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Lughnasad: 1° agosto, grande festa tradizionale celtica

Una festa di grande importanza

Lughnasad: 1° agosto, grande festa tradizionale celtica

 

Lughnasad significa letteralmente “assemblea di Lug”.

 

Il Lughnasad è la festa dedicata al dio Lugh, lo “splendente”, o “colui che è abile in tutte le arti” (in un episodio della mitologia irlandese egli si proclama, con molta modestia, «un fabbro, un campione, un arpista, un eroe, un poeta, uno storico, un medico, un mago»).

Il momento di Lughnasad, il 1° agosto, segna l’inizio del tempo del raccolto.

Si soleva radunarsi nel fieno, ed era il momento destinato alla mietitura del frumento e dell’orzo.

Era un momento di incontri, di gare e di giochi, e di matrimoni.

I matrimoni contratti in questo periodo potevano essere annulati nello stesso momento dell’anno successivo, offrendo alla coppia un ragionevole “periodo di prova”.

In alcune zone, in questo momento si faceva rotolare giù dalla collina una ruota incendiata per simboleggiare la fase calante dell’anno diretta verso l’inverno, e nella cerimonia druidicauna ruota viene fatta rotolare intorno al perimetro del cerchio per simboleggiare il volgere dell’anno.

La versione cristiana di questa festività è la Festa del raccolto (Lammas), che è stata recentemente fatta rivivere in alcune chiese. La parola Lammas viene da hlafmasse “loafmass” (messa del pane), dal momento che in questa occasione viene offerto del pane fatto con grano appena mietuto (Philip Carr Gomm, Riti e Misteri dei Druidi, Mondadori 2000, pag. 131)

 

Françoise Le Roux e Christian J. Guyonvarc’h, scrivono della celebrazione di Lugnasad che «è la festa di Lug sotto l’aspetto regale, la festa del re distributore di ricchezze ed equilibratore, festa dell’autunno e dei raccolti». A queste funzioni “principali” si associano poi le caratteristiche concrete della festa: «Viene segnata da giochi, concorsi, corse, e assemblee legali e giuridiche». È dunque sia una festa regale che una una festa di popolo, una grande e corale celebrazione dell’estate nel suo pieno splendore.
In Irlanda, dove per ragioni storiche, geografiche e sociali le tradizioni si sono preservate sotto molti aspetti più che da noi il primo agosto ha avuto sino a poco tempo fa, e conserva ancora - seppure in modo più marginale - aspetti assai interessanti, che possono illuminarci sulla celebrazione antica. Kevin Danaher, che ha scritto - tra le altre cose - un libro sul ciclo dell’anno, che si intitola The Year in Ireland, pubblicato dalla Mercier Press. Il Danaher riferisce come caratteristici di questa festa i “raduni”: raduni fuoriporta, sulle colline, su laghi e fiumi.
Scrive il nostro: «In parecchie località l’evento principe della festa non era tanto il pranzo, quanto piuttosto il raduno festivo fuoriporta. Questo prendeva la forma di un’escursione verso diversi siti tradizionali, di norma una collina o la vetta di un monte, o i pressi di un lago o di un fiume, ove un ampio numero di persone dell’area circostante si riunivano», viaggiando in modi vari. Per la giornata all’aria aperta la gente portava con sé, oltre al pranzo, strumenti musicali, per suonare e danzare; e mentre i giovani si sfidavano in prove di abilità, di forza e di coraggio, le fanciulle raccoglievano fiori selvatici e intrecciavano ghirlande e composizioni.
La giornata aveva insomma chiari connotati “pagani”, svincolata com’era da rigide prescrizioni religiose.

Le numerosissime festività di tutta Europa che, come quelle segnalate dal Danaher per l’Irlanda, derivano dall’antica Lugnasad sono distribuite un po’ in tutto il mese di agosto, ma concentrate soprattutto nella sua prima metà. Hanno spesso caratteristiche simili a quelle già citate (in certa forma vi assomigliano anche le molte “sagre” tradizionali nostrane) e corrispondono a una celebrazione della luce nel suo aspetto solare, raggiante, vitale.
Di Lugnasad scrive Jean Markale: «È una festa che è scomparsa dal calendario della cristianità, ma sopravvive in parte, dispersa in altre feste, come quella, religiosa, delle Rogazioni, e le numerose feste profane del raccolto». Per quanti ancora oggi prestano attenzione al passato e ai suoi perenni insegnamenti, le feste tradizionali possono aiutare a mantenere un contatto vitale con quelle tradizioni che i più, invece, dileggiano o dimenticano.

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