Questo sito contribuisce alla audience di

Donne nel Cinema d'Animazione

Il libro, appena pubblicato, editato dalla studiosa Matilde Tortora, rivela il grande debito che la cinematografia dell'animazione deve alla grande creatività delle donne artiste nel disegno, nel cinema d’animazione e nel linguaggio audiovisivo ... Contributi di Massimo Becattini, Paolo Di Girolamo, Ursula Ferrara, Andrea Fontana, Gibba, Marcel Jean, Yves Josso, Regina Pessoa, Julie Roy, Davide Tarò, Nunziante Valoroso, Mario Verger Tunué, 2010

Le Donne nel Cinema d’Animazione. Il libro, appena pubblicato, editato dalla studiosa Matilde Tortora, rivela il grande debito che la cinematografia dell’animazione deve alla grande creatività delle donne artiste nel disegno, nel cinema d’animazione e nel linguaggio audiovisivo, cominciando dai pionieri dell’animazione a presentare, attraverso gli studiosi riferiti al vario excursus delle differenti nazionalità, riguardo gli impianti delle autrici di vari paesi e delle diverse epoche. Inizialmente, pochi pionieri si cimentarono al film dell’animazione, solo successivamente molte donne si applicano nei ruoli secondari, inchiostratrici, coloritrici, e al massimo intercalatrici. Questa antologia di scritti contiene come novità, foto e documenti assoluti provenienti dai più importanti archivi, italiani e stranieri, dall’archivio di Indelli/de Roubaix all’ufficio nazionale del film del Canada, dal pioniere assoluto del cinema disegnato Gibba a Paolo Di Girolamo (attivi nell’animazione italiana dal dopoguerra e in seguito con Carosello – il primo programma italiano di pubblicità da cui per la prima volta il genere di contributo femminile può essere visto) e da parecchi altri archivi mondiali.
Massimo Becattini, che descrive il ruolo delle donne nel primo lungometraggio animato italiano a livello europeo, La Rosa di Bagdad, diretto dal grande pioniere italiano Anton Gino Domeneghini, da poco restaurato e in un nuovo cofanetto in doppia edizione DVD e Blu-Ray, con interventi esclusivi che vanno dalla figlia del regista, avv. Fiorella Domeneghini, alla moglie del grande illustratore Libico Maraja, alle varie donne della IMA Film, quali ad esempio Carla Ruffinelli sino all’edizione doppiata di questo grande capolavoro della cinematografia a passo uno. Andrea Fontana e Davide Tarò, due studiosi dell’Anime, i quali tracciano per la prima volta un quadro esaustivo delle animatrici giapponesi, e Nunziante Valoroso, che ha convogliato in questo libro non solo una panoramica sulle leggendarie donne delle produzioni di Walt Disney, in particolare Mary Blair, ma addirittura un intervento della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci che rese, in un’intervista, un appassionato omaggio a Walt Disney e al cinema d’animazione internazionale.
Mario Verger, regista ed autore del film animato Pasolini requiem (Premio 2010 alla Miami Beach Cinematheque), che si cimenta come appassionato studioso del settore tracciando la prima storia dell’animazione italiana al femminile, dagli inizi del secolo XX sino ad oggi ripercorrendo la storia delle donne impegnate nell’animazione italiana e le commistioni frequenti fra arte, sperimentazione e cinema d’animazione. In questa analisi sfibrante, viene soprattutto approfondito, per la prima volta, il ruolo che hanno avuto le donne animatrici nel capolavoro dell’animazione italiana, Un burattino di nome Pinocchio, diretto dal regista di fama internazionale Giuliano Cenci, assieme alla moglie Albertina Cenci, alle varie animatrici e pittrici della Cartoons Cinematografica Italiana, fino alle ultime realizzazioni della loro figlia Elena Cenci, dai fratelli Pagot al suo film animato completo, Uomini Soli dei Pooh, primo musical italiano a cartoni animati del III millennio.
Due grandi acclamate autrici dell’animazione mondiale, Regina Pessoa (Portogallo) e Signe Baumane (Latvia/USA), le quali contribuiscono al libro con disegni originali che illustrano la doppia copertina del libro, all’interno del quale vi è il racconto nelle immagini fatte da grandi autrici come Ursula Ferrara (Italia) “su alcuni maestri ignari della mia passione speciale per il cinema d’animazione, “una piccola storia”, l’ironia, i disegni, i colori, l’arte; come il racconto di Regina Pessoa “Me, Animation, Life”, un testo luminoso, intenso, necessario e bello appena come suoi film animati.

La Rosa di Bagdad (Italia, 1949) Prod.: IMA FILM
Regia: Anton Gino Domeneghini

Personaggi e Doppiatori Italiani:

Principessa Zeila - Germana Calderini
Principessa Zeila (cantante) - Beatrice Preziosa
Amin - Corrado Pani
Califfo Oman - Olinto Cristina
Sheikh Jafar - Giulio Panicali
Tonko - Mario Mario Gallina
Zirko - Lauro Gazzolo
Zizibé - Mario Besesti

Fatima - Giovanna Scotto
Il mago Burk - Carlo Romano
Genio della Lampada - Stefano Sibaldi
Il Grand Kadi - Lauro Gazzolo
Madre di Amin - Renata Marini
Donna alla Fonte Magica - Maria Saccenti
Narratore - Stefano Sibaldi
Nella versione in lingua inglese (The Rose of Baghdad), la principessa Zeila è stata doppiata da Julie Andrews.