Questo sito contribuisce alla audience di

Argomenti correlati

  • Intervista esclusiva a Simone Mori

    " ... La passione per il doppiaggio, per me, è un'eredità genetica, anche se devo ammettere che si è evidenziata relativamente tardi. Infatti a differenza di tanti miei colleghi che hanno cominciato da bambini, io mi sono avvicinato a questo lavoro solo dopo aver intrapreso la carriera di attore. Verso i 18 anni sono andato da mio padre e gli ho detto che volevo fare il suo lavoro, e lui mi ha risposto che allora avrei dovuto farlo seriamente. Così dopo il militare mi sono iscritto alla scuola di teatro "La Scaletta" , diretta da Gianni Diotaiuti e con insegnanti del calibro di Tonino Pierfederici e Giacomo Colli, solo per citarne alcuni, e tre anni dopo ero diplomato. A quel punto ho cominciato a lavorare in teatro con piccoli spettacoli, a fare alcune pose per la televisione e naturalmente a fare la mia sacrosanta gavetta nel doppiaggio. Chiaramente sia mio padre che tutti i grandi del settore, conoscendomi da sempre, avevano un occhio di riguardo per me, e così non mancavano occasione per insegnarmi i trucchi del mestiere. Per quanto riguarda mio figlio, non ho idea di cosa vorrà fare da grande (ha 19 mesi), ma quando verrà il momento, se lui vorrà, cercheremo insieme di capire come sarà ridotto questo settore e se varrà la pena di provare a farne parte ... "