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LUG, il dio supremo del pantheon irlandese

Lug è il dio supremo del pantheon irlandese e il suo nome ricorre nella festa del 1° agosto, Lugnasad.

Lug è ‘ il dio supremo del pantheon irlandese e il suo nome ricorre nella festa del 1° agosto, Lugnasad. Nel racconto La battaglia di Mag Tured egli guida i Tuatha Dé Danann. Sua più frequente epiclesi è Samildanach, “Abile in molte tecniche”.

Egli interviene in un banchetto in cui Nuada ha riunito l’élite degli intellettuali, dei guerrieri e degli artigiani dei Tuatha e nessuno che non abbia un arte diversa da quelle rappresentate può entrare. Ciò è impossibile, perché tutte vi sono già rappresentate. Il giovane, bello e amabile, si presenta come Lug, figlio di Cian, figlio di Diancecht e di Eithné, figlia di Balor. Egli è dunque tanto un Tuatha che un Fomoro, il che già lo rende eccezionale, in quanto riunisce in sé due forze opposte e inconciliabili e simboleggia il rifiuto, proprio del pensiero celtico, della dualità. I Tuatha Dea rappresentano infatti la luce organizzata della coscienza, mentre i Fomori sono le forze primordiali, oscure e caotiche, la cui energia è terribile. Quando il portinaio gli domanda quale arte pratichi, egli le enumera tutte (carpentiere, fabbro, arpista, eroe, poeta, stregone, ecc.). Ogni volta il portinaio gli risponde che ce n’è gia uno. Lug allora chiede se vi sia chi riunisce in sé tutte queste arti e si qualifica con “Multiforme Artigiano”, Samildanach. Lug supera trionfalmente altre prove e infine fa cadere tutti addormentati cantando la Melodia del Sonno.

Duque è un dio che riunisce in sé tutte le categorie e trascende ogni funzione. In Gallia era oggetto di un culto molto importante e in epoca romana si iniziò a rappresentarlo come Mercurio Lug, forse perché in quanto partecipe alle funzioni dell’Artigiano, proteggeva anche i commerci e i viaggiatori. In Irlanda una sua epiclesi è Grianainech, termine in cui compare la parola “sole” (grian). Dunque è un dio solare, pur non avendo nulla dell’Apollo greco-romano. Piuttosto richiama Odino-Wotan. Il richiamo a Mercurio, registrato da Cesare, è nella sua assoluta unicità rispetto a tutti gli altri dèi, in quanto riunisce in sé tutte le funzioni e le trascende, pur non essendo il padre degli dèi.
Scrive Francoise Le Roux ne La religione dei Celti (in Le religioni dell’Europa centrale precristiana, a cura di Puech, trad. It. Bari 1988 pag. 103)
Lug, al quale i Tuatha Dé Danann hanno vietato di prender parte al combattimento perchè le sue capacità ne fanno qualcosa di troppo prezioso, riesce a fuggire e “con una mano, un piede, un occhio” compie il giro dei due eserciti rendendo d’obbligo, per così dire, che i suoi riportino la vittoria.
La sua posizione è quella del druido che scaglia la “maledizione suprema”