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  • Intervista esclusiva a Adalberto Maria Merli

    " ... Mangereta: é il soprannome donato al piccolo Berto, protagonista della storia, dalla nonna friulana ... Le vicende narrate invitano a seguire il percorso compiuto attraverso la guerra e la ricostruzione, in un arco di tempo che va dal 1943 al 1952, da Mangereta insieme alla sua famiglia, in fuga dalle difficoltà quotidiane della Capitale segnata dal conflitto ... Fin dalle prime scene, il piccolo Mangereta si rivelerà affetto da una irrefrenabile fame, un inconscio, pressante, desiderio di evadere la dura realtà della guerra con la gratificazione del cibo, ma anche con la fantasia, con la creatività, che danno origine al gioco ... Troppe società che si fanno la lotta al ribasso, troppi doppiatori non attori ( la parola doppiatore e orribile si deve usare attore reinterprete), lavoro mal pagato che produce invece benefici per le major americane. Senza il doppiaggio per loro sarebbe un fallimento.Il teatro è arte viva, il cinema non lo è ma questo non vuol dire che non sia arte ... Io sono libero in tutte le forme e per questo le mie scelte sono condizionate ... Gianfranco Bellini e Cesare Barbetti erano soprattutto degli ottimi attori che facevano doppiaggio per scelta personale ... "