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MABON

Il Divino Bambino del Sole

MABON

Io vengo in questo luogo come un bambino delle future generazioni.
Il mio dono è la fiamma gentile della speranza che ogni nuova vita porta in questo mondo.
Io , e quelli che mi seguono, chiediamo che quelli di voi che ci diedero la vita proteggano questa sacra fiamma.
Voi che siete i guardiani terreni della saggezza unitevi insieme in pace ed armonia, per proteggere questo pianeta, la nostra casa.
Questo io chiedo per i bambini del mondo (Mabon cammina intorno al cerchio accendendo ogni candela con la sua fiamma)
(dalla ceriomonia druidica per il Solstizio d’Inverno-Alban Arthan)

Mabon è il Celtico bambino di Luce che porta la vita eterna.
Mabon ap Modron, significa “Grande Figlio della Grande Madre”, è il Giovane Figlio, il Giovane Divino, o Figlio della Luce.
‘Il Figlio Divino’ è il Dio gallese della giovinezza e figlio della madre terra Modron e di Mellt (’Illuminante”). Era il Figlio della Luce, della liberazione, armonia, musica e unità. Ha anche il potere di far fiorire e sviluppare -ciò che dipende per la propria crescita dalla sua luce solare (in senso naturale e spirituale). Le sue caratteristiche e le sue funzioni sono del tutto analoghe e sincronizzate con quelle di Apollo. Era particolarmente popolare nel nord della Britannia.

Viene citato nelle antiche triadi storiche del Galles:
I tre più grandi prigionieri dell’Isola di Britannia
Llyr Llediaith, il prigioniero di Euroswydd Wledig, (Lady Guest pensava che questo era il nome di Ostorius, comandante romano)
e Mabon (Madoc) il figlio di Modron,
e Geyr (Geiryoed) il figlio di Geyrybed …

Ecco cosa ne scrive la più grande studiosa gallese di storia antica celtica:

Nel Racconto di Culhwch e Olwen, come è narrato nel Libro Rosso di Hergest, Mabon è il figlio di Modron. Invero i loro nomi significano solamente “figlio” e “Madre”.
Mabon è sottratto a Modron la terza notte della sua nascita e di lui non si sa più nulla fino a quando viene ritrovato in una prigione da Culech e Artù, che erano andati alla sua ricerca.
La fortezza può essere raggiunta soltanto per via d’acqua; al momento della sua liberazione Mabon è la più vecchia creatura vivente. In questo racconto mitologico gallese Mabon, poi, ha il ruolo di cacciatore: egli insegue il magico cinghiale Twech Trwyth, recuperando dalle sue orecchie il rasoio e il pettine necessari a Culhweh per porre fine alla sua lunga ricerca.
Vi sono molti punti di grande interesse per quel che riguarda la natura di Mabon: innanzitutto il nome del padre non è mai menzionato: egli è il “Figlio della Madre”, e la stessa Modron potrebbe quindi essere vista come un’antica Dea-madre.
Un altro aspetto da tenere presente è il possibile legame con altre storie: il rapimento di Mabon a tre giorni di vita richiama da vicino il ratto di Pryderi da Rhiannon narrato nel Primo Ramo del Mabinogi. Mabon e Pryderi sono forse la stesssa persona?
E’ anche possibile collegare il personaggio di Mabon, il Giovane Divino, a quello dell’irlandese Oengus, figlio di Boann e del Dagda.
Il terzo punto da sottolineare è che il Mabon della letteratura gallese è quasi certamente identificabile con il Dio MAponus, veenerato nela Britannia settentrionale e a Chamalieres, nella Gallia centrale.
(Miranda Jane GREEN, Dizionario di mitologia celtica, Rusconi editore, 1998, Milano, pagg. 174-175)

Aggiunge poi la Green, su Maponus:

Maponus, equiparato all’Apollo celtico, Maponus (”Giovane Divino” o “Figlio Divino”) era oggetto di culto nella Britannia settentrionale in epoca romana.
A Chesterholm (l’antica Vidolana), fu trovata una singolare placca d’argento a forma di mezzaluna recante l’iscrizine “Deo Mapono”. Su alcune dediche il nome del Dio è collegato a quello di Apollo, ad esempio a Corbridge.
La Cosmografia dell’Anonimo Ravennate menziona un “locus Maponi” che poteva essere nel Dumfries o nel Galloway, nel sud della Scozia.
Le dediche implicano che Maponus fosse probabilmente asociato con la musica e la poesia: su un altare a Hexham la sua identità si fonde con quella dell’Apollo citaredo.
Su una dedica a Rochester, invece, Maponus compare su una pietra accanto ad una Dea cacciatrice.
Maponus può essere convincentemente collegato a Mabon, il Giovane Divino del Racconto di Culhwch e Owen, nel quale questi è presente in veste di cacciatore.
Si noti che il culto di Maponus non era limitato unicamente alla Britannia; il dio era venerato a Bourbonne-les-baines, mentre a Chamaliers (Puy de Dome) era invocato su una defixio, una tavoletta di piombo con incisa una maledizione.
(Miranda Jane GREEN, Dizionario di mitologia celtica, Rusconi editore, 1998, Milano, pagg. 180)

Il nome Modron significa Madre Divina ed ella compare forse su una pietra d’epoca romano-celtica proveniente da Ribchester, nella Britannia settentrionale, dedicata a Maponus (Mabon) e raffigurante le immagini di due divinità femminili (Miranda Jane GREEN, Dizionario di mitologia celtica, Rusconi editore, 1998, Milano, pagg. 198)

Mabon viene speso interpretato spesso come il sole del mattino prigioniero della notte, che i Celti intendevano già come rappresentazione della giovane forza divina, benevola, bloccata dalle circostanze sfavorevoli, che era necessaria per liberarsi. (Sylvia e Paul F. Botheroyd Mitologia Celtica - Lessico sui Miti, Dèi ed Eroi, Keltia, Aosta 2000 p. 180).

Un documento dell’abbazia di Savigny (dipartimento del Rodano) del IX secolo cita una sorgente di Maponus; un attore di Bourbounnes les Baines - forse in onore di Apollo - ed un vasaio di Glanum portavano il nome del Dio.
Nel 1968 a Clermond Ferrand venne alla luce una lavagnetta di piombo scritta coerentemente in gallico con uno dei testi più lunghi: un’invocazione al “divino Maponus degli Arverni, l’eterno giovane …”, che forse era in relazione .con le rivolte galliche del 68 d.C.
Sei epigrafi nell’Inghilterra del Nord nella maggior parte dei casi sono note come la relazione “Apollo-Maponus”. I villaggi di Lochmaben e di Maporiton così come il Clochmabenstane, un pilastro di megalite a sud di Gretna, tutti e tre nella contea di Dumfriesshire, testimoniano la presenza del culto di Maponus anche in Scozia. E’ da supporre che nomini la pietra che da secoli serviva come punto centrale di raduno: è quel Locus Maponi citato nella “Cosmographia Ravennae” del VII secolo.
(Sylvia e Paul F. Botheroyd Mitologia Celtica - Lessico sui Miti, Dèi ed Eroi, Keltia, Aosta 2000 p. 190)