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DAGDA

Il Dagda, il buon Dio degli antichi Celti d'Irlanda

Dagda
L’appellativo deriva da dago-devos, cioè il dio “buono” o il “molto divino”. E’ il dio dei druidi, domina gli elementi, è signore delle scienze e di ogni sapere, del tempo e del non-tempo, è anche un dio guerriero, pur non essendo il dio della guerra, e sua è la Sovranità. Suo altro nome è Eochaid Ollaithir, “Padre Potente”. La sua dimora si trova nel palazzo del fiume Boyne, da cui viene spodestato da suo figlio Mac Oc.
Il Dagda ha questo figlio dalla relazione con sua figlia Brigit, la grande dea del pantheon celtico.
In un certo senso Dagda è lo Zeus celtico, lo Juppiter indicato dagli autori classici, grazie alla sua universalità. L’unione con Brigit è doppiamente incestuosa e adulterina, in quanto la dea è anche moglie di suo fratello Elcmar (o Ogme). Questa promiscuità dei rapporti amorosi tra gli dei celtici non indica, come gli scrittori cristiani potevano supporre, un perverso senso morale, bensì l’incessante mescolarsi e trasformarsi della realtà, l’assenza di vere separazioni all’interno della realtà fenomenica e il continuo trasmutarsi delle cose, in quanto l’uno e il molteplice sono la stessa cosa.
Gli attributi del Dagda sono la mazza, che da una parte uccide e dall’altra dà la vita (da intendersi come la morte in questo mondo e la vita nell’Altro Mondo), il Calderone della Rinascita, dell’inesauribile nutrimento e dell’immortalità e la ruota cosmica, benché questo attributo lo si trovi collegato solamente ai due avatar del Dagda, cioè il gallico Taranis e il druida mitico Mog Ruith.