Questo sito contribuisce alla audience di

"AWEN"

La ricerca dell'Awen è una ricerca dello spirito stesso del druidismo, e, come tale, porta con se molti percorsi, individuali e collettivi, molte strade diverse ma unificate dalla capacità di accogliere lo spirito che fluisce.

“AWEN”
La ricerca dell’Awen è una ricerca dello spirito stesso del druidismo, e, come tale, porta con se molti percorsi, individuali e collettivi, molte strade diverse ma unificate dalla capacità di accogliere lo spirito che fluisce.
Noi possiamo intraprendere la ricerca come storico, linguista, poeta, filosofo, sacerdote, mago, sciamano, poeta, scrittore, muscista e in molti altri modi.
Ognuno di questi “ricercatori” ci aiuta, in un modo specifico e peculiare, a raggiungere una migliore comprensione e, mentre percorriamo il sentiero druidico, una cosa che scopriamo è che nella comprensione risiede la forza.
Il primo riferimento scritto all’ Awen lo si trova in Nennius, Historia Brittonum, un testo latino del 796 circa della nostra era, basata su precedenti scritti del monaco gallese Gildas.
Dopo aver fatto riferimento al Re Ida di Northumbria, che regnò dal 547 al 559, Nennius dice che:
“Then Talhearn Tad Awen won renown in poetry.”
“Alora
Tad significa ‘padre,’ così Talhearn è il Padre dell’Awen.
Questo non ci dice molto su cosa è l’Awen, ma, se noi accettiamo Nennius come una fonte affidabile, questo ci dimostra che l’Awen esisteva come concetto al tempo in cui Diarmait mac Cerbaill ancora regnava come l’ultimo Re Supremo semipagano d’Irlanda, e solo un secolo circa dopo la missione di San Patrizio per convertire gli irlandesi al cristianesimo.

La triplicità investe la venerazione per la natura, gli antenati e gli dei, così come il legame tra testa, cuore e anima.
La triplicità rappresenta l’energia e di essa il simbolo maggiore è l’”Awen”.
L’awen è un flusso di energia vitale che procede verso il sole e racchiude in sé il significato del numero tre (anche in alchimia il 3 rappresenta tutto ciò che è divino, che trascende l’uomo, e questo deriva dall’antico simbolo celtico del triscele, o triskell, del quale l’archeologia ci ha lasciato numerosissimi esempi): i punti che ne formano l’immagine simbolica corrispondono alle posizioni del sole (sole nascente al solstizio d’inverno [se], equinozi [e], solstizio d’estate [ne]) e i raggi, che da essi si dipartono, invadono l’uomo e la sua vita fornendogli ispirazione. Il sole, portatore di luce, rappresenta la conoscenza e l’uomo può raggiungerlo attraverso i suoi raggi: da essi ottiene la forza della conoscenza.
Awen è ispirazione e in questo termine sono racchiusi significati particolari: “AW” simboleggia il flusso, il fluire ed “EN” è l’essenza, lo spirito. Awen è, quindi, un’essenza fluida, uno spirito fluente.
L’awen può essere ricevuto da tutti, ma solo alcuni sono in grado di utilizzarlo e di renderlo unico. L’awen è espressione di energia divina, nel senso che la sua derivazione è legata a tutto ciò che si trova lontano dall’uomo, irraggiungibile, ma sfiorabile.
L’awen può appartenere a tutti, ma pochi ne hanno consapevolezza. L’awen giunge come ispirazione, ma non ha una forma precisa: è semplicemente un elemento che infonde energia, tranquillità raggiungendo il punto più profondo dell’anima. L’awen assume la forma che ognuno ritiene di dargli.
Il concetto di triplicità è rappresentato da diverse storie che incarnano l’Awen stesso. La più importante è quella di Gwyon Bach.

E’ una leggenda gallese che narra di Ceridwenn, dea della mitologia celtica che partorendo un figlio deforme decise di dotarlo di saggezza per compensarne l’aspetto fisico. Commissionò a Gwyon Bach un giovane suo servitore di preparare una pozione magica. Tre gocce (l’AWEN) del filtro fatato schizzarono sul dito di Gwyon che succhiandolo ne recepì la virtù, acquisendo la conoscenza completa del passato,d el presente e del futuro.. Ceridwenn infuriata lo rincorse mentre egli mutò in vari animali, fino a divenire un chicco di grano e lei una gallina nera. Ceridwenn rimase fecondata da questo seme e partorì il più grande dei bardi del Galles: Taliesin (Bella Fronte).
Ecco la storia in mp3