Marco esordisce raccontandomi: ” Se in passato grandi personalità come Paolo Buglioni , Roberto Pedicini, Christian Iansante, Angelo Maggi, Mario Cordova e altri hanno affiancato e affiancano tutt’ora professionisti cresciuti nel settore, che hanno recitato davanti al leggio (e non solo) fin da piccoli, ora c’è una generazione di giovani attori doppiatori che affianca loro coetanei attivi nel doppiaggio fin dalla più tenera età. Di questa generazione, fatta di ragazzi che non vengono da nessuna famiglia e stanno facendo sempre di più lavori importanti al leggio, sia film sia serie televisive, fanno parte tra gli altri Sara Ferranti (Promo del documentario Doppiare è … fare cultura”, secondo posto al Teatro Manzoni in Roma all’interno della rassegna cinematografica ICORTI, nel promo anche l’intervista a Sara Ferranti realizzata da Danilo Zottino in occasione del Memorial Ferruccio Amendola, Regia Daniela Sgambelluri - Musiche originali del Maestro Valerio Andreoli, documentario andato in onda su Roma Uno) , Francesco Cavuoto e un giovane attore doppiatore di cui parlava Roberto Draghetti nell’intervista realizzata da te Daniela: Edoardo Stoppacciaro“.
Marco prosegue raccontandomi proprio l’ incontro con questo giovane artista: ” Ho avuto il piacere di conoscere Edoardo all’ultimo Gran Premio del Doppiaggio e dopo esserci conosciuti lì ci siamo sentiti ogni tanto su Facebook, specialmente negli ultimi tempi in cui Edoardo mi ha raccontato un paio di cose sui suoi inizi e su persone con le quali ha lavorato che penso debbano essere raccontate per dare un’informazione più chiara e completa possibile su tuttociò che riguarda questo mestiere, agli appassionati e agli aspiranti, entrambi importanti destinatari del lavoro di questa guida e soprattutto entrambi aventi diritto a conoscere determinate persone e situazioni del doppiaggio. Edoardo, che è sempre stato appassionato a questo mestiere, inizia a recitare a Viterbo (è nato lì vicino, a Montefiascone, il 6 luglio dell’83) e quasi tutti gli attori della sua città più grandi di lui, coi quali ha lavorato, gli dipingevano il doppiaggio come “un ambiente di squali, mostri, tiranni, figli d’arte”. Malgrado la passione rimanga, ritiene che la sua esperienza di attore possa dirsi conclusa e si iscrive all’università (Facoltà di Giurisprudenza a Roma Tre), con grande dispiacere di altre persone che invece lo stimolano a tentare. Ma quando ormai Edoardo sembra aver chiuso con il mestiere dell’attore e con l’aspirazione a cimentarsi come interprete in quel mondo del doppiaggio che ama da sempre, interviene una persona che sa benissimo che i sudati libri dell’università, per quanto nobili, non sono quello che realmente egli vuole. Questa persona è sua madre, che un giorno, guardando la televisione, vede Pino Insegno parlare dell’Accademia Corrado Pani, la scuola dei mestieri dello spettacolo che dirige con il fratello Claudio e che vede tra i suoi docenti gli attori doppiatori Adalberto Maria Merli e Massimo Giuliani e il grande maestro di dizione Gianni Diotajuti. Decide così di cercare il numero della scuola e, una volta presi i contatti, riesce a far chiamare suo figlio per i provini d’ammissione. C’è però un’altra persona che Edoardo deve ringraziare se ha deciso di provare ad iniziare il percorso nel doppiaggio, malgrado le perplessità su un ambiente che non conosce e del quale gli avevano parlato in termini poco lusinghieri: Elda Martinelli, sua prima insegnante di recitazione, che l’ha fatto innamorare del teatro e con la quale è nata una splendida amicizia”. Marco prosegue: ” Edoardo supera così le selezioni della Corrado Pani, dove con lui studiano anche altri giovani attori che si stanno facendo un nome nel settore e dei quali parlerò successivamente, sia a te Daniela sia in altri miei lavori sul doppiaggio: Roberta De Roberto (voce del personaggio di Thelma Fardin-Giusy ne “Il mondo di Patty”, serie televisiva di culto presso i giovanissimi), Lidia Perrone (voce della co-protagonista della serie tv “Vanished” Margarita Levieva e conduttrice di “Tg Show”, il telegiornale sugli spettacoli nella capitale di Roma Uno), Ivan Andreani e Gianluca Crisafi.
Con Lidia Perrone, Marco Libotte e le attrici doppiatrici Francesca Manicone e Maria Letizia Scifoni, Edoardo formerà la compagnia teatrale H3O, autrice di spettacoli come “Delitto nella 212″ (tratto da “Camera con crimini” di Sam Bobrick e Ron Clark) e “Permettimi di dimenticarti”, scritto dalla stessa Lidia, diretto da Stefano Mondini e che vede nel cast anche l’attore doppiatore Emiliano Ragno.
Inizia a cimentarsi col doppiaggio quando Giuliani, che alla Corrado Pani insegna le tecniche di questo mestiere, fa chiamare dalla sua società, la Time Out Inca, gli allievi che ritiene pronti e interessati in prima persona ad iniziare a cimentarsi al leggio. Edoardo lavora per un anno con lui e la moglie Tiziana Lattuca facendo brusiì, integrazioni di colonna e piccoli personaggi in prodotti italiani doppiati dalla società. Dopo un anno, mentre continua a studiare doppiaggio con lo stesso Giuliani in un paio di stage e con Roberto Pedicini, divenuto nel frattempo nuovo insegnante di doppiaggio della scuola, chiede provini a direttori come Massimiliano Alto, Davide Lepore, Carlo Cosolo, Danilo De Girolamo e Calo Valli e comincia così a lavorare anche con loro.
Edoardo racconta a Marco riguardo ai suoi inizi: “Da un momento all’altro, mi sono ritrovato a studiare per lavorare in quell’ambiente che per me era come Eldorado per i conquistadores spagnoli, un sogno irrealizzabile. Solo che adesso mi ci trovavo in mezzo! Vedevo tutti i miei miti di sempre, Massimo Giuliani, Roberto Pedicini, Perla Liberatori, Max Alto, Giuppy Izzo, Massimo Corvo, Marco Mete, Federica De Bortoli, Paolo Buglioni, Chiara Colizzi (e potrei continuare) che andavano a lavorare negli stessi posti dove io stavo studiando o facevo le mie prime cose. Assistevo ai loro turni (muto come un pesce, più timido di Heidi) e mi dicevo ‘Mamma mia, questo mestiere è davvero impossibile’. La naturalezza e la semplicità con cui loro facevano cose che io ancora adesso non riesco a immaginare mi affascinava e mi disorientava, e così il mio approccio era ‘Ma io chi sono per stare qui?’…Poi ho scoperto che in quell’ambiente di mostri, di bastardi, di raccomandati, di ‘impiegati della recitazione’ incontravo, ogni giorno di più, persone valide, disponibili, pronte a insegnarti qualcosa, magari a sfotterti giocando sull’ ‘ultimo arrivato’, ma sempre con simpatia, a consigliarti. Non dimenticherò mai la prima volta che mi sono ritrovato al leggio con Chiara Colizzi, Emanuela Rossi e Federica De Bortoli. Ero pietrificato dall’orrore, Marco, ti giuro. La voce non mi usciva, non prendevo il sinc, ero rigido come un baccalà…. E loro, da persone meravigliose quali sono, hanno subito sdrammatizzato, scherzato insieme a me… Mi hanno fatto sentire a casa! “
In questi ultimi anni, Edoardo ha prestato voce ad attori come Eddie Marsdan in “Hanchock” e nel recente “Sherlock Holmes”, Winston Ellis nei panni di Palifico in “Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma” e “Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo”, Joey Fatone in “Beethoven’s big break” e “L’amore non ha colore” e al topo Emile di “Ratatouille”, doppiaggio per il quale ha vinto il premio della giuria come Voce emergente dell’anno al Romics 2008 (qui sotto le riprese della sua premiazione realizzate da Marco Bonardelli).
Continua Marco parlando di Edoardo: “Uno dei suoi primi ruoli importanti è stato il personaggio di Evan R.Lawson (l’attore è Paul Costanzo), co-protagonista della serie tv “Royal Pains” (trasmessa in Italia su Joi), per il quale è stato scelto da Giuppy Izzo, direttrice del doppiaggio della serie assieme a Barbara Castracane e Stefano Benassi. “Da loro - dice Edoardo - ho imparato così tante cose che non saprei da dove cominciare. Con Fiamma, sorella di Giuppy, lavora in “X-Men Le origini: Wolverine” doppiando la star di “Lost” Dominic Monaghan nei panni del mutante Bolt”.
Di Giuppy e Fiamma Edoardo racconta a Marco: “In loro ho trovato una semplicità, una disponibilità e una voglia di soffermarsi a insegnare più uniche che rare. Giuppy e Fiamma sono due direttrici esigenti (viva Dio!), ma anche quando ti chiedono e ti richiedono una battuta tante volte, lo fanno sempre con la gioia di lavorare, e di lavorare con te. La scena della morte del mio personaggio in ‘Wolverine’ è stata una vera esperienza attoriale a tutto tondo. La resa vocale era solo un mezzo: con Fiamma si deve recitare ! Sia lei, sia Giuppy, hanno un modo molto propositivo di relazionarsi, e sanno motivare con fermezza, ma sempre con simpatia. In loro ho ritrovato quello che Massimo Giuliani raccontava di Renato Izzo:
‘Renato ti faceva rifare una battuta cento volte. E aveva cento volte ragione’.”
Marco infine racconta: “Edoardo ha inoltre partecipato a diverse rappresentazioni teatrali e ad alcune letture con Pedicini, Paolo Buglioni (online su Youtube il teatro di Paolo con Repubbliquiz e Il vizio Assurdo), Luca Dal Fabbro e Arnoldo Foà. A teatro ha interpretato Banquo in una rappresentazione del “Macbeth” e Oberon in una di “Sogno di una notte di mezza estate”, e partecipato allo spettacolo “Ypokritài, attori” dell’attore doppiatore Patrizio Cigliano. Nel recente “Sherlock Holmes” è stato diretto da Marco Mete, il quale non è nuovo a utilizzare giovani attori doppiatori nei suoi lavori di direttore. Ha infatti diretto un altro giovane di cui parlerò successivamente, Gianfranco Miranda, su Khalid Abdalla, co-protagonista de “Il cacciatore di aquiloni”, uno dei film più amati della scorsa stagione cinematografica.
E Marco ora conclude rivolgendosi a tutti gli appassionati e aspiranti attori doppiatori dicendo: “Spero che la storia di Edoardo non solo faccia conoscere sempre di più i ragazzi che rappresentano il futuro di questo mestiere, facendo così capire che il doppiaggio non è fermo, come si pensa, a nomi di ormai consolidato mestiere, ma inviti tutti gli aspiranti, ai quali noi, io e questa guida di superEva, ci rivolgiamo sempre e ai quali sempre cerchiamo di dare un’informazione chiara e completa, a non lasciarsi scoraggiare da chi vi dà un ritratto eccessivamente negativo di questo settore. Non tutto è rose e fiori nel doppiaggio come in qualunque altro ambiente di lavoro, entrare non è facile e si possono trovare difficoltà, ma non si può per questo generalizzare e la storia di Edoardo dimostra che c’è disponibilità verso i giovani da parte di grandi nomi del settore. Quando anche a voi daranno del doppiaggio un ritratto eccessivamente negativo, invitandovi a lasciare perdere, come hanno fatto queste persone con Edoardo, non lasciatevi convincere e tentate questa carriera, andate nelle sale, confrontatevi coi professionisti, partendo sempre, come in altri ambiti della nostra vita, dal verificare sempre di persona. Non prendete tutto quello che vi dicono per oro colato..” .
L’ immagine intervento è stata tratta dal sito IL MONDO DEI DOPPIATORI

Daniela Sgambelluri








