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Un antico rito celtico per l'investitura reale

Secondo l'ecclesiastico Giraldo di Cambrai

Un ecclesiastico inglese del XIII secolo, Giraldo di Cambrai, compì un viaggio nell’Ulster in Irlanda e descrisse un episodio legato al rito di un’investitura regale a cui aveva personalmente assistito: per molto tempo il racconto fu ritenuto fantastico (e da alcuni accademici lo è tuttora), ma uno studioso tedesco, F.R. Schroder, scoprì che nel mondo indiano un’analoga cerimonia aveva luogo in tempi antichissimi.

Ecco cosa racconta l’ecclesiastico:

“Vi sono cose che […] il pudore suggerirebbe di tacere.

[…] C’è, dunque, nella zona più settentrionale dell’isola, cioè a Kenelcunnil, una tribù che suole intronizzare il suo re con una cerimonia barbara e abominevole. Radunatasi in un posto tutta la gente del luogo, si fa venire una giumenta candida. E allora colui che verrà elevato non certo a re bensì ad animale, non certo a sovrano bensì a criminale, bestialmente innanzi a tutti si accosta all’animale e con imprudenza pari all’impudenza manifesta la sua natura bestiale.

Subito dopo la giumenta viene uccisa e bollita a pezzi, e in quella stessa acqua gli viene preparato il bagno. Quivi egli mangia di quella carne, circondato dal popolo, che ne mangia anch’esso. Del brodo, in cui fa il bagno, egli ne beve non una coppa o con la mano, ma solo succhiando con la bocca tutto intorno.

Compiuta questa cerimonia secondo la tradizione (ma non secondo vera giustizia), il suo potere di sovrano diviene definitivo” (Enrico Campanile, Le religioni antiche (a cura di G. Filoramo), ed. Laterza, pag. 606, Bari 1994, pag. 627).