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La coppia di Draghi celtici della buona sorte

La figura del drago è una delle più affascinanti dell'immaginario antico, medievale e perfino moderno. Ma prima ancora era un simbolo che evocava in modo potente la buona sorte per i guerrieri dei celti.

La coppia di Draghi celtici della buona sorte

La figura del drago è una delle più affascinanti dell’immaginario antico, medievale e perfino moderno. Con questo simbolo gli antichi guerrieri celtici avevano un rapporto piuttosto stretto, come attestano le testimonianze archeologiche e persino letterarie:

“la maggior parte delle rapprresentazioni note dell’arte lateniana sembrano evocare (la) … divinità.
I compagni del Dio, grifoni o mostri anguiformi, definiti solitamente ‘coppia di draghi’, figurano incisi come emblema sui foderi di spada dei guerrieri dell’espansione storica.
Intarsiati talvolta di filo d’oro, accompagnano i guerrieri di ventura nelle loro peregrinazioni attraverso l’Europa nella ricerca della ‘buona morte’, che li renderà eroi simili agli dei.
La ‘coppia di draghi’ è attestata anche, in depositi votivi o in tombe, dalle isole britanniche ai territori danubiani di recente conquista.
Circa un millennio dopo, un testo gallese menziona i ‘due serpenti d’oro’ incisi sull’arma leggendaria di Artù, la spada Excalibur, i quali rendevano ‘difficile a chiunque’ osservarla.
Il potere magico un tempo attribuito un tempo a questo simbolo non era stato ancora cancellato”.
(citazione da Venceslas Kruta, La Religione, nel volume I Celti, Bompiani, Milano 1991 p. 536)