioni speciali ALESSANDRO INGRA’, DAVIDE PUCCI
e con i piccoli SERENA VATTERONI, KADIRA AHMETAJ,
MICHAEL AHMETAJ

soggetto FABRIZIO PUCCIO
dal suo romanzo “L’INFANZIA RUBATA”
edito da “PROSPETTIVA EDITRICE”
sceneggiatura VITTORIO VATTERONI, GIULIA PESCINI,
IACOPO NAVARI

montaggio ALESSIO CIANCIANAINI
direttore della fotografia SIMONE ANTONIOLI
musiche ed arrangiamenti VALERIO ANDREOLI
make up designer GIOVANNI MONTARESI
scenografie e costumi LAURA NANI
segretario di produzione PAOLO BARACCHINI
operatore ALESSIO CIANCIANAINI
fotografa di scena LARA MALLEGNI
backstage IACOPO NAVARI
storyboard e grafica CLARISSA GHIO

“…
Sono i figli della povertà,
i ragazzi nati a Palermo,
terra di nessuno.
Nei loro occhi il nulla.
Subiscono violenze,
non portano rancore,
solo la speranza che un giorno
possa cominciare per loro una vita normale.
L’innocenza della loro età sparita, svanita.
Gli è stata portata via la dignità
e rubata l’infanzia
… “

Voce Narrante del booktrailer
dell’Attore e Doppiatore

LUCA WARD

Romanzo “L’Infanzia Rubata”

Trama

Michele nasce a Palermo da una famiglia in povertà, che aveva occupato una delle tante case rimaste in piedi per metà, dopo i bombardamenti alleati dell’ultima guerra. Passa la sua infanzia tra quelle rovine, frequentate dai “viziusi”, uomini che adescavano tra quelle rovine i figli della miseria, del degrado e della povertà. Il papà di Michele dopo aver cercato invano un lavoro dignitoso, raccoglie cartone che vende alla cartiera del Borgo Vecchio. Il ricavato lo spende tutto alla taverna del “Partinicoto” e quando si ritira a casa ubriaco, sono botte per tutti. Michele vende il suo corpo per racimolare qualche lira e sfamare così la madre e i fratelli, lo fa per anni nell’indifferenza generale. A Palermo nella centralissima Piazza Sant’Oliva, alle spalle del Politeama (salotto della città), fanno la loro prima comparsa i “Fimmineddi”. Michele, che aveva fatto della vendita del suo corpo la sua attività, inizia una serie di punture di ormoni, che gli sviluppano un aspetto naturale delicato, femmineo. Guadagna abbastanza per sfamare la sua famiglia e portare un po’ di serenità. Un malavitoso lo nota e si mette in testa di sfruttarlo, ma Michele non ne vuol sapere, non solo perchè i soldi servono alla sua famiglia, ma anche perché, egli non prova alcun piacere nell’accoppiarsi con altri uomini. Michele è “maschio”, e quel lavoro lo fa solo per mestiere. L’uomo non ci sta! E chiede ad un suo amico di fingersi cliente e condurre Michele presso una casa nel rione Cassaro, dove era certo, che lo avrebbe convinto a farsi proteggere. Michele viene tenuto prigioniero tutta la notte, al mattino accade un fatto tragico, l’uomo tenta di violentare Michele, che si difende colpendolo con un coltello portato lì dall’aguzzino.
Michele è sconvolto, non voleva quel finale tragico, esce in strada con il coltello insanguinato ancora in mano, percorre il mercato del Cassaro con lo sguardo assente, mormorando “Non doveva finire cosi”. Qualcuno chiama la polizia che poco dopo scopre il cadavere e arresta Michele. Gli inquirenti sono convinti che l’uomo ucciso, sia lo sfruttatore di Michele e che l’omicidio sia la conseguenza di una lite per gelosia. Michele viene condotto nel carcere minorile di Malaspina, il suo ingresso suscita comportamenti goliardici da parte dei compagni, che non accettano quel ragazzo “Fimmineddu” . Quando tutto sembra precipitare al peggio, Michele viene affiancato durante “l’aria” da Angelo, che lo prende a braccetto rimproverando aspramente i compagni per il loro comportamento, lo stesso Angelo si rivolge anche alle guardie, avvertendole che ogni soverchieria fatta a quel ragazzo sarebbe stata come fosse fatta a lui. Angelo era prossimo al compimento dei 18 anni, nipote di un potentissimo mafioso, capo della famiglia della “NOCE”. Don Salvatore stravedeva per quel nipote, che rappresentava quello che il figlio non aveva voluto essere, preferendo studiare e diventare uno stimato chirurgo. Angelo resta poco a proteggere Michele in prigione, viene rimesso in libertà e promette allo stesso, che avrebbe aiutato la madre e i fratelli, e che avrebbe rintracciato l’uomo che lo aveva condotto in quella casa maledetta, per dimostrare che il suo era stato un rapimento e che la morte dell’uomo era stata una casualità ne voluta e ne cercata, anzi solo legittima difesa. Angelo mantiene la sua promessa, ma intanto all’interno del carcere senza la sua protezione, Michele subisce continue violenze da parte dei compagni, nell’indifferenza totale degli agenti, che a loro volta in più occasioni lo pestano con la classica “Cappotta”. In una di queste cappotte Michele riporta ecchimosi vistose, tanto che gli agenti per giustificarsi lo accusano di oltraggio. Finalmente il processo e l’assoluzione per legittima difesa. Le guardie organizzano l’ennesima beffa.

Dicono a Michele di prepararsi per uscire, lo conducono nell’ufficio matricola, dove gli viene notificano l’ordine di scarcerazione, poi una
volta davanti l’ultimo grande portone gli dicono che “entrare è facile, difficile invece è uscire”. L’ordine di scarcerazione conteneva una frase che diceva “Libero se non detenuto per altro”. Michele viene riportato in cella, perchè su di lui pesa una denuncia in stato di arresto per oltraggio. Michele la sera subisce l’ennesima “passatella” di violenza da parte dei compagni, e alla fine ingerisce una grande quantità di pasticche, che aveva accumulato giorno dopo giorno, mormorando continuamente: < >. La mattina seguente il tribunale dei minori su richiesta dell’avvocato revocava l’ostativa e Michele viene dichiarato libero. Angelo era lì, davanti quel pesante portone… Ma Michele non uscirà. Angelo apprende la notizia portata alla madre dal comandante delle guardie. Non ha nessuna reazione apparente… giura di vendicare l’amico… …. ma questa è un’altra storia! ” Gli atti di bullismo portano a danni psicologici irreparabili. Difendere una persona fragile non è segno di debolezza, bensì un gesto di grande Forza”.

L’Autore
FABRIZIO PUCCIO

Nell’ immagine intervento, Giulia Pescini, la copertina del romanzo di Fabrizio Puccio “L’ infanzia rubata” - Si ringrazia per le info Vittorio Vatteroni e Giulia Pescini

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