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Giuliano Cenci il creatore di Carosello

Il primo cartone animato di Carosello fu il Pinguino Chico ideato da Giuliano Cenci


Cari lettori, prima di tutto spero stiate trascorrendo serene feste nell’attesa del nuovo anno. In questo giorno di Santo Stefano sono lieta di pubblicare un articolo inviatomi dal caro amico e regista di animazione Mario Verger. Vi lascio in buone mani augurandovi Buon Santo Stefano.

Articolo a cura di Mario Verger per questa guida di superEva

Il 3 febbraio 1957 sul programma nazionale Rai iniziò un nuovo programma, intitolato Carosello. Esso, in accordo alle maggiori aziende italiane, serviva per reclamizzare i diversi prodotti accompagnati da brevi sketch comici o intermezzi musicali. Dopo qualche mese di programmazione però, il programma iniziò a perdere ascolti, tanto che i dirigenti dell’ex EIAR da poco Rai pensarono di chiudere la trasmissione entro fine anno. Allora uno dei trainer era Carini – l’impresario all’epoca del presentatore Corrado Mantoni – il quale, in relazione alle committenze della Philco, nota casa produttrice di frigoriferi, ne parlò al giovanissimo animatore e regista toscano, Giuliano Cenci.
Cenci pensò che una nuova maniera, del tutto innovativa per la Rai–Radiotelevisione italiana dell’epoca, fosse una réclame a cartoni animati. La cosa risultava abbastanza nuova e Carini, incuriosito dall’apparente bizzarra ideazione, gli diede però credito chiedendo al giovane fiorentino di preparare delle animazioni relativamente alle quali avrebbe sottoposto l’idea del cartone animato ai dirigenti Philco. Carini aveva però un socio che non aveva preso in troppa considerazione tale innovazione ma, nonostante ciò, l’idea del Cenci piacque alla Philco tanto che vennero commissionati i primi 3 episodi. Giuliano Cenci, allora ventiseienne, ideò un simpatico pinguino, Chico che viveva appunto fra i ghiacciai e in ciascun Carosello si sbizzarriva in diverse avventure artiche fino a terminare gli sketch col frigorifero Philco dal vero (Cenci inoltre fu il primo in Italia a escogitare l’accoppiamento film dal vero e cartone animato unificato assieme, anticipando di oltre tre decenni Roger Rabbit). Chico – che possiamo definire un po’ l’antesignano del personaggio dei fratelli Pagot Calimero, doppiato da Ignazio Colnaghi – è un pinguino che, pattinando sul ghiaccio, vive con la sua compagna all’Artico anziché all’Antartide, e durante le varie avventure incontra orsi, mammut, ecc, fino a scoprire, nei ghiacciai, il frigorifero Philco. Riguardo la nascita dei primissimi Carosello, c’è rimasta traccia da una dichiarazione-ricordo dello stesso Cenci che dice, «Caroselli Philco: fu commissionata tramite il sig. Carini, ma c’era un altro intermediario, un avvocato di cui non ricordo il nome il quale, a differenza del Carini, era contrario a fare la parte pubblicitaria in cartoni animati. La Philco però scelse i miei personaggi basati su un pinguino di nome Chico che, insieme alla sua compagna, invece di vivere al polo Sud preferiva vivere al polo nord dove si scatenava in incredibili avventure, tra le quali finì per insinuarsi anche il suddetto avvocato che, di riffa o di raffa, riuscì a fare interrompere la serie televisiva».La Philco, come detto, diede carta bianca a Cenci e, nell’autunno ’57, quando ormai il programma, perdendo ormai continui colpi di audience, stava per chiudere i battenti, andò improvvisamente in onda il primo Carosello a cartoni animati con protagonista il piccolo pinguino animato di Giuliano Cenci.
Mentre andò in onda il primo episodio Cenci era già a buon punto di terminare il terzo ma il suindicato avvocato si oppose tanto che dopo la messa in onda, la serie non arrivò alla programmazione del secondo episodio! In onda, quindi, andò solo un primo, eccezionale, episodio ma, entro breve, il pinguino Chico favorì incrementando notevolmente le vendite dei frigo Philco, nonché si parlò ripetutamente del programma che subì un’immediata impennata in alto. Chico, il pinguino animato di Giuliano Cenci per la Philco costituì una tale novità che, entrò breve, non solo fece proseguire il programma ma rivoluzionò d’un colpo il linguaggio pubblicitario dei mass media segnando, peraltro, la storia della televisione italiana. Essendosi rivelata la formula vincente entro lo stesso anno iniziarono le diverse aziende coi rispettivi managers a far realizzare diversi cartoni animati abbinati ai prodotti da reclamizzare relativamente al successo Philco, ma affidati, non più al giovanissimo genio fiorentino (che porterà al successo un decennio e mezzo dopo in tutto il mondo il lungometraggio d’animazione in full animation «Pinocchio») bensì a studi di animazione dei più anziani Nino e Toni Pagot. Cenci inoltre, dopo aver suggerito il successo alla Rai assicurato, era ancora troppo giovane e onesto per continuare con Carosello; ottenere gli appalti non era cosa facile: essi viaggiavano soprattutto fra Milano e Roma, e bisognava arrivarci per forza di “conoscenze”. Giuliano Cenci fu il vero «papà» di Carosello nel lontano 1957 tracciando la strada ai vari Nino e Toni Pagot, Roberto e Gino Gavioli, Bruno Bozzetto, Osvaldo Cavandoli, Paul Campani, Sandro Lodolo e Pino Pascali, e tanti altri; in una sola parola all’Animazione Italiana.

Nella foto in alto Giuliano Cenci, di seguito immagini tratte dalla lavorazione dell’animazione Pinocchio