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L’equinozio di Primavera o Alban Eiler (Luce della Terra)

20 Marzo 2004 ore 18:26 Equinozio di primavera

L’equinozio di Primavera o Alban Eiler (”Luce della Terra”, Eiler o Eilir significa in gallese rigenerazione,o primavera e rappresenta la preadolescenza), veniva festeggiato il 20 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio, il sole infatti si sposta in Ariete, e il giorno ha la stessa durata della notte.

La parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”.

E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali.

Scrive Philip Carr Gomm

“L’Equinozio di primavera [è) il momento dell’uguaglianza del giorno e della notte, quando le forze della luce sono in fase di crescita.

Al centro del trittico di festività primaverili, Alban Eiler (la Luce della Terra) segna l’inizio più riconoscibile della primavera, quando cominciano a sbocciare i fiori e ha inizio in grande stile la semina.

Come punto dello sviluppo psicologico della nostra vits, esso rappresenta il momento della tarda fanciullezza, diciamo intorno ai 14 anni, così Imbolc rappresenta il momento della prima fanciullezza, diciamo inteorno ai 7 anni. SIamo nella primavera della vita: i semi piantati nel momento della fanciullezza da Imbolc e ALban EIler fioriranno al partire dal momento dell’adoloscenza di Beltane sotto forma di abilità e poteri che ci porteranno a vivere la nostra vita con capacità e compiutezza.

L’Equinozio di Primavera, Alban Eiler, posto a Oriente, rappresenta il momento della ricezione: ricezione della saggezza, mentre stiamo di fronte ai primi raggi del Sole che sorge il primo mattino di primavera.

L’oriente è sempre stato associato alla saggezza e all’illuminazione, perchè è a Oriente che sorge il Sole. Ed è all’Equinozio di primavera che esso sorge proprio a est. In questo momento noi possiamo aprirci alla saggezza e ai poteri che possono apportarci chiarezza (pp. 119-120, 126 Riti e misteri dei druidi, Milano, 2000, Mondadori).

Scrive Emma Restall Orr:

“La tradizione cristian ha di nuovo ripreso molti simboli pagani evidenti nelle celebrazioni di EIlir, anche se nel cristianesimo la festa viene incrociata con la Pasqua ebraica. Il nome germanico di questa celelbrazione pagana è Ostara; è il nome di una dea della fertilità da cui derivano l’inglese Easter e il tedesco Oster (Pasqua).

L’equinozio è un periodo di nuova vita, giunchiglie e fiori di ciliegio, uccellini, agnelli che corrono nei campi. E’ preminente il simbolismo dell’uovo. E’ un periodo di celelbrazione dell’infanzia, dedicato ai giochi.

Questo è un altro punto di svolta dell’anno, non attraverso un vertice, ma attraverso un punto d’equilibrio.

L’oscurità è alle nostre spalle e davanti a noi vi è la luce in cui possiamo crescere.

Come per l’equinozio d’autunno, molti che sono sensibili all’energia del cielo si sentono attirati verso l’equilibrio nell’arco di alcune settimane prima e dopo la data effettiva, come se il processo di equilibrazione sia di per sè squilibrante.

All’equinozio di primavera ciò è particolarmente difficile, con l’energia che scorre veloce e autmenta in continuazione. La linfa sale.

Il nucleo della cerimonia di Eilir è la benedizione delle sementi che diventeranno il raccolto dell’anno.

A un livello pratico all’interno del rito, i semi possono essere benedetti e seminati in vasi che verranno curati sui davanzali o in serre, ancora protetti contro le gelate. Mentre questi semi di solito faranno parte dell’opera di cura della terra a cui partecipa il druida nel corso dell’anno, essi rappresentano anche altri progetti.

Vengono benedetti ritualmente con le forze naturali: l’aria che fluisce dal respiro, il fuoco del calore del sole, l’acqua di umidità e pioggia, e naturalmente la terra del suolo fertile; un atto che contemporaneamente benedice quei progetti che cominciamo a mettere in atto, consacrandoli con forze naturali: il nostro intelletto e la conoscenza, il coraggio e l’energia, l’intuito e la motivazione e la nostra capacità di stabilizzare e manifestare.

Ora il sole bambino è cresciuto e il calore tocca la terra, spronandoci a crescere. Nel rito questo viene viene spesso rappresentato dalla fanciulla primavera e dal giovane dio del sole, consapevoli della propria sessualità ma non ancora abbastanza adulti da farne uso. Danzano, senza toccarsi, timidi e innocenti, ricolmi dell’energia della vita rinnovata.

Le maree sono alte, la luna è grande e luminosa,.

Eilir è una festa piena di risate e di aspettative, entusiasmo per la crescita futura, mentre la bilancia si sposta verso la luce.

(Il druidismo, pagg. 112 segg. , Milano 1999, Armenia editore)