Questo sito contribuisce alla audience di

L'ingordigia e l'ipersessualità del Dio celtico Dagda

La figura del Buon Dio celtico, il Dagda

Durante la seconda battaglia di Mag Tured Lug invia il Dagda a spiare i Fomori.
Costoro lo obbligarono a mangiare:
“I Fomori fecero anche della farinata. Era per burlarsi di lui, giacchè il suo amore per la farinata era grande. Essi riempirono per lui il calderone del re all’altezza di cinque pugni. Vi andarono quattro volte venti sestari di latte fresco e la stesa quantità di farina e di grasso. Vi si gettarono delle capre, delle pecore, dei maiali e li fecero cuocere con la farinata. Il tutto fu versato dentro una buca fatta in terra e Indech gli disse che sarebbe statomesso a morte se non avesse mangiato tutto …”.
Il Dagda inghiottì con un certo piacere questa enorme quantità di nutrimento, in modo tale che il “suo ventre era più grande del calderone di una casa e i fomori si fecero beffe di lui”.
Il seguito si trasforma in una farsa oscena.
Lasciando i Fomori, egli può appena camminare,
“a causa delle dimensioni del suo ventre. Il suo abbigliamento era indecente: una tunica bruna gli cadeva fino al rigonfiamento delle natiche. IL suo membro virile era alto ed eretto. Indossava un paio di brache di pelle di cavallo con il pelo all’esterno. Aveva dietro di sé un forcone ramoso che richiedeva, per essere portato, lo sforzo di otto uomini e la cui traccia bastava come frontiera di provincia; la si chiama traccia del bastone del Dagda” (Testi Mitologici Irlandesi).
Secondo quanto è possibile capire dalle frasi seguenti, giacchè il manoscritto è alterato, senza dubbio intenzionalmente, il Dagda incontra una ragazza.
“IL desiderio del Dagda andò verso di essa”, dice pudicamente il narratore,.
Ma siccome ha mangiato troppo, per quanto faccia egli non riesce a realizzare i suoi scopi.
E la ragazza lo biasima energicamente, con disprezzo, così pare, ciò che scatena la vana colera del Dagda.
da Il Druidismo, di Jean Markale, MIlano 1994, pagg. 114-115
Insistendo sulla ingordigia e sull’ipersessualità del Dagda, è sulle caratteristiche della terza funzione (quella artigiana) che l’anedotto vuole attirare l’attenzione: ma siccome si è avuta rottura dell’equilibrio tra la sesualità e il nutrimento, a vantaggio di quest’ultimo, rien ne va plus.
E si noterà che i Fomori ne sono la causa, proprio essi che sono i rappresentanti del Caos originario.
In fondo il Dagda è in piena regressione. Ritorna allo stadio orale primitivo della sessualità: rimpinzato di farinata, egli non è più che un grosso bambino, un pre-puberale.
Ma questa impotenza temporanea, che è dovuta ad un intervento esterno, valorizza, grazie al suo aspetto di contrasto, l’attività sesuale ordinaria del Dagda, che è prodigiosamente intensa.
Il Dagda è presente sempre mentre ha degli “incontri femminili”, e anche nei momenti in cui ci si aspetterebbe che si occupassse di affari molto gravi, egli trova sempre il tempo di recarsi a questo genere di incontri.
Accadde ugualmente durante i preparativi della battaglia di Mag Tured.
Ci viene detto anche che questo incontro era fissato per la festa di Samain, ciò che è significativo, e la donna con la quale si unisce altra non è che la Morrigan, una specie di Dea dell’Amore Carnale e della Guerra.
Non è dunque un caso.
Per di più il Dagda è il “Padre di tutti”: bisogna pure che egli assuma le sue funzioni.
Egli ha numerosi figli, in paritcolare Oengus (= scelta unica), il Mac Oc, personaggio apollineo di giovane, e Brigit, la triplice Dea che, anch’essa, riveste tre funzioni …