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Intervista a Paola Valentini & Nino e Lorenzo D'Agata

Cari lettori, oggi vi presento una intervista inedita a Paola Valentini a Nino D'Agata e al loro bambino Lorenzo D'Agata


Proseguiamo le nostre interviste ai piccoli talenti del doppiaggio e ai loro genitori, stimati e bravissimi attori doppiatori italiani. E’ la volta di Lorenzo D’Agata, tra i vincitori della quarta edizione del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio della INCE 2002. Grazie a Carlo Dutto oltre a Lorenzo intervistati anche i genitori, i bravissimi Paola Valentini e Nino D’Agata. Vi lascio alle interviste:

DANIELA: Ciao Lorenzo, ti va di raccontare qualcosa riguardo all’esperienza del Gran Premio del Doppiaggio che ti ha visto vincitore tra i nuovi giovanissimi talenti del doppiaggio?

LORENZO: Ciao Daniela. E’ stato bello, però non mi aspettavo un premio piatto, credevo che il premio fosse spesso come quello dei grandi. Mi sono un po’ vergognato quando Pino Insegno mi ha chiesto da quanto tempo facevo doppiaggio e io ho risposto: non lo so, e tutti si sono messi a ridere.

DANIELA: Ahah… sei simpaticissimo Lorenzo, senti ma puoi svelarmi cosa ti ha portato Babbo Natale il 25 dicembre scorso?

LORENZO: Super Mario Bros Wii, la spada laser di Anakin Skywalker che si apre e si chiude con un pulsante, dei giochi per la playstation 3, la cinta da scout con tutti gli accessori, skate tit wii e tutto l’affetto di Babbo Natale.

DANIELA: Un bellissimo Natale Lorenzo … Senti ma da grande, sei certo che proseguirai a fare il doppiatore o hai anche altri sogni nel cassetto?

LORENZO: : Da grande farò l’Attore perchè Mamma e papà dicono che fare l’Attore comprende tutto , Cinema Doppiaggio e teatro.

DANIELA: Quali sono stati gli insegnamenti che ti
hanno saputo donare, nel doppiaggio come nella vita, mamma Paola e papà Nino?

LORENZO:: nel doppiaggio mi hanno insegnato ad attaccare al punto giusto, ad andare a sinc e a guardare bene in faccia l’attore da doppiare. Quando facevo Artie nel film Ragazzi Miei mamma mi ha insegnato molto e mi diceva sempre di ascoltare prima il bambino che aveva fatto il film. Quando ho fatto il film in Tunisia la sera prima di andare sul set studiavo le battute con mamma e papà con le mosse. Nella vita mi hanno insegnato ad aiutare i bimbi che non sono fortunati come me e per Natale abbiamo regalato 4 capre, 2 mesi di insegnante, e 1 mucca con i regali solidali del Ciai.

DANIELA:Bravissimo Lorenzo. C’è un personaggio dei cartoni animati che ti piacerebbe doppiare tanto?

LORENZO:: Sì mi piacerebbe tanto doppiare Anakin Skywalker in Starwars the clone wars

DANIELA:Oltre al doppiaggio hai lavorato anche nelle fiction, che esperienza è stata?

LORENZO: mi sono divertito molto a fare la parte di Rocco nel film in sei puntate L’Ombra del Destino. Sono stato in Tunisia, a Tunisi e ad Hamamet e nel deserto sul set di STAR WARS. Ho conosciuto tante persone simpatiche,tra le quali Fares, il bambino che faceva la parte del mio amico Vito. E’ stata una esperienza molto divertente. Ora sto girando il Tredicesimo Apostolo, dove faccio la parte di Davide, un bambino paranormale. Sono solo poche pose, perchè mamma dice che d’ Inverno si va a scuola.

Bene, ringrazio di cuore il piccolo Lorenzo per avermi concesso questa intervista, di seguito l’ intervista alla bella e brava Paola Valentini:

DANIELA: Paola, come stanno trascorrendo queste feste?

PAOLA: Le mie feste vanno divise equamente tra lavoro e famiglia, o meglio, famiglie. Sto adattando il film che Lorenzo ha girato in Tunisia. C’erano anche attori americani, tunisini, argentini che naturalmente parlavano la loro lingua, e ora il film va doppiato tutto in italiano, e quindi, di conseguenza, prima adattato.

E’ buffo adattare un film dove c’è tuo figlio che recita.Mi sorprendo a guardare e riguardare le sue scene, ricordandomi tutto quello che abbiamo fatto in quella giornata di lavoro. Questa sua prima esperienza è stata molto lunga, quasi 4 mesi in Tunisia, praticamente tutta l’estate, e sono convinta che l’abbia fatto crescere molto. E’ stato a contatto con attori e con un set composto di persone di varie nazionalità, ha sentito parlare lingue diverse , si è responsabilizzato e al tempo stesso divertito, insomma, una bella esperienza! E ora la mamma adatta il film e il papà ne dirige il doppiaggio: più in famiglia di così!

DANIELA:Bellissima esperienza immagino. Lei e’ una stimata attrice doppiatrice… quali sono i ruoli che ama maggiormente
interpretare? Ha mai incontrato qualche attrice straniera doppiata? Come è
approdata al doppiaggio?

PAOLA: Il doppiaggio è sempre stata la mia passione sin da quando vivevo a Pesaro, la mia città natale, e lavoravo in radio all’età di diciassette anni. A ventuno non ho resistito e mi sono trasferita a Roma inseguendo il sogno! Ascoltando i consigli di Laura Gianoli, bravissima attrice che purtroppo ci ha lasciati qualche anno fa, mi sono iscritta ad una scuola di teatro perchè, come mi diceva lei e come io cerco di far capire ora a Lorenzo, un doppiatore deve essere prima di tutto un attore. La mattina andavo ad assistere ai turni di doppiaggio per imparare, e il pomeriggio frequentavo la scuola.. e la mia carriera è iniziata in parallelo, da una parte il debutto in teatro con Salvo Randone in tournee, dall’altra, quando ero a Roma, i turni… se penso che sono passati quasi ventotto anni mi sembra impossibile! Fra i tanti personaggi che ho doppiato in questi anni direi che quello con il quale mi sono più identificata è stata Dharma, nella sit-com Dharma&Greg: una meravigliosa folle creatura! Chi non avrebbe voluto essere lei? Ma per fortuna non l’ho mai incontrata! Mi sarei sentita una nana.. Jenna Elfman è alta almeno mezzo metro più di me! Non posso poi dimenticare la sognante Ariel ne La Sirenetta di W. Disney e la acutissima Minnie che doppio ormai da circa diciotto anni e che mi fa riscuotere tanto successo fra gli amichetti di mio figlio che mi chiedono continuamente “fai la voce di Minnie?”

DANIELA: Paola, lei si e’ occupata, come ha accennato prima, di adattamento dialoghi. A suo avviso l’adattatore deve seguire anche la prefase di traduzione oppure può benissimo delegare ad altri tale aspetto iniziale? Lei traduce anche?

PAOLA: il lavoro di adattatrice mi piace molto e da qualche anno a questa parte mi assorbe sempre di più. Il mio inglese non mi permette di tradurre personalmente i prodotti che adatto e lascio che a farlo siano dei bravissimi traduttori, se possibile madrelingua, con i quali collaboro. Poi, mentre cerco di “mettere in bocca” all’attore straniero le parole italiane, seguendo le labiali e il ritmo della frase, seguo e ricontrollo tutta la traduzione per essere certa di quello che sto scrivendo. A mio parere il percepire la lingua del prodotto sul quale si sta lavorando quasi come una musica aiuta ad avere il giusto distacco dal prodotto iniziale e fa sì che si riesca a riproporre al pubblico italiano un “adattamento” in piena regola, pur senza tradire quel che gli sceneggiatori volevano comunicare.

DANIELA: Cosa pensa dei giovani attori che vorrebbero specializzarsi al doppiaggio, ce ne sono moltissimi che ci scrivono. Sono degli illusi o possono sperare un giorno di affermarsi in questo difficile mestiere?

PAOLA: Credo che sia un mestiere troppo particolare per poter delineare dei confini. Io sono arrivata a Roma senza conoscere nessuno e mi sono fatta strada bussando con discrezione alle sale di doppiaggio, imparando piano piano dai miei stessi errori ogni volta che qualche direttore acconsentiva a farmi l’agognato provino. Sicuramente ora, quasi trent’anni dopo, le cose sono più difficili, ma non mi permetterei mai di dire a qualcuno “lascia perdere”. E’ un lavoro basato soprattutto sul talento e sulle capacità personali di ognuno di rapportarsi con le persone alla quali si propone.

DANIELA: Se suo figlio un giorno non avesse più voglia di doppiare, ci rimarrebbe male?

PAOLA: mio figlio ha solo otto anni, è decisamente troppo presto perchè possa decidere del proprio futuro, anche se l’entusiasmo che gli ho visto tirar fuori sul set fa promettere bene.
Certo essere il figlio di due attori lo porta con più facilità verso questa strada, ma io e il padre vogliamo che per lui, ora come ora, sia solo un gioco, un bel gioco che gli dà la possibilità di imparare un mestiere e, come si dice? “impara l’arte e mettila da parte”… di questi tempi, viste le prospettive che hanno di fronte a loro i nostri giovani, è una bella opportunità. Non faccio che ripetergli, però, che la cosa più importante per lui ora è la scuola, e se fra qualche anno decidesse che la sua strada è un’altra sarei ben felice di aiutarlo a percorrerla.

Ringrazio di cuore Paola per la sua disponibilita’ e simpatia. Non poteva mancare il papa’ di Lorenzo, l’attore Nino D’Agata, anche lui molto stimato, vi invito a leggere l’intervista qui di seguito preceduta da una bellissima immagine di Lorenzo con il papa’ Nino, mentre in alto, una foto sempre di Lorenzo con mamma Paola. Ringrazio Nino per la disponibilita’:


DANIELA: Nino, come è stato artisticamente parlando e non, questo 2010 che sta per salutarci? Quali sono le sue ambizioni per il quasi neonato 2011?

NINO: Artisticamente è stata una buona annata, qualitativamente e quantitativamente. Per il 2011 ci sono già buone prospettive, anche se nel nostro settore niente è sicuro finchè non si è firmato un contratto. Spero di aumentare la qualità piuttosto che la quantità.

DANIELA: Anche a lei chiedo, in quanto artista poliedrico, quando si sente artisticamente a proprio agio e soddisfatto: quando doppia o quando è sul set di qualche fiction…?

NINO: Quando riesco a lavorare su prodotti di qualità che mi danno la conferma di aver scelto il mestiere giusto per me.

DANIELA: Per quale motivo, a suo avviso, è più facile vedere attori doppiatori impiegati nelle fiction, piuttosto che nei film studiati per il cinema ( a parte qualche eccezione ovviamente…)?

NINO: Mi piace pensare che questo accada perchè gli attori doppiatori perlomeno “parlano”, articolano, sanno usare il diaframma, quell’organo che per molti pseudo-attori per i quali la “naturalezza” significa farfugliare cose incomprensibili, è solo un anticoncezionale. Il cinema poi, è un’altra area, dove lavorano le “famiglie” (paramafiose) fatte di antiche amicizie, di clan, di vacanze passate insieme, anche se adesso, pare che le cose stiano cambiando. Gli ultimi “tagli” di questi ultimi governi stanno aggregando più soggetti e più zone lavorative.

DANIELA: Può spiegare qual è lo stato d’animo di chi si accinge a doppiare un attore straniero molto famoso? Secondo lei l’attore doppiatore dovrebbe “personalizzare” la voce ed interpretazione dell’attore straniero oppure dovrebbe cercare il più possibile di creare una copia, una sorta di imitazione, un clone di lingua diversa?

NINO: E’ difficile rispondere a questo. Ci sono molti elementi da considerare. Se l’attore da doppiare è un bravo attore basta “incollarsi” alla sua voce, la cui scelta è di pertinenza del direttore di doppiaggio che ha anche la responsabilità di dirigerlo senza tradire le emozioni che il personaggio trasmette; se l’attore da doppiare non è bravo, compito del direttore è quello, molto più arduo, di intervenire per aggiustare ciò che è aggiustabile. Poi può accadere che, senza volerlo, un doppiatore personalizzi, e anche in quel caso dipende dal talento e dalla misura del doppiatore. Rinaldi, grande, inimitabile doppiatore di mostri sacri come Jack Lemmon, Marlon Brando, Peter Sellers è riuscito, pur personalizzandoli con la sua voce, a non modificare minimamente le loro interpretazioni.

DANIELA: Quali sono gli atteggiamenti che proprio non sopporta in sala di doppiaggio o in un qualsiasi set?

NINO: Uno, che li compendia tutti: la mancanza di rispetto.

DANIELA: Può anticipare qualche suo nuovo lavoro artistico?

NINO: Attualmente sto curando la direzione del doppiaggio della serie alla quale abbiamo partecipato come attori sia io che mio figlio, “L’ombra del destino” per Mediaset e, probabilmente, curerò la direzione di un’altra serie, dove, anche lì, ho partecipato come attore: Squadra Antimafia 3, sempre per Mediaset e poi, solo come attore, ho partecipato a una serie con Terence Hill che dovrebbe andare in onda a gennaio, credo.